¡TAXI!

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Taxi a Madrid

Ho promesso a Zollo che nel mio prossimo articolo avrei parlato dei taxi di Madrid e non potevo sgarrare. Di norma, per prendere un taxi a Madrid basta avvicinarsi al ciglio della strada, fissare con lo sguardo un punto indeterminato della carreggiata e agitare un braccio in aria ogniqualvolta si scorga una luce verde in movimento. Il taxi farà da 100 a 0 in poche frazioni di secondo e si fermerà di colpo una manciata di metri più avanti, causando un breve ma intenso ingorgo, e una risacca d’aria. Cavalcando quest’ultima si sale poi sul mezzo e si comunica all’autista la destinazione. Lui alzerà la bandiera (no, non quella bandiera), spegnerà la luce verde e sarete a cavallo (no, non quel cavallo). Il mondo sarà vostro. Ma, c’è sempre un ma…

Punto primo: il colore delle luci sul tettuccio dei taxi, verde. Vediamo, vi viene in mente qualche altra luce verde che si trovi per strada? Esatto, i semafori, che in centro funzionano anche di notte. Non è insolito, una notte di un qualsiasi weekend a Madrid, scorgere persone in stato di ebrezza (e non) che salutano disperatamente i semafori verdi. Per fortuna la smettono umiliati e un po’ tristi, mordendosi in silenzio le labbra, quando diventa rosso.

Comunque questo è l’altro problema: il weekend, che qui, come vi abbiamo già raccontato, inizia di giovedì e finisce di lunedì. Quando arriva il weekend a Madrid e le ore iniziano a farsi piccole per poi ricrescere (attorno alle 4 del mattino), la gente che vive lontano dal centro è disposta a barattare la propria anima in cambio di un taxi. Infatti, questi ultimi si contano sulle dita di un cavallo (no, non quel cavallo) e i pochi che si aggirano solitari tra le strade squadrano bene la gente prima di farla salire a bordo: non vogliono rischiare di prendere gente troppo ubriaca e che potrebbe non pagare o alterarsi una volta intrapresa la marcia. Comunque, sono ammirevoli le strategie che usano i nottambuli Madrileñi in cerca di un taxi per anteporsi alla concorrenza: si appostano dietro i cassonetti, tra i contenitori della raccolta differenziata, dietro i pali dei semafori, alle fermate degli autobus, sotto gli alberi, nei tombini, mandano gli amici a circondare le rotonde, ecc…

Ad ogni modo, anche se non luccica, un po’ di oro c’è: i taxi a Madrid sono davvero economici, circa la metà rispetto a Milano, e costano meno se li fermate direttamente in strada (ma non prendeteli in stazione o in aeroporto che c’è un supplemento di 4 Euro). Comunque, di rado spenderete più di 5-6 Euro se restate in centro. Ah, assicuratevi anche di avere con voi banconote di un taglio uguale o inferiore a 20 Euro, perché se no non ve le cambiano. Altro pro: i tassisti sono piuttosto amichevoli e si piroettano tranquillamente in lunghe ed eccentriche conversazioni coi passeggeri se gli date il giusto la, elargendovi gratuitamente tutta la loro cultura popolare in un’unica corsa. Pensate che ci sono addirittura varie tassiste donne, anche se di solito ostentano una cert’aria da camioniste.

Il fatto che i taxi siano convenienti non è però sempre un bene, soprattutto se avete un amico pigro come Zollo (e pensare che io mi sono sempre considerato un fautore dello “sbattimento zero”). Se uscite con lui e arriva il momento di tornare a casa o di andare in un posto lontano più di 100 m, lo vedrete guardarsi attorno per qualche secondo per poi rivolgersi a voi con aria inquisitiva e gli occhi spalancati iniettati di verde: “¿Taxi?” vi domanderà in Spagnolo con un ghigno malvagio di provocazione. Per esperienza, vi consiglio di mandarlo affanculo subito, a meno che siate della sua scuola, altrimenti ripeterà quella domanda fino a convincervi dallo stordimento.

Adesso vado che ho delle cartacce da buttare e delle tazzine da lavare…

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Posted on by santa in Strade, Trasporti