Leggeeeeeeeeero, nel concerto migliore

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Ed eccomi qui, reduce dal concerto di Ligabue di stanotte e con la responsabilità di scrivere un articolo convincente, dato che gli altri sono già da tempo sotto le coperte. Ve lo dico subito: il concerto è stato bello, proprio due belle ore. Non è facile vedere Ligabue in Spagna e sperare di assistere a una performance simile, ma lui ci è riuscito, e per questo lo ringraziamo, come ha detto lui dal palco: grazie di essere venuto, Liga, grazie di esserci stato e grazie di avercela messa tutta per noi italiani in quel di Madrid. Non lo dimenticheremo. Noi di Italiani a Madrid ti omaggiamo con quest’album di foto.

Il concerto si è aperto verso le nove con le grida dei fan che si levavano ogni volta che intravedevano un’ombra balenare sul palco. Dopo una messa in moto un po’ a freddo, il pubblico ha iniziato a scaldarsi man mano che si facevano sotto i brani che più hanno marcato la storia e la fama di Ligabue: “Hai un momento, Dio”, “Leggero”, “Certe Notti”, “Piccola stella senza cielo”, “Bar Mario”, “Seduto in riva al fosso” e via dicendo. Le mani hanno cominciato a sollevarsi a ritmo di rock, i canti del pubblico hanno iniziato a zittire i chiacchieroni e la gente si spingeva sempre più in alto coi propri salti, fino a raggiungere il culmine con “A che ora è la fine del mondo” “Balliamo sul mondo”, pogando a più non posso, e “Urlando contro il cielo”, gridando a squarciagola.

Un’atmosfera veramente magica e surreale. Sarà per le scarse dimensioni del locale, che restringevano il tutto a pochi eletti e accorciavano le distanze tra il pubblico e un cantante che in Italia ci scordiamo di vedere da così vicino. Sarà per le luci, davvero ben curate, che seguivano impeccabilmente l’andamento delle canzoni e coloravano di emozioni i volti del pubblico e le parole di Liga. Sarà perché fa strano sentire la voce e la chitarra di Ligabue qui a Madrid, dal vivo, lontano da tutto quello in cui siamo cresciuti. Sarà perché sentirsi abbracciati da così tanti italiani a migliaia di chilometri da casa non succede tutti i giorni. Sarà la nostalgia dei tempi passati, di quando ascoltavamo per la prima volta quelle canzoni che hanno segnato momenti importanti delle nostre vite.

Nostalgia è la parola chiave di questo concerto, per citare la mia amica Paola. Nostalgia dei tempi in cui noi italiani di Madrid ascoltavamo le canzoni di Ligabue trasmesse da una qualche radio o da una pigra televisione, mentre lasciavamo trascorrere il tempo assieme ai nostri amici che ora purtroppo vediamo di rado. I brani di Liga ci riportano a quei momenti in cui non sapevamo ancora cosa ne sarebbe stato di noi, in cui ci lasciavamo cullare e caricare dalle parole di un cantante che è riuscito stupirci ancora una volta, a Madrid.

Noi c’eravamo. Sia ieri che un tempo. Grazie, Liga.

 

P.S.: grazie anche a tutti quelli che ci hanno sopportato mentre distribuivamo i nostri volantini e a coloro che ci hanno detto “Se non fosse stato per voi, a questo concerto non ci saremmo venuti”, quale onore!

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Posted on by santa in Eventi e Concerti, Italia, Musica