
Lasciamo o siamo lasciati? Allontaniamo o siamo allontanati? Noi che abbiamo deciso di trasferirci, di spostarci, di cambiare, lo facciamo perché vogliamo o perché costretti? Non lo so. Credo che siano entrambe le cose, sentirsi stretti, non vedere niente di interessante, guardare sempre oltre quello che si ha, non sapersi accontentare, credo che siano queste le cose che mi hanno portato a decidere di trasferirmi a Madrid.
Il trasferimento, perlomeno nella parte iniziale dello stesso, ha per tutti lo stesso sapore, ha delle fasi ben precise, la decisione, i saluti, l’addio, la partenza, il viaggio, l’arrivo, le novità, l’entusiasmo, gli ostacoli e la soddisfazione nel superarli, la solitudine, le nuove amicizie, il fidarsi, il non fidarsi, le paure, la nostalgia, la voglia di proseguire, di andare avanti, di guardare avanti.
Ma trasferirsi a Madrid è molto più facile che trasferirsi in qualsiasi altra capitale europea, la cultura, la gente, la città stessa, tutto t’invoglia a socializzare, a comunicare, a conoscere, a restare!
Quando si viaggia da turista, solitamente si hanno poco tempo e molte cose da fare, si fanno foto e già si pensa alle facce e le espressioni di chi le vedrà al ritorno, si considera il ritorno e molto spesso si parte per il ritorno. Quando si arriva in una città per rimanere la concezione stessa del tempo cambia, tutto sembra distante tanto nello spazio quanto nel tempo. S’incomincia, da capo, da soli, ancora una volta.
Mi ricordo che il giorno della mia partenza guardavo i volti dei miei amici, delle persone che salutavo e di quelle che scommettevano su un mio ritorno entro due mesi, mi ricordo l’espressione di mia madre, l’unica che aveva realmente capito che me ne stavo andando. Mi guardavo intorno.
In aereo ripensavo a tutte le persone che non avevo salutato, a quelle che avrei voluto vedere, e che non avevo visto, a quelle che avevo dimenticato e a quelle che non sarei mai riuscito a dimenticare. Mi guardavo indietro.
Arrivato a Madrid, arrivato in centro, fermo in mezzo alla folla, mi ricordo che istintivamente ho guardato in alto. Guardavo i palazzi altissimi, il cielo, un cielo diverso un cielo nuovo. Da lì a pochi giorni ho iniziato calare lentamente lo sguardo, per fare in modo che tutte quelle immagini nuove potessero entrare poco a poco nella mia mente e a quel punto ho iniziato a guardare avanti.
Forse era questo quello che mi mancava nella mia città, la possibilità di guardare avanti o la voglia di credere ancora che qualcosa di nuovo e di interessante si potesse trovare.
Da quando sono arrivato a Madrid la città mi ha accolto in modo totalmente naturale, come in un videogioco mi sono trovato ad affrontare la vita a livelli, prima la pratica, la lingua, le persone, poi il gioco vero, quello della vita che via via si faceva sempre più reale, concreto e passionale. Diventavo anch’io personaggio, protagonista e comparsa di un palcoscenico immenso.
Se da una parte in questo blog cerchiamo di fornire delle dritte su come vivere Madrid, su come fare per trasferirsi, su quali strade percorrere per raggiungere determinati obiettivi, allo stesso tempo cerchiamo di spiegare quanta vita ci sia in ogni errore, in ogni tentativo fallito, in ogni esperienza.
Concludo esortando chi sta pensando di partire, invitandolo a non nascondersi dietro troppe scuse, del mio percorso che mi ha portato fin qui, il passo più difficile che ho dovuto fare è stato il primo: decidere, tutto il resto è stato facile, naturale e indimenticabile.




Ciao a tutti, ho 26 anni e sto per laurearmi alla specialistica di Lingue (a novembre). Sono stato in erasmus a Madrid fino a giugno scorso per 10 mesi e c’ho lasciato un pezzo di cuore. Ero fidanzato durante l’erasmus, e avevo progettato di andare su alla fine della laurea, ma i dubbi e le incertezze dovute alla possibilità di trovare lavoro hanno fatto finire il rapporto… Che forse non era così saldo come pensavamo! Comunque la voglia di andare in Spagna è rimasta, e volevo avere qualche parere da voi: che dite, conviene andare subito appena laureati, o aspettare e mettere da parte qualche soldo…? Grazie a tutti!
ciao Francesca, la mia mail è roberta.scrofani@email.it contattami e ci facciamo un giro. A presto.
