Il supplizio di San Patrizio

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Ieri era San Patrizio anche a Madrid. Il santo patrono dell’Irlanda e conseguentemente della Guinness, delle patate crude e dei quadrifogli. In Italia non si festeggia molto, ma qui è una festa abbastanza nota anche tra gli Spagnoli. Come esimerci dunque dal prendere parte a tale celebrazione? Dopo esserci vestiti da Leprechaun ed aver versato illegalmente della fluoresceina nel Manzanares (un fiume che attraversa Madrid), come fanno a Chicago ogni anno, abbiamo deciso di seguire le correnti di cilindri verdi che si riversavano senza sosta nei vari pub irlandesi della notte di Madrid.

Per evitare diatribe di tipo religioso, Zollo si è vestito da Leprechaun cattolico, io da Leprechaun protestante e Sandro da Leprechaun ateo, in modo da mantenere l’equilibrio e l’armonia spirituale, come siamo soliti fare. Attriti religiosi a parte, devo ammettere che questa festa è stata un po’ deludente. Abbiamo girato ben tre pub irlandesi nel centro di Madrid, vicino a Puerta del Sol, la piazza che costituisce il cuore di Madrid e il centro geometrico della Spagna. Nei primi due pub, di nome Dubliners e O’Connell’s, è stato praticamente impossibile raggiungere il bancone. Di solito tendiamo naturalmente verso il bancone, sappiamo scivolare tra la gente, compiere eleganti veroniche, tripli carpiati, e intrufolarci fra le braccia dei clienti, aprendoci strada fino ad appoggiare almeno un polso e sventolare i soldini sotto il naso del barista, ma questa volta abbiamo preferito non turbare il delicato equilibrio dei numerosi inglesi, irlandesi e americani palesemente ebbri.

Ecco, il problema principale era proprio questo. C’erano solo Grandi Britannici, ma proprio grandi, enormi, rozzi, sbronzi e per guinta di sesso preponderantemente maschile. E poi proprio brutti, in ogni senso, sia “brutti” per l’alcool che per natura. Vorrei tanto che qualcuno cercasse di rinominare questa festa a Santa Patrizia, o almeno Sant@ Patrizi@, con le chioccioline. Le poche ragazze che c’erano erano le tipiche inglesi, stile Hooligan, non credo di dover aggiungere altro. Anzi, inviterei uno dei miei migliori amici, Sapessi (noto anche come Sauro Artemide Pessi), che attualmente vive a Londra, a lasciare un esaustivo commento sulle inglesi…

Ad ogni modo, alla fine siamo entrati in un pub irlandese, l’O'Neill’s, sempre vicino a Sol, e abbiamo deciso, in onore del nostro pubblico di Italiani a Madrid, di assistere alla peggior musica dal vivo di Madrid, o probabilmente del mondo intero. Suonava un gruppo di nome Shane che faceva cover degli U2, ma il cantante non arrivava neanche un’ottava sotto Bono, quindi cantava One come un baritono, se non un basso, oltre ad avere più le movenze di Cher che di Bono, e le corde vocali di Spitty Cash. Meno male, MENO MALE, che sono salite sul palco le due campane incrinate che compaiono nel video di cui sopra a cantarci una canzone folk irlandese…

Vi meritate un premio di consolazione che riassume, meglio di mille parole, i concetti espressi in quest’articolo:

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Posted on by santa in Discoteche e Locali, Eventi e Concerti