L’insostenibile leggerezza degli Spagnoli
21 marzo 2008, scritto da santa
Con quest’articolo non pretendo in nessun modo di emulare Kundera, anche perché ne diceva di cazzate, bensì vorrei offrirvi uno spunto di riflessione piuttosto personale sugli Spagnoli in generale, e in particolare a Madrid. Qualche tempo addietro mi soffermai a pensare: “Sono qui ormai da quattro anni e mezzo, ne ho conosciuta di gente… e allora perché ho pochissimi amici spagnoli? Amici che si possano definire tali, persone su cui si possa contare e con cui si condivida molto se non tutto. Sto forse sbagliando qualcosa?” Vediamo se riesco a spiegarvelo senza annoiarvi.
Premetto che mi considero una persona socievole, magari non eccessivamente affabile, ma adoro conoscere gente per strada, intrattenere le conversazioni più assurde riguardo agli argomenti più disparati, godere delle giuste pause di silenzio, sorseggiare qualcosa in compagnia e via dicendo.
Sospetto che la cosa che più mi affascina degli Spagnoli, la loro “leggerezza”, sia un’arma a doppio taglio. Mi spiego meglio: sia di notte che di giorno sembrano sempre così spensierati, spesso con la testa tra le nuvole (o tra le canne), così liberi da ogni preoccupazione, come se tutto gli scivolasse addosso e nulla li tangesse, così sempre pronti a sbellicarsi dal ridere, tra un borbottio e l’altro. Sono persone di norma approssimative, non danno molto peso alle loro parole e spesso parlano a vanvera, come se sapessero di tutto un po’, senza ponderare troppo le conseguenze delle loro azioni o le relative implicazioni morali. Ma al contempo quello che fanno di frequente li appassiona, o almeno li diverte fino a far loro dimenticare tutto il resto. È bello perdersi tra loro perché non hanno pretese, ti senti accettato per quello che sei, non esigono nulla da te, non pretendono false conversazioni o maschere da indossare, ti trattano come un loro pari se sei umile e come il peggiore dei sottoposti se fai il superbo o il saccente. Anche se te ne rimani seduto a guardare in disparte, ti senti sempre parte del gruppo. Puoi essere una merda in pace e nessuno ti dirà niente se non farai danni a nessuno, condivideranno solo un po’ di tempo con te.
Cosa succede però quando c’è da passare ai fatti? Questa leggerezza diventa spesso un peso, almeno per me. Quante volte avrò congedato persone che ero quasi arrivato a considerare amici dicendo: “Dai ci sentiamo domani per andare di qua o di là ” oppure “Chiamami appena sai qualcosa” o cose così, più o meno urgenti. Mai una volta ho avuto un riscontro positivo, veniva tutto metodicamente riposto nel dimenticatoio, non sono mai riuscito a contare su di loro più di tanto. Non so perché, forse sbaglio qualcosa io…
Ieri notte per esempio ho conosciuto per caso una ragazza spagnola, molto carina. Una persona gradevole, intelligente, con cui ho potuto mantenere una seppur breve conversazione in tre lingue diverse. All’improvviso, mi ha chiesto il mio numero di telefono. Glie l’ho dato a una condizione: che mi chiamasse oggi. Alche mi ha porto una mano da stringere, come per dire: “Affare fatto, contaci”. Secondo voi mi ha chiamato? Ci tengo a precisare che era perfettamente sobria.
Boh, forse sono io che esigo troppo dalle persone che mi circondano. Forse la linea che nella mia testa separa la sezione amici dalla sezione conoscenti è un po’ troppo pretenziosa. Non so. Forse succede anche in Italia, ma a questo punto non avrei neanche amici italiani, no? Voi cosa ne pensate?
Azz, vi lascio che mi è arrivato un SMS. Vuoi vedere che stavolta…




Cosa ne penso io?
Ti chiamo domani e te lo dico!
zollo
21 marzo 2008
ciao zollo,
premesso che kundera non dice cazzate;parla solo di cose banali ma ha l’abilità di saperle scrivere!!Allora non hai letto De Mello “L’aquila che si credeva un pollo” è un libro di cazzate dalla prima all’ultima parola.
