Madrid e la siesta

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Madrid e la siesta

La siesta è un’abitudine tipicamente spagnola che consiste nel riposare alcuni minuti durante il proprio lavoro quotidiano, dicono non più di 80 per non causare insonnia notturna e non meno di 30 per fare in modo di raccogliere le forze ed eliminare lo stress.

La cultura spagnola, oltre ad aver coniato il termine Siesta ha anche esportato questa abitudine in tutto il mondo, dall’oriente al Sud America, infatti la siesta è una pratica che viene rispettata anche in paesi come la Cina, il Taiwan, le Filippine, l’india, la Grecia e in diversi stati dell’Africa del Nord. Come avrete notato, nell’elenco manca l’Italia.

Questa cosa mi fa particolarmente incazzare… ma non tanto perché manchi l’Italia, quanto perché è dall’Italia che tutto è nato ma è in Italia l’unico stato in cui la siesta non è mai stata considerata a livello culturale e popolare. Certo noi potremmo tradurre Echar una siesta con “schiacciare un pisolino”, certo i lavoratori che tornano a casa per pranzo, magari in qualche raro caso trovano il tempo per distendersi qualche minuto sul divano, ma noi meriteremmo di più! Per noi la Siesta dovrebbe essere un diritto insindacabile, e vi spiego perché.

La parola siesta ha origine dal latino e deriva dal riposo consigliato durante la ora Sexta. Questo geniale consiglio, che poi altro non fa che seguire in modo naturale il bioritmo soddisfacendo la sonnolenza che inevitabilmente ci assale subito dopo il pranzo, trova origine nel 500 d.C. circa a Montecassino, dove il caro San Benedetto da Norcia, un monaco che ha rivoluzionato l’intero monachesimo, inserì all’interno della sua famosa “regola” un punto che cito:

“Dopo l’ufficio di Sesta e il pranzo, quando si alzano da tavola, riposino nei rispettivi letti in assoluto silenzio e, se eventualmente qualcuno volesse leggere per proprio conto, lo faccia in modo da non disturbare gli altri.”

Considerando che la giornata romana era suddivisa dall’alba al tramonto in 12 ore e dal tramonto all’alba in 4 veglie, la sesta ora, l’ora del riposo era circa verso mezzogiorno, subito dopo il pasto.

Facile a questo punto immaginare il ragionamento degli spagnoli, che poi è quello che avrei fatto anch’io, “i monaci si riposano e io che mi faccio il culo tutto il giorno noo?” Si conia il termine e il resto vien da sé.

Nelle grandi città spagnole la siesta si sta perdendo, ho letto che a Madrid ancora il 19% dei lavoratori se la può permettere. A me sembra comunque tanto, anche se effettivamente, i lavoratori che lavorano vicino casa un 30 minuti di riposo se li possono permettere. Per chi non avesse tutto questo tempo a disposizione c’è una bella notizia, la siesta ha diverse forme, per la precisione 3 e sono le seguenti:

  • Siesta relámpago: Si chiudono gli occhi e si respira lentamente e a fondo, dura circa 5 minuti e serve per liberarsi dallo stress e rivitalizzarsi. ( Dicono..)

  • Siesta relax: Fino a 30 minuti, è la più diffusa, si può fare seduti o sdraiati, è raccomandata una volta al giorno!!!

  • Siesta regia: Più di 30 minuti, si deve fare sdraiati sul divano o a letto. Inutile dire che è la migliore, non a caso si chiama regia.

Beh io saprei quale scegliere e credo anche voi. Ma se proprio non potete lasciare l’ufficio andate di Siesta relámpago e se vi dovessero dire qualcosa, dite che c’è nella regola di San Benedetto! Che bella la cultura spagnola!

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Posted on by zollo in Cultura e Società