Italiani a Madrid

Cambiare, partire, trasferirsi, vivere.

 

Madrid è il Player, l’AVI e l’MP3 della nostra vita, noi, spettatori del nostro stesso spettacolo, aggiungiamo soltanto una voce, una voce fuori campo, una voce in Italiano.

Morire per vivere…

14 maggio 2008, scritto da zollo

edward-munch-urlo

Il post inerente alla scelta tra Madrid e Barcellona, mi ha fatto ripensare a che cosa è scattato nella mia mente quando ho deciso di lasciare definitivamente l’Italia e di trasferirmi a Madrid. In questo post, sperando di non annoiarvi e di non annoiarmi, vi voglio raccontare di quel periodo, di quel momento, di quell’istante.

Il periodo antecedente alla partenza non era certo uno di quei periodi che si possono definire felici, tutt’altro. Ho vissuto dei momenti, in quel periodo, di profonda tristezza. Mi sentivo oppresso come non mai, infelice, inconcludente. Soffrivo il mio punto di vista differente da chi mi circondava e l’impossibilità di comprendere le scelte delle persone che meglio conoscevo. Mi sentivo solo e decisamente, se non fosse stato per la mia famiglia, lo ero.

In poche parole vivevo una crisi. Ed è stato grazie a questa crisi che ho trovato la forza per smetterla di dire quello avrei dovuto semplicemente fare: partire!

Dovete sapere che la parola crisi in greco aveva un significato duplice, che purtroppo nella nostra pratica cultura è andato perso.

Secondo i greci la crisi era sì il momento massimo della sofferenza, ma, proprio per questo il momento in cui l’individuo aveva la possibilità di cambiare. In una malattia, sempre secondo Loro, era una fase che avrebbe portato il malato a morte certa o a sicura guarigione. (Scusate la mia psico-filosofia spiccia) c’è di più… lo stesso concetto lo si trova tuttora nell’iconografia cinese, nella quale la crisi (危機 – wei-ji) è descritta da due simboli, il wei, che indica appunto un momento negativo, infimo e difficile e da una altro,il ji, che indica invece la possibilità di cambiamento e di rinascita.

La crisi che ho vissuto prima della mia partenza per Madrid è stata una crisi nel senso letterale del termine, perché mi ha spinto a scegliere quello che probabilmente non avrei mai avuto il coraggio di fare. Ma non è stato tanto il fatto di comprare il biglietto per Madrid, quanto il coraggio di mettermi realmente in esame rendendomi conto che mi ero sempre nascosto dietro moltissime parole e progetti, nei quali mi piaceva cullarmi ma che in fondo sapevo che non avrei mai realizzato. Beh la cosa bella è che questa analisi dettata dalla mia crisi mi ha portato a guardare in modo più concreto la realtà che mi circondava e la mia realtà interiore.

In mezzo al mare travolto dalle onde e rischiando di annegare ho deciso di smetterla di cercare appigli inconsistenti e piangermi addosso o insultare Dio, ho guardato l’orizzonte, ho scelto l’onda e l’ho cavalcata.

Oggi e forse solo ancora per qualche minuto, parafrasando Leibniz penso che la vita nella quale sono stato trasportato sia una delle migliori possibili. E non è soltanto Madrid e tutto quello che offre, ma è il fatto di vivere, finalmente. È una sensazione che difficilmente riesco a spiegare, quello che so è che è diametralmente opposta a quella che provavo a Milano. Se in questa città vivo, in quella morivo. Mi rendo perfettamente conto di quanto sia soggettiva la cosa, di come Milano possa rappresentare per qualcun altro quello che Madrid rappresenta per me.

Beh che questo qualcun altro si apra un blog e lo racconti. Io parlo di Madrid. Di me. E di quello che provo. E di quell’odore di stantio che mi nauseava e che qui non sento.

Scusatemi. Oggi mi sono svegliato così. Stasera mi ubriaco e domani vi racconto.