Credo che noi italiani siamo troppo esigenti nei rapporti con gli altri, crediamo di avere l’esclusiva con le persone(io sono un pò come te!!),la bellezza di un incontro è determinato anche dall’atmosfera che ci circonda, dal nostro stato d’animo, che per tutti non è uguale e non coincide,ho imparato a non crearmi aspettative dagli altri.Siamo una popolazione di “pesantoni”. Per noi vale il motto “l’insostenibile pesantezza dell’essere”.
Tra un pò arrivo a Madrid!!!!!!!!!!
gennaro
22 marzo 2008
Piú che una questione di spagnoli, diciamo che a Madrid funziona cosÃ!Di gente se ne conosce un sacco, soprattutto quando si sta facendo festa!Ma poi stringere un’amicizia, o anche solo trovarsi una seconta volta, é un pó complicato!
Io di amici spagnoli ne ho abbastanza (o molti sono conoscenti?. Amiche spagnole, quasi zero!(Cq incrociate le dita perché da circa tre mesi sembrerebbe che ne ho stretta una!).Le amicizie che ho sono piú “diurne” che “notturne”. Ovvero, gente per uscire a far festa festa quasi non ne conosco (tenendo da conto che mi piace un sacco uscire a ballare,ne soffro un pó, ma so che é cosà perché sono piuttosto esigente, io con la gente ci voglio parlare!!)invece per prendermi un caffé e chiaccherare tutto un pomeriggio, o per cañas y tapas, pranzare o cenare,non mi posso lamentare.E qui la mia teoria. É vero, tu esci, conosci un sacco di gente, ti scambi i numeri, ti fai un sacco di promesse, e tutto in un clima di euforia generale!Alcol, droghe,musica altissima, fiumi di gente che si vuol divertire; la sensazione che si ha, é quella di sentirsi in una grande famiglia, ma poi?Quanti o quante si fanno sentire nei giorni seguenti?
Io credo che tutto sta nel sapere con chi intoppi e in che momento della sua ma anche della tua vita, o addirittura della settimana!La voglia di socializzare di uno straniero a Madrid é molto piú grande di uno che vive qui da una vita o da molti anni…Se poi pensi che la gente ha giá i suoi bei gruppetti di amici, chi glielo fa fare di sbattersi per trovarsi con una persona con cui ci ha parlato per forse un’ora?!! …E se poi vive dall’altra parte della cittá, ciao!!Ma allora, direte voi,”perché ti chiedono o ti passano il numero del cellulare, o ti fanno credere che puoi contare su di loro?” Semplice: socializzare a Madrid é piuttosto facile, tutto incita a farlo! Stringere un’amicizia richiede predisposizione, tempo, connessione,energie, curiositá,insomma, un bel pó di ingredienti.
Io ebbi la fortuna di piombare a casa di uno spagnolo il cui gruppo di amici adorava e adora stringere nuove amicizie, soprattutto con stranieri e quello che piú mi piace di loro é che condividono con te le loro amicizie!Cosa molto gradita quando arrivi in una cittá e non conosci nessuno!!
Non so quanti amici tu abbia in Italia, ma appunto, in Italia ci sei nato, cresciuto e ci hai vissuto per un bel po’ di anni!!Per cui non credo si possano comparare le due cose!!Bisognerebbe chiederlo ad uno straniero che vive in Italia!!Penso ci sia un pó di tutto. Io mi ricordo che quando studiavo a Venezia,neanche mi avvicinavo agli erasmus! Dopo averlo fatto io, ogni volta che torno in Italia ed esco per locali dove si sa che ci sono, io con gli italiani quasi non ci parlo!!
Ma scusa, tu non ce l’hai il numero della giovane donzella??
