Se una notte Madrid…
29 febbraio 2008, scritto da zollo
Madrid è una città pulita. Madrid è una città sporca.
Madrid è una sporca città pulita e una pulita città sporca. Madrid è una città che quando è sporca viene pulita e quando è pulita viene sporcata. Madrid è la catarsi, la purificazione, si sporca per pulirsi e si pulisce per potersi sporcare.
Madrid è una lavagna, sulla quale innumerevoli volte il gesso ha segnato nomi, numeri di telefono, ha disegnato volti, tutti prontamente cancellati al suono dell’ultima campanella, una vecchia lavagna dalla superficie porosa sulla quale s’imprimono solo le scritte più calcate.
Madrid è così, e il cancellino sono loro, gli uomini della limpieza, personaggi invisibili e magici della notte a Madrid, lavoratori rapidi ed efficienti che lavano, puliscono e cancellano le tracce di una giornata, di un pomeriggio, di una notte. A volte sai della loro presenza perché sotto un cielo stellato cammini su strade bagnate, a volte senti il fruscio dell’acqua dei loro idranti che ti corre accanto senza mai colpirti, altre volte il rumore dei loro camion che solleva bidoni. Quando di notte per Madrid vedete questi omini verdi e gialli, dovete fare in fretta e cercare nella notte appena passata, frugare e scegliere quali ricordi conservare, perché al loro passaggio i più futili spariranno, insieme alle cartacce, ai rigoli di piscia alle pozzanghere di vomito.
Gli uomini della limpieza sono parte della notte di Madrid, come la birra, come le urla, come la musica, come le code fuori dai locali, come i bicchieri di plastica, le bottiglie di birra da un litro e quelle di coca cola piene di rum. Come provetti acchiappa fantasmi, eroi del marciapiede, combattono la sporcizia, ma senza odio, consapevoli di farlo per dare la possibilità di sporcare ancora. Eliminano le tracce e archiviano il caso. Di modo che il giorno seguente prede e cacciatori possano inscenare di nuovo lo spettacolo, lo spettacolo del giorno e della notte per le vie pulite di Madrid.
Madrid è uno spettacolo.
Madrid, se fossi un fiore saresti un fiore rosso fra i capelli neri di una donna, se fossi un frutto saresti un maracuja, il frutto della passione, se fossi una bevanda alcolica saresti una tequila ghiacciata, gelida fuori, ma calda dentro, se fossi uno strumento musicale saresti un violino lontano che attrae i viandanti, se fossi una canzone saresti la primavera di Vivaldi, se fossi un indumento saresti un paio di scarpe usate che non riesci a non indossare, se fossi un piatto saresti un piatto piccante di quelli che fanno sudare ma dei quali non puoi lasciare niente, se fossi un locale saresti un seminterrato con il soffitto basso e pareti sudate, con la musica alta e la gente accalcata.
Madrid, se fossi una donna saresti la mia.




tiooo..flipa este blog..
yo ya te imaginaba tirado por alli con tu botella de Jack..jeje
Si paso por madrid me invitas a unas copas??
El Esquinao
29 febbraio 2008
Facciamo che ti faccio fare qualche sorso di Jack e poi te invito a unas putas, qui è mas barato…
zollo
29 febbraio 2008
Que pasa artista?
Ci sta dentro sto blog, dovrebbero farne uno anche a Barcelona, sarebbe una chicca. Perchè non ti trasferisci?
Li i bar sono ancora pavimentati di monnezza?
Teo
29 febbraio 2008
Verrò a Barcellona non appena ho sviscerato questa città. Qui se chiedi un posacenere ti indicano il pavimento…
zollo
3 marzo 2008
La tua follia scivola tra queste pagine come l’alcool nelle tue vene…l’arte è per pochi coraggiosi..non mollare mai zio! te quiero
Sandy
3 marzo 2008
Le tue parole poetiche migliorano sempre di più caro buon zollo!l’eta matura che hai raggiunto traspare dalle tue frasi nonchè la tua personalità…
il tuo racconto della città in cui vivi mi ha convinto a venirci un giorno, spero presto, e ubriacarmi con te!:-)
ciao sfigato!!!:-)
Frà
3 marzo 2008
..questo post è bellissimo..
alice
14 marzo 2008
grazie, in realtà stavo dormendo quella notte, mi sono svegliato di soprassalto e ho visto un tipo che scriveva una pagina di word, gli ho detto: “ma tu chi sei?” e lui “Sono il Dio dei blog e tu non vali un cazzo, guarda cosa vuol dire scrivere un post!” e sparisce. Mi avvicino a leggere e aveva scritto 30 pagine di word “w la figa, w la figa, w la figa…”. A quel punto ho capito quello che mi stava cercando di dire e ho scritto il post che ti è piaciuto. grazie:).
zollo
14 marzo 2008
ahahahha questo intervento mi ha fatto morire… ahahah
tatiana
21 marzo 2008
L’intervento é eccezionale! e cosí vero! Mi sono rivista, assonnta e brilla mentre torno a casa e mi incrocio con loro: los hombres de la limpieza! Dentro di me un dubbio amletico: che faccio? vado avanti? continuo a camminare o mi fermo qui? Di nuovo mi domando: mi avranno visto? si fermeranno? dirigeranno il tubo da un altro lato? Mi faranno la doccia?
…
Fino ad adesso l’incontro piú ravvicinato é stato un favore: rimuovere una merda recién pestata dalla mia scarpa destra…
Il magico getto l’ha portata via!
lazorza
22 aprile 2008
Evviva il magico getto entonces!
zollo
22 aprile 2008
madonna….ma voglio vivere anche io in una città così…sempre in movimento…dove qualsiasi cosa si mostra completamente, ma tu non puoi che coglierne il lato favoloso!!!!wooohh
Miky
23 maggio 2008
ragazzi italiana bilingue riconosciuto spa e ita cerca lavoro aiutooooo.
epicuro
27 luglio 2008
Assurdo come tu possa aver reso nostalgico ai miei occhi anche un uomo della limpieza…
tra 20 giorni parto, torno in italia.. dove vedrò una cosa del genere in italia?
Cmq qualche giorno fa ne ho vista una davvero assurda: un hombre de la limpieza che puliva il tettuccio di una fermata dell’autobus!NON HO CREDUTO AI MIEI OCCHI.
Si, sono italiana, mi sorprendo per questo.
Annalisa
5 settembre 2008
…minchia!
Fede
8 dicembre 2010