Goya da pittore romantico ad artista metropolitano

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Con questo post inauguriamo la sezione “foto Madrid” dedicata a raccogliere scorci sfuggenti di una città in continua evoluzione, viva, pulsante: Madrid. Questa sezione si apre con l’arte, con un’esposizione di stampe del Goya realizzata in un contesto originale e interessante: la metropolitana di Madrid. La metropolitana, segno distintivo delle grandi metropoli, a Madrid si fa museo, si rende arte alla portata di tutti, si dedica finalmente all’uomo della strada… Anzi, del metro.

L’esposizione si trova alla fermata “Goya” delle linee 2 (linea rossa) e 4 (linea marrone), dove potrete ammirare (riflessi dei neon di merda a parte) l’arte di Goya in due serie di stampe: “Tauromaquia”e “Disparates”. Biglietto d’ingresso 1 € (quello del metro)… Non male per un’esposizione d’arte, firmata da uno dei maggiori esponenti della corrente romantica.

Sul fatto che a Madrid si facciano incontri interessanti non ci piove, ma di incontrarmi Goya, il pittore, nell’omonima stazione della metropolitana di Madrid non me lo sarei mai aspettato. Naturalmente, non sto parlando di un incontro in carne ed ossa; anche perché il “buon vecchio Goya” ha pensato bene di passare a miglior vita ben 180 anni fa.

Così io e il Santa, inviati di www.italianiamadrid.it, armati di macchina fotografica, siamo andati a curiosare per voi tra i meandri del metro per mostrarvi una delle tante iniziative culturali di Madrid. Appena arrivati notiamo che i “meravigliosi” neon del metro non si sposano esattamente con i vetri quasi a specchio dell’esposizione. A quel punto dico a Santa “non c’è problema” mi tolgo la mia inseparabile kefiah, e mettendomi in punta di piedi dietro di lui (Santa è alto 1,83 m, io solo 1,73 volendo abbondare) cerco di schermare i malefici neon. Immaginate le facce dei passanti ignari di tutto.

Le foto non sono male, ma ce ne sarebbe stata una perfetta se io fossi sceso sui binari per “fermare il traffico” e Santa avesse scattato proprio da lì; ma avreste perso (definitivamente) due dei tre “italiani a Madrid“, e (che Goya non me ne voglia…”buonanima”) non sarebbe stato un “costo sostenibile” (di certo non per noi due). Nemmeno in nome dell’arte.

P.S.

Io e Santa ci scusiamo per i riflessi in basso alle foto, con tutti gli “Oliviero Toscani”e gli esperti d’arte che ci leggono, a quanto pare la trovata geniale della kefiah non era poi tanto geniale unita alla modesta statura di Sandro poi…

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Posted on by sandro in Arte e Architettura, Eventi e Concerti