Comunque mi hai fatto ricordare un mitico capodanno a Madrid! In suddetta notte, un mio caro amico italiano conobbe una ragazza spagnola, e questa gli diede appuntamento il giorno dopo, ovvero l’uno di gennaio, sottolineo, un 1 di gennaio,a Puerta del Sol, alle 17!Rincasammo verso le 11 del mattino, e questo si mette la sveglia per andare a Puerta del Sol, alle 17!!Tu cosa credi che gli abbia suggerito!!??
valentina
22 marzo 2008
Mi dispiace, volevo scrivere 3 frasi…e ne ho scritta qualcuna in piú!:-S
valentina
22 marzo 2008
Ma mi state dicendo che dovrò stare in casa per 2 settimane(il tempo del mio soggiorno a madrid)perchè tanto nessuno mi cagherà ??? Mi fate deprimere…
C@my
22 marzo 2008
@ Gennaro
Grazie per il commenot, ma il post l’ha scritto santa, giusto per precisare
@ Vale
Concordo pienamente!
@ C@ami
tranquilla, ti cago io, dammi il numero che ti chiamo domani alle 17!
zollo
22 marzo 2008
Ti dirò, la mia opinione è piuttosto simile a quella di santa, anch’io ho notato la stessa identica cosa nei 6 mesi del mio erasmus: tanta gente con cui chiacchierare nei corridoi dell’università o con cui salir de fiesta la sera, molti numeri di telefono dati o ricevuti, tante promesse del tipo “llamame y quedamos para tomarnos un cafetito” e quasi nessuna mantenuta. E questo vale soprattutto x las chicas, un po’ meglio con los chicos, forse con qualche doppio fine. Sta di fatto cmq che l’unico vero amico spagnolo che avevo (ed ho) è quello che alcuni mesi dopo è diventato il mio attuale ragazzo. Succede lo stesso persino con i suoi amici, nonostante abbiano con me ormai un rapporto relativamente confidenziale. E lo stesso vale anche con gli spagnoli erasmus che frequento qua a Palermo facendo parte dell’esn (Erasmus Student Network).
All’inizio ci rimanevo male e non capivo, devo dire che un po’ mi pesava, anche se ho avuto la fortuna di trovare dei coinquilini (italiani) fantastici che non mi hanno mai fatta sentire sola, ma adesso mi sono resa conto che sono fatti così, sono molto “leggeri”, proprio come dice santa, non ci fanno caso.
In questo noi italiani siamo decisamente + amichevoli.
Federica
22 marzo 2008
C@my,
non ti deprimire, anzi, accumula tutte le energie che puoi che é quello di cui veramente avrai bisogno!!Madrid é fantastica, e la gente, come abbiamo detto, molto socievole. Il problema della “leggerezza” degli spagnoli si presenta quando a Madrid uno ci vive!Cerchi di stringere amicizie con gli spagnoli per sentirti un pó piú a casa,essere coccolata ed avere dei punti fissi (la gente qui se ne va e viene continuamente) ma appunto, é un pó complicato!
Federica,
il mio migliore amico spagnolo é il mio ex fidanzato, ed i miei migliori amici, i suoi amici!Dopo essermi lasciata é stata un pó dura, ma tutti loro hanno cercato di non farmi mai sentire sola!Per me sono dei tesori! E le amicizie con le ragazze spagnole, mah, ancora non ho capito come “pensano” loro un’amicizia!! Forse qualche maschietto potrá aiutarci a capirlo!
Zollino,
siamo nati o no nello stesso anno??!!:-)
valentina
22 marzo 2008
Valentina,
è proprio vero: le spagnole ho proprio difficoltà a capirle!!!
Federica
22 marzo 2008
Anch’io ho difficoltà a capirle, ma si sa… Le donne vanno amate, non capite! Di qualsiasi nazionlità siano.
roberto
22 marzo 2008
scusa santa!!!!!!!!!!!!buona Pasqua.
gennaro
23 marzo 2008
ah allora e’ normale che non chiamino piu’ iniziavo a pensare di essere io troppo antipatica x essere richiamata
ma a Pasqua gli spagnoli non usano farsi gli auguri? al lavoro stamattina nessuno ha detto niente p.s. auguri!
Carmen
23 marzo 2008
Wow ragazzi grazie per i commenti, non pensavo di suscitare tanto scalpore fra i lettori. Volevo solo aggiungere che la mia situazione è simile a quella di Valentina e di Federica. La mia migliore amica spagnola è in questo momento la mia ex e tutti i suoi amici erano le persone che ero solito frequentare quando stavo con lei. Comunque, non sono mai riuscito a legare più di tanto con i suoi amici, non so dirvi perché. Una volta che ci siamo mollati credo di aver rivisto solo suo cugino un paio di volte.
