Il Binomio, un after di Madrid

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La porta del Binomio, un after di MadridSono le sei di mattina del weekend di Madrid. Tra non molto spunteranno le prime luci dell’alba. Tutto ha un colorito giallastro, ma si srotolano già le prime mani di azzurro sulla città. Vi hanno appena cacciato dall’ultimo locale al grido di “¡VAMOOOOS!”. Siete sudati e ubriachi. Fate fatica a mettervi la felpa e a trovare l’ennesima sigaretta. Figuriamoci l’accendino. I movimenti sono lenti e scattosi, e le parole vi restano appiccicate in bocca. Avete fame. Prendete respiri profondi per ripulirvi i polmoni dalla crosta di fumo che hanno accumulato. Le orecchie vi fischiano, tutto ha un suono così lontano, ovattato. Gli occhi, ridotti a due misere fessure, cercano di ancorarsi su un punto che arresti il giramento della vostra testa. Vi sedete sul primo paletto a portata di culo. È ora di accettare la realtà: la notte è finita, si torna a casa. A letto. Da soli. GAME OVER.

Ma voi non ne avete ancora abbastanza, a voi non piace accettare la realtà, che si fotta la realtà. Comprate una lattina di Mahou dal cinese e, alla deriva in un mare di alcol, issate le vele e salpate di nuovo alla volta del Binomio, un after di Malasaña… C’è ancora tempo.

Prima di tutto chiariamo perché si chiama così: non ne ho la più pallida idea, chiedetelo al proprietario, non so neanche se si scriva con la “b” o la “v”. Delineato questo cruciale punto, passo a esporre il secondo argomento più delicato del mio articolo: l’ubicazione esatta di questo locale di Madrid. Anche se vi dicessi la via, non lo trovereste mai. Anche se mi estorceste il numero civico, non sospettereste mai che nasconda un after. Anche muniti della foto di cui sopra, mai potrete varcare quella soglia senza la debita preparazione. Questo perché dovete bussare. Vi aprirà una santona, una signora nera di cospicue dimensioni, la classica “Mama” per capirci, e vi dirà: “¡Cuidado con la tabla!”. Troppo tardi, cercava di avvertirvi del fatto che c’è un’asse per terra sulla soglia del locale, ma ci avete già inciampato.

Bene, siete entrati nel Binomio, uno dei peggiori after di Madrid, nella Corredera Baja de San Pablo, 26. Purtroppo, è anche uno dei pochi che restano in centro (prossimamente vi parleremo degli altri), prima che aprano le caffetterie. Come vedrete è piccolissimo, alto circa due metri, non c’è musica, zeppo di gente di Malasaña, ma almeno il cameriere è simpatico. State già tirando palpabili boccate di cortina fumogena, mentre cercate di arrivare in fondo al locale, sperando che ci sia un po’ di spazio in cui rannicchiarvi, intanto sborsate i soliti Euro per un’altra bevanda alcolica (non mi chiedete di preciso quanti, la memoria mi tradisce, ma saranno i soliti e poi che cazzo ve ne frega ormai è mattina, siete comunque fottuti).

Raggiungete le bramate viscere del locale, scoprite che da un mini-rettangolo diventa un mini-quadrato, che passano tutti da dove siete voi per andare in bagno, che vi bruciano gli occhi, che avete la gola riarsa e che c’è uno stronzo che continua a spegnere e accendere la luce appoggiandosi alla parete e che se la ride come un pirla quando lo fa. Vi rendente improvvisamente conto che dovrete riattraversare la barriera di gente per uscire dal locale. Fate un sorso di rassegnazione, poi un altro. Intrattenete una conversazione che non richieda l’uso delle sinapsi. Fate un sorso di “magari fossi andato a casa prima, ma no, sono un coglione” e seccate quello che resta della vostra bevanda alcolica. Sfondate la barriera umana con ormai poco ritegno e uscite. Vi sentirete rinati. Adesso sì che è ora di andare a casa, ma dovevate pur sfidare il buon senso, no?

A proposito, dov’era quella caffetteria che apriva alle sette e mezza?

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Posted on by santa in Discoteche e Locali