Un weekend a Madrid…

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È passato un altro fine settimana, un altro giovedi, un altro venerdi e un altro sabato. Il finde, come lo chiamano qui a Madrid, è passato, finito. Ma voi credete che già i nostri pensieri o quelli degli Spagnoli siano rivolti al lunedi mattina? Vi sbagliate! Tutti i pensieri dei madrileñi la domenica sono rivolti in una sola direzione: La Latina!

La Latina è una zona di Madrid caratterizzata dalla presenza di moltissimi ristoranti e barettini da aperitivo. In generale La Latina è una zona abbastanza adulta, nel senso che l’età media si aggira intorno ai trenta, però la domenica in orario aperitivo, che qui a Madrid sarebbe come dire alle 8 o 9, si incontra di tutto, tendenzialmente lavoratori che vogliono spolpare il finde fino l’osso.

In effetti oggi è un weekend particolare, perchè qui in Spagna oggi si vota! Come sapete gli Spagnoli hanno molto a cuore la questione , quindi la maggior parte metterà da parte la resaca (i postumi della sbronza) e andrà a votare. Tra poco toccherà a anche a noi, lo faremo dalla distanza, ma lo faremo, purtroppo qui riusciamo solo ad essere spettatori, anche se, per quanto mi riguarda, saprei perfettamente chi votare, non volendo fare in alcun modo propaganda e non volendo comunque schierarmi e schierare questo sito in una definita direzione politica, vi dirò solo che il nome di quello che voterei io inizia con la Z e finisce con APATERO :).

Ma mettendo da parte la politica, facciamo una piccola digressione su questo weekend qui a Madrid.

Dunque, essendo in compagnia di un amico che è venuto a trovarci dall’Italia, tale CAF, amico di vecchia data del sottoscritto, abbiamo deciso di mostrare il più possibile di questa città, immergendolo totalmente nella Madrid che più ci piace. Venerdi siamo stati all’inaugurazione di un locale vicino alla fermata di Antón Martín, il locale si chiama “Mi madre era una grupie” ed è degli stessi proprietari del Sideral, uno dei locali storici di Malasaña. Subito dopo ci siamo mossi verso la nostra zona, dove anche i Cinesi che vendono le birre per strada ci salutano, dove i paletti si spostano per farci passare, dove i baristi mettono giù chupiti appena ci vedono e le ragazze… Beh, le ragzze fanno più o meno come i paletti, ma questo è un altro discorso. Parliamo di Malasaña ragazzi! In questa zona siamo stati alla Via Láctea in calle Velarde, un locale famosissimo, credo che sia decisamente il più vecchio e rinomato, anche perché era frequentato da Almodovar.

Dopo una copa (cocktail) in questo posto dove il volume delle voci è più alto della musica siamo stati al Freeway e poi al Sideral. In questo locale il Caf ha conosciuto la canzone che ci ci ha fatto da soundtrack in questo weekend. Il ritornello recita

No intentes hacerme cambiar, no me pidas ese favor, siento decirte que no que no que no que no que no…

In Italiano sarebbe: “Non provare a farmi cambiare, non chiedermi questo favore, mi dispiace ma devo dirti di no…”. Arricchiti, ubriachi e totalmente animati ci siamo spostati verso Gran Vía, per le strade la notte era palesata solo dal nero del cielo e dal giallo dei lampioni, perché a giudicare dalla gente in giro sembrava un sabato pomeriggio. Dopo circa 5 minuti a piedi cantando “Que no Que no Que no” ci mettiamo in coda all’Ocho y Medio, entriamo e usciamo alla chiusura.

Quello che è successo all’interno, ve lo racconteremo a voce quando verrete a trovarci.

Poi affamati andiamo all’Open 25 a comprare due pizze da mangiarci a casa e verso le 7 e mezza finalmente a letto. Il giorno dopo, l’8 marzo, festa delle donne, decidiamo di comprare delle mimose per le nostre amiche, ma qui a nessuno interessa questa festa, prime le donne, che quasi neanche se ne ricordano. Infatti non troviamo le mimose, in nessun fiorista. L’anno prossimo le venderemo noi per strada, per gli italiani e le italiane che vorranno commemorare questa data.

La notte di sabato è arrivata in fretta, io e il Caf siamo andati a mangiare al giapponese sotto casa mia, 25 Euro a testa per 4 birre e 7 sushi a testa in un posto strafighetto e dall’arredamento decisamente asettico, ma con un buon servizio. Il ristorante giapponese si chiama Kanpai ed è in calle Flor Baja. Poi passiamo a prendere gli altri, partita a Guitar Hero, dove il Santa è imbattibile e poi di nuovo per Madrid. Usciamo di casa alle 2 di notte, in 5 minuti di cammino siamo in Malasaña, soliti locali, Freeway, Sideral e poi alle 4 in coda all’Elastico in Plaza del Carmen, vicino calle Montera, quella delle puttane, per intenderci.

La musica è stata un po’ deludente, il DJ non era il solito e sinceramente avrò sentito due canzoni decenti in tutta la notte. Alle 6 e mezza torniamo a casa, Sandro improvvisa un piatto di pasta da leccarsi i baffi e poi a letto. Oggi siamo ancora in casa e dobbiamo ancora pranzare, sono le 7 di sera e sembrano le 11 di mattina. Andremo al Vips a mangiare e poi a La Latina, ma questo ve lo racconterò domani. Adesso è meglio che mi sbrighi, che il tempo scorre e, sicuramente, fuori mi sto perdendo qualcosa che varrebbe la pena vivere. Alla prossima chicos!

Posted on by zollo in Discoteche e Locali