Ad ogni modo, non credo neanche di essere così esigente come dice Gennaro, nel senso, se uno non ha amici si adegua un po’ a quello che trova, anche se solo temporaneamente immagino. Per fortuna ho avuto modo di parlare con una ragazza che ha vissuto vari anni in vari paesi esteri e mi ha confermato che per lei è stato così pressoché ovunque, non è mai riuscita a stringere amicizie vere al di fuori dal suo paese d’origine, o comunque è sempre stato molto complicato.
Quindi direi che a questo punto dobbiamo adeguarci, vivere la nostra vita diurna/notturna cercando di divertirci come siamo soliti fare da queste parti senza pretendere più di tanto, o almeno abbassando anche solo per un po’ il nostro standard. Io non ci sono ancora riuscito e finisco sempre per contare sulle persone volente o nolente, per poi restare con un po’ d’amaro in bocca, ma un giorno o l’altro spero di riuscirci… Oppure dovremo istituire un circoletto di italiani e riunirci una volta al mese per fomentare un po’ le amicizie tra noi, anche se mi sa un po’ di setta
Prima di chiudere vorrei tranquillizzare tutti quelli che arriveranno nei prossimi giorni o che verranno in vacanza: vi divertirete sicuramente tra gli Spagnoli, ragazzi, il problema si presenterà solo quando pretenderete stringere amicizie a lungo termine e scoprirete com’è difficile riuscirci.
Buona domenica a tutti!
santa
23 marzo 2008
Secondo me non è troppo un problema di nazionalità , bensì di grane città . Io vivo con un asturiano, di Oviedo, lo conosco da molto tempo e posso dire che siamo amici. Mi ha ospitato a vivre in casa sua, è stato in Italia, sono stato addirittura al matrimonio di suo fratello. In casa c’è una gara tra i fornelli, tra tortilla e favada asturiana da una parte, e carbonara o matriciana dall’altra, ho conosciuto molte sue amiche… Una domenica l’ho addirittura lasciato fuori casa (sua!) senza che si arrabbiasse più di tanto… Per concludere questo discorso sconclusionato, credo che il problema di instaurare relazioni di amicizia durature sia dovuto più alla maniera di vivere che si ha nelle grandi città che negli spagnoli in generale.
roberto
23 marzo 2008
NO ALLE SETTE! Mischiarsi, dialogare,confrontarsi,cercare di capire, cambiarsi,muoversi,agire,… Altrimenti uno meglio che se ne stia in Italia con i suoi amici di sempre, no?
P.S.:Adoro andare ai matrimoni spagnoli..mi diverto sempre un sacco soprattutto nel momento “barra libre”!:-)
valentina
23 marzo 2008
Concorodo Roberto, a proposito di asturiani, ieri abbiamo conosciuto un ragazzo asturiano per strada che cantava: “Antes muerta que sin sidra!”.
Prova a cantargliela al tuo compañero, senti che dice!
zollo
23 marzo 2008
L’ho detto a Carlos… se ha “descojonado” dal ridere!
roberto
23 marzo 2008
Ciao a tutti.
Sono spagnolo, di madrid e vi chiedo scusa per il mio italiano….
Allora, problemi con gli spagnoli? Benvenuto. Vivo qui ormai da….28 anni, e neanch’io posso dire di aver amici veri. Ma, nel mio caso, so che il problema é mio. Comunque penso che gli spagnoli siamo un pó cosà come dici. Ma penso che questo non é un problema di spagnoli, anche l’ho trovato a Roma, dove non ho potuto fare nessun amico dopo tré mesi, questo é un problema delle nuove societá. C’e una frase koreana che dice: “Ride, e tutto il mondo ridera con te; Piangi, e piangerai solo”. Credo questo fa un riassunto della situazione nel mondo, non solo a Madrid. E poi, qui a Madrid abbiamo sempre un problema: sempre abbiamo da fare. Ad essempio io, non posso vedere tutta la gente che conosco, e impossibile, non ho abbastanza tempo,e alla fine vedo sempre alla stessa gente che si trova con me in tutto momento: nella scuola, nei bar dove vengo….
