Matrimonio gay, istruzioni per l’uso

Il Matrimonio gay in Spagna

Da circa due anni in Spagna le coppie omosessuali possono contrarre matrimonio legalmente ed avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali. Un enorme salto in avanti rispetto al passato recente spagnolo, ma anche rispetto al presente (e presumo pure al futuro) di alcuni paesi occidentali – Italia in primis, che novità – dove nemmeno le unioni civili etero od omosessuali sono regolamentate. Ecco una mini-guida pratica per chi volesse sposare una persona del proprio sesso a Madrid, con alcune dritte specifiche per noi italiani.

Il 30 giugno del 2005 il governo socialista emendò il codice civile spagnolo per poter estendere il diritto di contrarre matrimonio anche alle coppie omosessuali, dando loro accesso anche a tutti quei diritti e vantaggi di cui tipicamente godono le coppie sposate. La Spagna fu il terzo paese al mondo, dopo Olanda e Belgio, a legalizzare il matrimonio omosessuale (oggi sono cinque, più due stati degli USA) ed il primo ed unico paese cattolico, cosa che fece infuriare non poco la Chiesa e i conservatori. In seguito a tale modifica, il codice civile recita oggi:

El matrimonio tendrá los mismos requisitos y efectos cuando ambos contrayentes sean del mismo o de diferente sexo.
(Il matrimonio avrà gli stessi requisiti ed effetti sia quando i due contraenti sono dello stesso sesso che di sesso opposto.)

Ma ora che abbiamo la legge dalla nostra parte, che fare per sposarsi? Ho preparato per voi una panoramica su modalità, diritti e doveri del matrimonio in Spagna.

DOVE E COME SPOSARSI?

I matrimoni civili (non pensavate mica al lancio del riso fuori da una chiesa, vero?!) si celebrano presso il Registro Civil del municipio spagnolo in cui risiede almeno uno dei contraenti. A Madrid dovrete rivolgervi al Registro Civil Único, in Calle Pradillo 66. Qui potrete anche chiedere di farlo celebrare nell’Ayuntamiento (palazzo comunale) di uno dei Distritos cittadini (circoscrizioni).

Sposarsi, si sa, è una cosa seria, perciò saranno numerosi i documenti che dovrete ottenere prima di dire il tanto sospirato “sì”. Tipologie e quantità di scartoffie saranno inoltre diversi se siamo residenti o meno in Spagna. Le varie entità coinvolte vanno dal comune italiano di nascita e/o di residenza, al consolato italiano in Spagna, fino all’eventuale ayuntamiento spagnolo in cui abbiamo la residenza. La casistica è ampia quindi vi invito, se davvero volete fare il grande passo, a contattare i vari uffici, di cui trovate i siti web a pié di pagina. Ricordatevi che, come per ogni matrimonio che si rispetti, avrete bisogno anche di due testimoni.

Preparatevi comunque ad un piacevole studio comparato della burocrazia italiana e di quella spagnola, che pare si contendano il trofeo di più tritapalle d’europa.

CONSIDERAZIONI RIGUARDANTI I CITTADINI ITALIANI

  • In Italia non esiste il matrimonio tra persone dello stesso sesso e neppure viene riconosciuto quello contratto in paesi dove questo è legale. È curioso, ma per il vostro paese risulterete ancora celibi o nubili…

  • Due cittadini italiani residenti in Italia non possono sposarsi in Spagna, poiché almeno uno dei due deve essere residente in Spagna.

  • Un italiano residente in Italia può sposare un cittadino spagnolo senza dover richiedere la residenza in Spagna. Dopo un anno dal matrimonio, se ne fa richiesta e se è stato residente in Spagna, può ottenere la cittadinanza spagnola.

  • Due italiani residenti entrambi in Spagna possono sposarsi, ma non ottenere la nazionalità spagnola.

A tal proposito è importante ricordare che essere residenti in Spagna significa soddisfare questi due requisiti:

1. Avere l’empadronamiento, ovvero essere censiti all’anagrafe dell’ayuntamiento della città o distrito in cui si vive.

2. Essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), un registro tenuto dal consolato italiano in Spagna. Ciò significa non comparire più nell’anagrafe di nessun comune italiano.

Lo preciso poiché esiste chi vive da tempo all’estero senza aver formalizzato la propria posizione, risultando quindi ancora a tutti gli effetti residente in Italia.

I PRINCIPALI DIRITTI DERIVANTI DAL MATRIMONIO:

  • Pensione di vedovanza, secondo quanto sancito dalla Seguridad Social

  • Adozione congiunta

  • Eredità e usufrutto

  • Dichiarazione dei redditi congiunta (solitamente più vantaggiosa)

  • Diritti del lavoratore (licenza matrimoniale, sussidi)

  • Acquisizione della nazionalità spagnola per gli stranieri

  • Indennizzazione del coniuge per morte in incidente stradale (giù le mani dal pacco!)

La lista non è esaustiva e comprende anche la pensione per i figli, gli alimenti in caso di divorzio e molto altro.

E I DOVERI…

Sono quelli che tutti ben conosciamo: rispetto e aiuto reciproco, agire nell’interesse della famiglia, mutuo soccorso, convivenza, fedeltà. Come in Italia, in mancanza di un atto notarlile che sancisca la separazione dei beni, il regime economico matrimoniale sarà di comunità dei beni.

IL DIVORZIO

Infine, essendo il matrimonio tra omosessuali in tutto identico a quello tra eterosessuali, esiste per fortuna anche l’antidoto! Potrete infatti tranquillamente divorziare da vostro marito o vostra moglie. Una recente riforma, tra l’altro, ha accorciato considerevolmente i tempi di attesa per poterlo richiedere dopo il matrimonio: dai due anni di prima a soli tre mesi.

Spaventati? La buona notizia è che nel municipio di Madrid (insieme ad altri in Spagna) esiste anche una versione light del matrimonio, ovvero la possibilità di registrarsi come coppia di fatto. Ve ne parlerò prossimamente.

Per ulteriori informazioni:

Ayuntameinto de Madrid (in spagnolo)

Registro Civil Único, Madrid (in spagnolo)

Consolato italiano a Madrid, sposarsi in Spagna

Wikipedia: Il matrimonio omosessuale in Spagna (in spagnolo)

Posted on by Luca V. in Documenti, Eventi e Concerti, Scena gay