Il vostro santareporter, sempre appostato dietro ogni angolo, sotto ogni tombino, davanti e dietro a ogni donzella ma soprattutto tra i cosiddetti di tutti, vi presenta oggi un piccolo video girato proprio ieri sera all’Ocho y medio (tradotto: Otto e mezzo) uno dei club più famosi della notte di Madrid. Lo trovate all’inizio della Calle de los Mesoneros Romanos e direi che al suo interno si apprezzano decisamente la “pazzia” e la voglia di divertirsi degli Spagnoli in tutto e per tutto…
Dunque, già che ci sono vi fornisco qualche informazione utile su questo club di Madrid. Prima di tutto, bisogna andarci di venerdì notte, perché gli altri giorni c’è un altro tipo di serata. Il posto apre verso le 23 e chiude alle 6.30. Come tutti i club di Madrid, però, inizia a riempirsi a partire dalle 3.30 in poi, quando chiudono tutti gli altri bar di Madrid da pre-serata. Se volete evitare la coda, magari andateci verso le 3, se no vi beccate almeno una quarantina di minuti di coda sicuro (il che, d’inverno, equivale a gelo). L’ingresso costa 12 Euro consumazione compresa e i “cocktail” vengono 8 Euro. Metto la parola cocktail tra virgolette perché i cocktail a Madrid, e in generale in Spagna, li fanno in pochissimi posti. Nella maggior parte dei locali di Madrid servono, oltre alla birra, quelli che io chiamo binomi, ovvero mix di un superalcolico e una bibita (per esempio: Gin tonic, Vodka lemon, Cuba libre, Jack e cola, ecc…). Ah, attenzione perché sulla merce di importazione normalmente chiedono uno o due Euro in più, anche se presentate l’ingresso.
Cos’altro dire di questo locale della notte di Madrid? La gente e la musica… Sì. La gente è piuttosto alternativa in generale, niente di impegnativo sia per quanto riguarda il vestiario che per quanto riguarda la puzza sotto il naso. È molto facile conoscere persone e accade abbastanza spesso che vi restituiscano un sorriso o un cincin, oppure che vi coinvolgano in una conversazione. La musica? Si tratta quasi sempre di (brit)pop/’80/new wave (parlo dell’ultimo new wave britannico) remixato e, a volte, un pizzico di pop spagnolo.
Ah, un’ultima cosa… Se ci andate, ricordatevi che la presenza media di omosessuali, soprattutto gay, è del 40-60%, a seconda della serata. Tenetelo bene a mente prima di fiondarvi in una conversazione con qualcuno del vostro sesso o almeno guardate bene come si veste e come si atteggia…




eh si ATTENZIONE!!!! sia mai che rivolgiate la parola a qualcuno del vostro sesso, controllate se indossano un tutù. perchè poi è notorio che ci provano con chiunque!
:S
sono un tantino perplesso!
Eheh, non era mia intenzione lasciarti perplesso, solo ricordare al lettore che in alcuni posti è meglio non dare per scontato l’orientamento sessuale dell’interlocutore, uomo o donna che sia, per evitare malintesi quando si è in cerca di avventure
@ Ciro
Ma che tono usi? Sinceramente non mi piace la tua ironia, non so quali siano i tuoi gusti sessuali, ma se fossi gay non ti farebbe comodo sapere che nel locale in cui speri d’incontrare gente con i tuoi stessi gusti ci siano solo etero? Poi Sanata ha parlato di omosessuali, quindi di uomini e donne.
E’ giusto che chi arriva dall’Italia sappia che le cose qui funzionano diversamente, che c’è, per fortuna, molta più libertà sessuale. A me sembra un’informazione fondamentale sul locale.
Ciro, io sono gay e il tutù non l’ho mai indossato, tra l’altro sono molto più maschile di certi miei conoscenti etero. Ho imparato che il modo di vestire o l’effeminatezza o meno di un ragazzo non sempre sono sinonimo della sua omosessualità.
Inoltre, cosa più importante, molti etero, tra cui te, sono convinti che i gay siano così disperati da provarci con voi… credimi abbiamo di meglio da fare che perdere il nostro tempo con un etero macarra e maschilista… pensate forse che il semplice fatto che avete un cazzo ci faccia morire dalla voglia di provarci? Poveri illusi!
Hai ragione zollo, per fortuna qui a Madrid esistono decine di locali “misti” e chi non è in grado di comprendere il senso di questa cosa è meglio che non ci metta piede, più che altro per non ridicolizzarsi. Sono venuto in Spagna perché non ne potevo più di certe ideucce da paese che, ahimé, resistono in Italia anche nelle metropoli, e mi fa incazzare che uno venga qui a rompere i coglioni con ste menate antiche. Ciro se venissi a Madrid ti renderesti conto che gli etero e i gay qui convivono e si divertono insieme rispettandosi e senza che i primi camminino con le spalle al muro per paura che i secondi se li ingroppino. Questo non è mai successo se non nella fantasia di certi eterosessuali… Per favore, siamo nel 2008!
Ben detto Luca
Per Ciro: i ballerini non indossano il tutú!Il tutú lo portano solo le ballerine, ma nella danza contemporanea tutto é possibile. Ci sono ballerine di un metro e sessanta che alzano ballerini di 1.80! E non tutti i ballerini sono gay!!
ahaha, è esattamente questo il punto..