Inoltre, le ragazze spagnole… Di questo meglio non parliamo. Un consiglio: se una ragazza spagnola ti dice che ti chiamerá, ció che veramente ti vuol dire è: “chiamami tu”. Sono così…
Be, un saluto a tutti, mi piace sentirvi. Vita italiana a madrid!!! È perfetto!!!
miguel
26 marzo 2008
Miguel, a parte che con il nome che hai non puoi che starmi simpatico (mi novio también se llama asÃ
), inoltre il tuo italiano è ottimo…
Federica
26 marzo 2008
Allora, Miguel… Vamos a ver, nel paragonare Roma a Madrid siamo d’accordo che è la stssa cosa, nel senso che la gente corre, ha da fare, sicuramente è molto socievole e simpatica, ma già sai che se conosci una persona figa oggi molto probabilmente non la vedrai domani. Tutto cambia nel paragonare gli italiani agli spagnoli… anche se forse posso dire che siamo due popoli socievoli e amichevoli, ai quali piace conoscere gente e legare con tutti, e che forse l’unica cosa che ci differenzia davvero sono gli orari. Ed è forse proprio l’ora la causa delle nostre differenze. Mi fermo per non annoiarti, ma se vuoi che mi spieghi meglio, basta chiedermelo. Hala Madrid!Â
roberto
27 marzo 2008
Ciao!!
Anch’io sono spagnola e sono una ragazza, ma gracias a Dios, non sono madrileña, sono galega(Galicia…).
Sono da due mesi a Madrid e ho avuto il stesso problema. Ho conosciuto a parecchie persone che hanno promeso di aiutarmi e chiamarmi e prendere cañas e blablabla, e alla fine niente.
Ma potete essere sicuri che io vi chiamerò!!!!
Perchè mi manca tanto l’Italia
Sa
28 marzo 2008
Ciao Sa, di che parte della Galicia sei? Conosco bene Santiago e i galeghi sono un crack… Dal tuo italiano eccellente mi sembra di capire che hai vissuto in italia.. Dove? Salu2
roberto
28 marzo 2008
Ciao Roberto!
Sono di POntevedra…
Ho fatto l’Erasmus a Benevento l’anno scorso.
Sa
29 marzo 2008
Anchea Pontevedra si mangiano las orejas de cerdo?
roberto
29 marzo 2008
Ciao Sa sono Emanuela,sono di Roma ma da 3 settimane vivo a Madrid. Qui per ora mi trovo abbastanza bene, ma una parte di me è gallega per sempre!! Ho vissuto 1 anno a La Coruna e mi è rimasta nel cuore!Ho tanti amici lì, una seconda famiglia, e infatti quando posso torno, proprio giovedì prossimo dovrei andarci per qualche giorno… la Galicia è una terra stupenda e la gente meravigliosa! Spesso dicono che i galleghi, come un pò tutti i nordici,sono freddini e chiusi..ma io dove dire che ho conosciuto persone eccezzionali, divertenti,solari..
Spero di avere la stessa fortuna qui a Madrid.
Moitos bicos
Emanuela
29 marzo 2008
Ciao, sono un ragazzo di Firenze di 27 anni, da Lunedì sarò in Spagna per lavoro (a Toledo) per 2 settimane e il prossimo fine settimana dal 4 al 6 Aprile (visto che non devo lavorare) ho deciso di passarlo a Madrid. Visto che sarò da solo e non conosco nessuno, cercavo qualcuno per fare amicizia e passare un po di tempo in compagnia. Mi farebbe piacere anche solo avere un po di consigli di posti e locali dove posso conoscer gente e divertirmi, sia per il giorno che per la sera.
Gracias
Leonardo
30 marzo 2008
Ciao raga’!
A Pontevedra non si mangia oreja, si mangia orella, hehhehe.
