Il panorama indie-pop spagnolo

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Alaska, un’icona della Movida Madrileña

Se aprite una delle tante riviste gratuite che trovate in bar e negozi – Mondo Sonoro, El duende, Looc, ecc… -, vi renderete conto che la lista dei concerti che si tengono a Madrid tende all’infinito, come pure quella dei festival di musica. Musica, musica, musica e ancora musica, per tutti i gusti e alla portata di tutti i portafogli! Se poi teniamo in conto che molti altri concerti sono annunciati solo da cartelli o fotocopie affisse ai muri di Malasaña o Lavapiés o sul profilo MySpace dell’artista, quale scegliere?!

Ovviamente quello del gruppo che più ti piace! Però vi renderete pure conto che il numero di gruppi e gruppetti spagnoli, mi riferisco a quelli “indie”, è piuttosto elevato e, come spesso succede, sono sconosciuti in Italia o tra gli italiani che vivono in Spagna. Non è questo un fenomeno nuovo. Con la musica italiana all’estero succede lo stesso. Gli Spagnoli conoscono perfettamente Eros Ramazzotti, Nek, Laura Pausini e compagnia, ma pochi hanno ascoltato gli Afterhours, Carmen Consoli, i Subsonica, ecc… Quelli che li conoscono sono per lo più spagnoli che hanno vissuto o vivono in Italia o quelli che hanno avuto o hanno un(a) fidanzato/a italiano/a.

Ritornando al pop-indie spagnolo, come vi dicevo, di gruppi ce ne sono un sacco! Se poi fanno della buona musica, questa è un’altra questione. Se ci pensate oggigiorno tutti possiamo, se ce ne intendiamo un po’ di tecnologia, registrarci comodamente da casa e poi promuovere la musica attraverso MySpace. È ovvio che spesso e volentieri la qualità scarseggia, però è anche vero che gruppi o cantanti che nessuna casa discografica lancerebbe, si fanno così conoscere. Unico filtro: l’ascoltatore.

Allora, se volete sapere quali sono e di chi sono quelle canzoni che gli spagnoli cantano a squarciagola, tutti assieme, nei locali di Malasaña, ecco qui una piccola lista.

Cominciamo con un’icona della Movida Madrileña, Alaska -ora conosciuta come Fangoria- ed le sue hit “A quién le importa” o “Bailando”. Alaska capeggiò diversi movimenti di rivendicazione sociale, come per esempio l’omosessualità, al tempo della Movida. “Una temporada en el infierno” è considerato uno dei dieci migliori dischi spagnoli degli anni novanta.

Los Planetas. Un gruppo di Granada, che unisce le chitarre di gruppi statunitensi come i primi Mercury Rev o degli inglesi Joy Division al flamenco. Hits: “Un buen día”, “Cumpleaños total” e, dell’ultimo disco (2007), “Alegrías de un incendio”.

Los Piratas. Considerato uno dei migliori gruppi pop-rock spagnoli, si sciolsero nel 2003. In compenso ci hanno lasciato canzoni come “Promesas que no valen nada”, “Años 80″, “Te echaré de menos”, “Dime que me quieres”. Il cantante, Iván Ferreiro, continua a comporre e a cantare come solista. Molti dicono che sia “un plasta” (N.d.R.: spaccapalle), e credo che un po’ di ragione ce l’abbiano. Per esempio, il concerto alla Riviera di poche settimane fa è stato un po’ “pesantino”, ma quando poi le 3 mila persone presenti unirono le loro voci alla sua… davvero emozionante. Potete ascoltarvi “Turnedo”, “Abrázame” (una versione di Julio Iglesias), “Días Azules” ed “El viaje de Chihiro”.

Altre canzoni che i djs spagnoli sono soliti “pinchar” (N.d.R.: mettere i dischi): “Confusion”, “Apple Tree”, “Mechanical” dei Cycle (musica elettronica). Il cantante era un vero personaggio; ora uno dei componenti ha dato vita a Krakovia, stendiamo un velo pietoso, e a La China Patino, la cantante, ora è La China, altro velo pietoso. “A cualquier otra parte”, “No más problemas”, “El futuro no es de Nadie” dei Dorian. “La Revolución sexual” de La Casa Azul. Per ballare, Delorean, che tra l’altro hanno suonato giovedì scorso al Taboo (Festival Suite 28004; il numero è il C.A.P. del quartiere).

Re del pop del momento, Deluxe, che nel 2004 ci fece impazzire con la sua “Que no”! Tra i classici, Maga, ascoltatevi “Diecinueve”, Astrud (un gruppo davvero curioso; potete ascoltare “Cambio de idea”, “Cambio de forma” o “Todo nos parece una mierda”; ora sono gli Hidrogenesse), La habitación Roja, Los niños mutantes, Sunday Drivers, ecc…

E poi Vetusta Morla, (concerto sabato 19 aprile, sala Joy Eslava; la voce del cantante assomiglia molto a quella del cantante dei Negramaro). Per ballare, Digital 21 (questa sera all’LH Festival, sala Heineken, entrata gratuita se la scaricate da qui). Per riflettere, Love of Lesbians (considerato il miglior gruppo del momento, davvero grandi!), Lori Meyers, ascoltatevi “Tokio ya no nos quiere”, “Sr Chinarro”, “Sidonie”, “Triangulo del Amor Bizarro”, ecc…

Se vuoi far parte della movida, se vuoi essere un frikie, ora dovresti star ascoltando Standstill e Leda 3, (presentazione del disco, martedì 22 aprile, Sala Sol, h 22, entrata € 5) o comunque andare i giovedì sera alla sala Nasti ad ascoltare i gruppi che stanno competendo per suonare al Sonorama (un festival che si tiene a Burgos, ad agosto). A breve ci sarà la finale. Potete informarvi ed ascoltare i gruppi che stanno partecipando su www.myspace.com/concursoastoria.

Questa è solo una piccola lista. Brutta copia del britpop o semplice voglia di rivivere gli anni della Movida Madrileña? Una cosa è certa, “La Movida Madrileña” non è morta, si è solo trasformata. I protagonisti e gli stili sono cambiati col passare del tempo, però la voglia di trasgredire, quella che qui nacque negli anni 80, si è installata come una forma di vita ancora vigente in quel di Malasaña. Ovviamente, se si parla con quelli che la Movida l’hanno vissuta, tutto questo, secondo loro, è “una puta mierda” (si capisce, no?), ciò non toglie che qui l’ambiente sia effervescente. Dj, gruppi, cantanti spagnoli e non, Radio 3 e le sue feste, il III Festival Cultura Pop (Auditorio Parque El Paraíso, Madrid – San Blas, 6 – 20 Abril), e tra non molto… I festival!!!

Vi ricordo una voce fuori campo, Russian Red, (Sala Sol, venerdì 22 aprile, h 22, entrata, € 8). Sono sicura che la sua semplicità, la sua arte e la sua bellezza vi sorprenderanno.

P.S.: se conoscete qualche gruppo italiano interessante, non esitate a farcelo conoscere e se ci piace, faremo in modo che venga a suonare in quel di Madrid!

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Posted on by valentina in Cultura e Società, Musica