Ciao, anche se sono etero, a Milano per lo più frequento quasi solo locali “misti”…e devo dire che ci si diverte molto di più! Visti con l’occhio di una donna, i locali prettamente etero sono come una caserma in libera uscita!
ps: io arrivo sabato, ci si vede venerdì 23!
@ Luca V. anche io sono gay e infatti mi sono limitato a marcare tutto ciò che era stato scritto in precedenza, perchè era stato scritto dal solito etero sessuale che crede che qualsiasi gay se lo voglia fare e magari non se lo caga di striscio,per questo poi ho scritto sono perplesso ma avrei dovuto articolare meglio la mia provocazione; tra l’altro (ovviamente) sono daccordo con tutto ciò che dici!!
@ zollo
non ti piacciono i miei toni? ripeto forse avrei dovuto articolare il mio pensiero e renderlo più netto e meno ambiguo; colpa mia.
ma per favore non venirmi a dire che lo si è scritto in quel modo per informare, bastavano le prime due righe, L’ULTIMA CONSIDERAZIONE POTEVA TENERSELA PER LUI!!!!!!!!
@ valentina… la storia del tutù è un iperbole
ciao a tutti
P.S tutto ciò ve lo dice Ciro aka “l’OSO”
@ Ciro
Ti chiedo sucsa se ti ho “aggredito”, ma come ben sai un pensiero per iscritto può a volte sembrare il contrario di quello che vuol significare semplicemente per la mancanza di un “tono”, in questo caso ironico! Riletto il tuo commento alla luce di quello che dici torna tutto…
Comunque sono contento che sia scaturito questo piccolo confronto sul tema grazie a te, almeno abbiamo messo in chiaro che la storia dei gay che ci provano con gli etero non sta in piedi e che si può benissimo stare nello stesso locale divertendosi e senza doversi necessariamente domandare quello che ciascuno è o sembra. In effetti rivolgere la parola ad un ragazzo gay non significa automaticamente starci e a Madrid capita spessissimo di chiacchierare o ballare tra gay e etero e godersi la serata e la musica insieme senza assolutamente altro fine. Insomma Ciro, sotterro l’ascia e ti abbraccio… WOOF!
@ Ciro:
mi dispiace che “l’ultima considerazione” fatta da Santa sia stata male interpretata (perché di errata interpretazione si tratta), in nessuna parte dell’articolo si sostiene che parlare con un omosessuale voglia dire “starci” o “provarci”.
Semplicemente si da una “dritta” ai lettori (etero e non) informandoli dell’ambiente dell’Ocho y medio, il che può essere utile, secondo me, per evitare fraintendimenti o rimanere sorpresi se una persona del tuo stesso sesso ti avvicina dicendoti (o facendoti capire) che è attratto da te (a me è capitato).
Inoltre Ciro devi tenere conto che tra i lettori è presente una componente rilevante di gente che vive tutt’ora in Italia dove, come saprai, le persone non sono ancora così emancipate come qui a Madrid; e che pertanto vanno informate sulla diversità di questa meravigliosa città esattamente come sono state informate su differenze in altri campi (studio, lavoro etc.).
Inutile precisare che http://www.italianiamadrid.it vanta una libertà che da spazio a tutti; indipendentemente dai gusti sessuali, colore politico etc.
Anche io voglio spezzare una lancia a favore di Santa, in effetti tutto il malinteso è stato frutto del fraintendimento da parte di Ciro dell’ultima affermazione di Santa e da parte mia e di Zollo di quella di Ciro… insomma, io posso testimoniare che Sandro, Santa e Zollo non hanno assolutamente pregiudizi di nessun tipo, anzi, sono molto incuriositi ed interessati al mondo gay, tanto è vero che mi hanno chiesto di scrivere degli articoli proprio su questo tema. Il bello di questo blog è proprio il fatto che qui si incontrano persone diverse accomunate dall’amore per Madrid. Da questo nascono a volte scontri di opinione e inevitabilmente malintesi. Questo mi pare molto bello ed edificante, perché è proprio dal confronto che si impara a conoscere e a rispettare le differenze.
Ciao Ciro!
ho letto solo ora il tuo ultimo post!!Come ha scritto Luca V., trattandosi di pensieri per iscritto, il tono può essere facilmente mal interpretato!Ed avendolo io mal interpretato, non colsi l’iperbole!Se poi tieni da conto che quello che studio a che vedere con metafore e luoghi comuni…diciamo che mi ero scladata ancor di più!
Así que, abrazo de reconciliaciòn!
ahhhhh che bello!!!!!

sti cazzii….primo step iscrizione corso intensivo di spagnolo !!!
ci siamo confrontati e riconciliati..appena sono a madrid per il primo sopralluogo pre-trasloco, vi offro da bere all’ocho y medio
che qui tra le cazzate della carfagna, notizie pompate per nascondere i veri problemi del paese, immondizia, ronde anti-rom/terrone/gay non ce la fò più… e pensare che ero appena tornato da Londra col cuoricino pieno di speranze alimentate dalla nostalgia
Bravo Ciro! Fai le valigie e vieni a Madrid!
Coem ti capisco… tante volte sono tornato in Italia con la speranza che fosse diventato un pasese un pochino migliore, ma in fondo è solo la nostalgia che ti fa avere strane allucinazioni. Ogni volta che rimetto piede a Fiumicino mi accorgo che nulla è cambiato, anzi.
Ormai sento questa città come casa mia: negli gli ultimi 6 mesi passati in Italia per lavoro mi sentivo veramente uno straniero in patria. Fai sapere quando sei qui!