Grazie Emanuela per dire tutte quelle cose belle…infatti io sono nata a A Coruña anche se abitava a Pontevedra. Anch’io ti auguro tanta sorte a Madrid
Sa
30 marzo 2008
Buona notte agli “Italiani a Madrid”… ho fatto una ricerca internet inserendo proprio queste parole e ZAK! siete comparsi voi, una inaspettata e quanto mai gradita sorpresa! Ad agosto mi trasferirò nella vostra città adottiva e qui ho trovato indicazioni molto interessanti ed utili. Tornerò a trovarvi spesso! Grazie già da ora! Siete davvero forti!! Grazie!Buenas noches!
Giulia
31 marzo 2008
Ciao, ragazzi. Perdonate l’intrusione da parte di un utente, il sottoscritto, che, per quanto molto incuriosito da questa grande città che risponde al nome di Madrid, non solo non ci vive ma non ha (ancora) avuto modo di visitarla. Dovendo partire a breve per Siviglia, però, ho iniziato a girovagare in rete e mi sono imbattuto in questo sito (a proposito, complimenti sinceri!) e, nello specifico, nella discussione in questione. Io sono di Avellino, vicino Napoli, e nelle ultime settimane, frequentando l’ateneo di Fisciano (Salerno), ho avuto modo di conoscere una ragazza madrilena (anche se – come orgogliosissimamente ha sempre tenuto a sottolineare – originaria di Cordoba, in Andalusia) qui per Erasmus. Ultimamente, più per scelta sua, in verità , non ci siamo più sentiti, ma l’ho frequentata, di persona e tramite msn, per quasi tre mesi. Non avevo mai frequentato spagnoli/e e la mia esperienza è comunque limitata solo a questo caso, quindi non posso fornire un giudizio generale, complessivo, tuttavia, avendo avuto modo di trascorrere insieme a questa spagnola “verace” (come si dice da noi) ore, serate e anche un paio di nottate, la sensazione che – per carità , probabilmente superficiale! – ne ho ricavato è molto simile a quella espressa da Zollo: animata da un’insostenibile leggerezza dell’essere (resa ancor più insostenibile, sicuramente, dall’esperienza Erasmus che, come si sa, è qualcosa di molto particolare…).
Vivere il momento, vivere le situazioni così come vengono, prendendole per come si prospettano in quel preciso istante. Mordicchiare allegramente la vita, qua e là , senza “appesantirsi”.
La persona in questione mi piace(va) molto, sia fisicamente che come modo di fare (anche se il fatto che, dopo un po’, non mi abbia più cercato mi ha fatto un po’ male ma…va be’, alla fine, ho capito che poteva starci viste le circostanze…), di un nazionalismo che credevo fosse esclusiva di francesi o inglesi, fierissima delle proprie origini tanto da spingermi, guarda un po’, a voler assolutamente visitare le due città di cui più di tutte mi ha parlato (Siviglia, adesso, e Madrid, appena mi sarà possibile). Una persona, al tempo stesso, però, con un’irrefrenabile voglia di libertà , di divertimento, di godersi la vita sottoforma di qualunque occasione le si presenti (compresa quella di un ragazzo italiano da sedurre). Leggendo quanto scritto sopra, da gente (voi) che, per motivi di residenza, lavoro, ecc., con gli spagnoli ha a che fare da tempo, credo che, senza generalizzare, l’identikit comportamentale sia grossomodo quello. Mi riservo, ovviamente, un’ulteriore, più ampia e approfondita verifica quanto prima.
Un saluto a tutti e scusate di nuovo l’intrusione.
barry lyndon
27 aprile 2008
Ragazzi, non é leggerezza o pensantezza degli spagnoli… a PARIGI é la stessa cosa !!! vivo qui da 5 anni ed ho 2 amiche “autoctone” (di cui una mezza portoghese)… non dico altro!
La Ire
21 agosto 2008
Sono spagnola ho vissuto dieci anni in Italia e solo ho avuto un amico vero.Per quello della leggereza ho conosciuto anchio in Italia un sacco di persone che dopo scambiarci i numeri non mi hanno nemmeno risposto e se incontravo qualcuno per la strada giravano la testa. Non sò se il problema era il posto, firenze. Pero tutti mondi i paesi.
ana
11 dicembre 2009