Il re di Madrid, il re di Gran Via, il re del brillo

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C’era una volta, in un paese non troppo lontano, un città, una grande città: Madrid. Madrid era una città rossa, grigia e gialla, dove a volte pioveva e a volte c’era il sole, ma qualsiasi fosse l’umore del cielo gli abitanti di Madrid affollavano sempre la via, la Gran Via che attraversava la loro città dal centro alla fino alla più buia periferia. Il frenetico andirivieni della gente, lungo i marciapiedi larghi e lucidi della Gran Via di Madrid, veniva spesso interrotto dall’intervento di alcuni personaggi colorati che a volte fermi, a volte in movimento, catturavano l’attenzione dei passanti, anche solo per pochi secondi.

E così, a Madrid per la Gran Via s’incontravano clown tristi e nani allegri che gridavano e tacevano infrangendo per un secondo il suono di Madrid, per poi partecipare felicemente dello stesso.

Tutto per Gran Via era stato progettato affinché i passanti potessero camminare, ammirando ed esultando con la strada stessa ad ogni loro passo. Suonatori solitari, giocolieri, vagabondi.

Tra tutti questi personaggi, ve ne era uno che spiccava per diversi fattori, per anzianità, sicuramente, ma anche per stile e bontà. Il Lustrascarpe. Un personaggio buono e servile per natura, il Lustrascarpe era parte integrante della Gran Via, era lì quando questa era solo un vialetto sterrato in mezzo ad un paesino e sarebbe stato li fino a quando non sarebbe tornata ad esserlo.

Il Lustrascarpe, personaggio a molti invisibile, da molti deriso e da altri compatito, era in realtà l’eroe vero della città e della Gran Via che la solcava, ma nessuno riusciva a rendersi conto di quanto valesse lui come persona e quello che faceva per gli altri. Lui, in quelli che noi chiameremmo clienti ma che lui chiamava i ‘miei signori’, lui non ci vedeva l’arroganza e la presunzione che chiunque altro vedeva, lui vedeva, dentro i suoi signori, una richiesta d’aiuto, una mano tesa, una mano dentro una scarpa, e lui, che per natura era un buono, non poteva rifiutarsi e regalava a quella persona sola e disillusa un momento quotidiano di superiorità, di vittoria. Tutto questo il buon Lustrascarpe lo faceva per pochi euro, ma prendeva il denaro solo per offrire al ‘suo signore’ una forma in più per umiliarlo, facendolo così sentire bene. Per la Gran Via di Madrid c’erano tutti, servi e regnanti, pecore e lupi, ma nessuno era nelle proprie vesti.

Madrid è una favola.

Morale della favola a Madrid per Gran Via ci sono i lustrascarpe, non sapevo come dirvelo.

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Posted on by zollo in Pensieri, Strade, Varie