@Federica
ciao omonima, grazie mille per la risposta celere. siccome il mio sará un trasferimento pressoché definitivo la tua info é molto utile. Sai di appartamenti liberi che potrei visionare? Budget a disposizione intorno ai 600 650 euro. Prendero´ servizio in boutique la settimana del 12 ottobre e per il primo mese l´ azienda mi ha trovato sistemazione in hotel…
Gracias por todo…. Quando arrivo aperitivo pagato…
@Fedrica
ciao omonima, cambio nome in FedericaBo….
@ FedericaBo
innanzitutto grazie x l’aperitivo, ma il mio era un aiuto totalmente disinteressato. Cmq non so dirti di appartamenti liberi qui in zona, ma se cerchi una casa da dividere con altre persone allora guarda sui siti loquo, segundamano e pisocompartido, probabilmente troverai qualcosa.
Suerte, se hai bisogno di qualcosa chiedi pure! Ciaoooooooo
GRAZIEEEEEEE……
A presto…..
Articolo bellissimo, ma non proprio capisco la vostra voglia di fuggire dall’Italia, il paese dove si sta meglio al mondo!
Fuggire da cosa? fuggire dalla famiglia? fuggire dagli amici? fuggire da voi??se tutti imparassero ad apprezzare quello che si ha, il mondo girerebbe senz’altro meglio e la gente sarebbe più felice.
Cmq complimenti vivissimi ed in bocca al lupo a tutti!
ciao a titoloesclusivamente personale :trovo intollerabile il sistema italia: il governo che inneggia al razzismo ,la mancanza di meritocrazia, il trattamento vergognoso verso le donne, la mancanza di diritti civili a scapito di certe categorie sociali (vedi matrimonio coppie non etero), il fatto che la chiesa cattoica influisca sullo Stato, la depenalizzazione di reati gravi, il populismo e il razzismo qualunquista. Queste e altre caratteristiche italiane per me non possono essere apprezzabili, nemmeno se mi sforzo. Poi si il paese è bellissimo indubbiamente e mi dispiace un sacco affermare quello che ho appena detto ma onestamente non posso fare altro.
Salve, sono una spagnola che vorrebbe conoscere amici italiani, nel mio caso sono stata per un anno studiatessa Erasmus a Palermo e mi pacerebbe mettere in prattica il mio italiano e non perderlo. Io abito a Mostoles, vicino Madrid e concordo con voi che Madrid è una delle città piu vitaliste e belle da vivere. Anche l’Italia è molto bella però come dice Battiato è solo il cuore ad indicarci dove si trova il nostro ‘centro di gravità’ permanente.
Vi incoraggio a seguire dove il cuore vi porta. Forse Madrid o Barcellona. Forse Lisbona ma non esitare a fare quello che volete.
Saluti e in bocca al lupo, Isa
Ho letto i vostri commenti, specialmente quello di Carlotta, e vorrei dire la mia. Come scrivevo nel post precedente ho molta voglia di andare a vivere in Spagna, ma non lo farei senza delle “certezze”, soprattutto lavorative. Perché credo che la fuga sia inutile. Mi spiego meglio: se si hanno delle valide motivazioni, e intendo molto valide, allora ok, sono d’accordo; ma dire di volersene andare per colpa del governo, del razzismo, della Chiesa, è ridicolo. Io sono stato in Spagna un anno e vi posso dire che il razzismo, l’invadenza della Chiesa (e dell’opus dei, soprattutto), il governo ipocrita, è uguale che in Italia. Forse l’unica è la meritocrazia, più presente altrove che in Italia, ma non è a mio avviso una ragione per voler fuggire. Il lavoro non te lo regalano da nessuna parte, e l’”America” non esiste. Detto questo, dò un in bocca al lupo a tutti e dico un’ultima cosa: se volete andarvene solo per fuggire da una realtà che non vi piace, vi accorgerete che stavate solo fuggendo da voi stessi e i problemi che avevate prima si ripresenteranno peggiori. E anche quella routine che odiavate, tornerà nel nuovo paese che avrete scelto.
