Madrid di notte: uno slalom gigante

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Notte-Madrid-Paletti

Eccoci qui, è notte, da una stanza nel mio piso interior, in pieno centro Madrid mi accingo a scrivere il mio primo post. Tra gli autori di questo blog io sono quello che è qui da meno tempo ed ho quindi intenzione di focalizzarmi sulle prime impressioni che ho avuto al mio arrivo: la metro, le ragazze in giro di notte e il pericolo che più attenta alle ginocchia dei meno esperti delle vie di Madrid: i paletti, quelli che dovrebbero svolgere la funzione dei nostri tanto amati panettoni gialli o grigi che caratterizzano vie e marciapiede delle città italiane.

Bene qui non siamo a Milano, scordatevi il panettone! Il comune di Madrid impiega, per svolgere le stesse funzioni dei nostri dolci natalizi, dei “simpatici” paletti (sarebbe meglio dire dei pali, bassi, ma pali) di ferro grezzo che da terra salgono giusto fino alle ginocchia, che, ovviamente, per renderli più visibili hanno ben pensato di farli dello stesso colore delle strade. Questi fantastici personaggi notturni accompagnano gli abitanti di Madrid in tutte le loro numerosissime passeggiate nelle aree pedonali e non. La loro peculiarità è quella di scomparire di notte, pronti a riapparire direttamente sulle ginocchia dei più distratti. Quindi il consiglio è: quando uscite dai locali la notte a Madrid, occhio ai paletti sono ovunque!

Ma la domanda è tutta la vita a Madrid quando si cammina bisogna guardare per terra? Ovvio che no! Gli spagnoli creano il problema solo per dimostrare che non è un problema!

Per chi vive a Madrid da diverso tempo, i paletti non esistono. I Madrileñi, di nascita o di acquisizione, hanno sviluppato una capacità totalmente istintiva, avvicinare le loro gambe ai paletti sarebbe come provare a far toccare due calamite dallo stesso polo, si sfiorano ma non si toccano. Quando la notte di Madrid si riempie d’alcool la gente a piedi scivola su questo facendo a slalom tra i dispettosi e ferrosi gnomi notturni senza accorgersene, parlando, cantando, barcollando. Quello che più mi ricordo, oltre le botte, ma quelle se le ricordano di più le mie ginocchia, era l’attenzione che cercavo di distribuire tra le conversazioni con Santa e la scelta del percorso migliore da seguire per evitarli, mi ricordo inoltre che mi sorprendevo di come Santa parlasse e non prestasse alcuna attenzione alla loro presenza. La notizia ragazzi è che dopo sei mesi adesso anch’io di notte non ci faccio caso (se mi ci dovessi scontrare sarebbe solo perché in fondo sono un inguaribile nostalgico).

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Posted on by zollo in Discoteche e Locali, Varie