Meditate gente, meditate…
Andarsene a volte fa solo bene, se non altro perchè da una certa distanza si comprendono meglio le dimensioni delle cose, per sentire in fondo al cuore quello che ci manca davvero e per cui vale la pena tornare… nonostante tutto.
O per rendersi conto che tutto sommato si vive meglio altrove e che non siamo disposti a tornare indietro.
In ogni caso viaggiare è un arricchimento dell’anima e non è poco!
@ Isabella:
se hai voglia di praticare l’italiano possiamo aiutarci a vicenda, perché anche io vorrei mantenere il mio spagnolo!!
Se hai msn il mio contatto è: anacaponzio@inwind.it
@ Isabella
io sono di Palermo e al momento vivo a Madrid, magari ci siamo conosciute quando eri erasmus, xchè io facevo parte di ESN Palermo…
Caro mauro sono d’accordo:”l’America” non esiste, la mia, ti ripeto, è un’opinione personale, però in Spagna, dove vivo, le coppie gay hanno gli stessi diritti degli altri, il governo non fomenta il razzismo come da noi ( Ti ricordi chi andava a disinfettare sui treni iposti occupati da signore di colore?), la gente è piu aperta e tranquilla.Io penso che sia importante altro che ridicolo! Questo iN linea di principio e solo nella realtà che io conosco. Vivere all’estero arricchisce anche la capacità di guardare cosa si è lasciato e cosa si può trovare.
ciao Federica, io frequentai la facoltà di Lingue presso l’Università di Palermo e abitavo davanti ‘Ospedale Civico. Mi manca molto la Sicilia e soltanto torna a me ogni volta che Battiato viene in Spagna a cantare. @Mauro, prendo nota della tua mail.
La mia mail è: italiamedieval@gmail.com
Saludos!! Isa
@ Isa
allora eravamo anche colleghe all’università, dato che io a luglio mi sono laureata in Lettere Moderne… Le probabilità di esserci conosciute aumentano. Mi farebbe piacere scambiare 2 chiacchiere con te, vieni venerdì alla festa di IAM?
Salu2
Ciao Federica, non avevo letto proprio questo commento fino oggi, chiedo scuse ahimé.. Puoi prendere notta della mia mail che ho posteggiato di sopra per un’altra occassione.
Saluti!
Hola a todos!! ho scoperto questo blog solo adesso dopo una settimana magnifica tra le calles de madrid…leggo il blog tutto d’un fiato e ora lo trovo fermo a novembre….noooo
anche io sono rimasto folgorato da questa città, rispetto alle altre visitate che mi hanno colpito Madrid ha decisamente una marcia in più, mi sembrava quasi già di conoscerla, ho trovato un’atmosfera cordiale e familiare.
So benissimo che tra fare il turista e viverci veramente la distanza è immensa e qualche punto di vista potrebbe cambiare ma sarei tentato a provare l’avventura.
Lasciare l’incerto in italia per l’incerto in spagna non mi spaventa è la difficoltà nel trovare lavoro che rende la sapgna un paese simile al nostro con l’aggravante personale della lingua a lasciarmi perplesso. Ma ci penserò!
Consigli su come fare i primi passi per un laureato in economia che dovrà considerare superfluo il proprio titolo di studio in terra straniera??
Gracias a todos!
Le tue parole sono uno stimolo per un’indecisa come me!!! GRAZIE
Pingback: Emigrazione italiana a Madrid
Ciao, ho letto il tuo articolo, e a parte i complimenti, volevo chiederti se potresti aiutarmi, in quanto io ed un mio amico vogliamo seriamente trasferirci a Madrid. La ns idea e’ quella di apririci un’attivita’ e stiamo parlando con molte persone per avere un confronto, e ci interessava molto avere la tua opinione. Grazie, Sandro.
…è proprio vero, il passo più difficile è la “decisione”…questo articolo mi ha dato una vera scossa…