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20 commenti per “Morire per vivere…”

  1. “È una sensazione che difficilmente riesco a spiegare”… beh, non potevi spiegarlo meglio di così… condivido al 100%… anzi, inizio anche a preoccuparmi: non è che leggete nel pensiero??? :-P

    Frannie

  2. concordo pienamente. Da quando sono a Madrid respiro. Aria inquinata ma respiro.

    raffaele

  3. Per Zollo.

    L’oracolo cinese risponde “Tun” (=la ritirata): “la ritirata non è dovuta all’arbitrio umano, bensì alle leggi degli accadimenti naturali. Perciò la ritirata è il giusto modo di agire, è quello che non consuma le forze…”
    “La ritirata. Riuscita. Propizia è perseveranza”.
    “La ritirata non è da confondersi con la fuga, che non mira ad altro che alla salvezza a tutti i costi. Ritirarsi è indizio di forza. Non bisogna lasciar passare il momento giusto, finchè si è ancora nel pieno possesso della forza e della propria posizione. Così si sanno interpretare al momento opportuno i segni del tempo e, invece che invischiarsi in una lotta disperata per la vita o per la morte, si prepara una ritirata temporanea; inoltre così facendo non si abbandona il campo all’avversario, ma gli si rende difficile l’avanzata mostrando sempre perseveranza nelle piccole cose. In questo modo già nella ritirata si prepara il capovolgimento. Comprendere le leggi di una ritirata costruttiva non è facile”…

    ………credo che tu non abbia lasciato passare il momento giusto!!

    Giulia(RE)

  4. (quindi… hai tutta la mia stima! P.S. complimenti per essere riuscito a scrivere un articolo così personale e sincero. ;-) )

    Giulia(RE)

  5. Zollo, veramente bellissimo quest’articolo. E commovente, perché mi è sembrato di rivivere la mia di grande crisi, la mia storia che finiva a Roma, la solitudine che sentivo lì, il senso di soffocamento e stallo che mi faceva sentire una persona inutile, incapace anche solo di sapere cosa stesse cercando.

    Come tu ben dici, la crisi profonda è spesso l’unica occasione per poter dare un bel calcio a tutto ciò che non sopporti di te e di ciò che ti circonda e reiniventarti una vita. Per me Madrid ha significato proprio questo: reinventarmi e riscoprirmi e soprattutto riassegnarmi un valore. Madrid mi ha aiutato a dare un colpo di cancellino alla confusa e impolverata lavagna della mia vita e da quando sono qui provo l’imparagonabile, inebriante sensazione di essere vivo e di avere un posto preciso nella società, di alzarmi la mattina senza pensare che gli anni passano e che continuo a non avere nulla di concreto tra le mani.

    A chiunque si trovi a stagnare in Italia io suggerisco sempre di mettere da parte le scuse più o meno plausibili che ci diamo per non partire e di darsi una possibilità. Perché ce la meritiamo. E il nostro paese purtroppo, in molti casi, non è più in grado di darcene, di possibilità.

    Luca V.

  6. In effetti sembra anche la descrizione di come mi sento io da quando sono tornata dall’erasmus a Madrid… Sempre con la fissa di tornare e l’idea in testa di trasferirmi lì appena laureata…

    Federica

  7. Grazie Zollo…sapere che ci sono così tante persone che stanno vivendo o hanno vissuto quello che sto passando mi rincuora e in un certo senso mi fa sentire meno sola.
    Domani mattina parto, prima devo andare a Malaga e poi finalmente arrivo a Madrid.
    Spero che possa accogliere me come ha accolto voi!

    Laura

  8. Sono arrivato a Madrid seguendo la mia compagna, madrileña DOC, lasciando tutto quello che avevo nella mia cittá. La famiglia, amici e le mie grandi passioni. Non mi pento, oggi vivo solo e mi sento felice, credo di aver fatto la scelta giusta. Era da tanto che pensavo di andare via, forse avevo solo bisogno una scusa.

    Angelo

  9. Sembra davvero che ci siamo messi d’accordo… oggi nel mio blog ho scritto il mio “sfogo” personale che mi ha portato a vivere a Valencia.
    http://www.viverevalencia.net/pensieri/vale-la-pena-di-cambiare-vita.php
    Mi chiedo che forse sarebbe bello unire le forze e trovare un modo per collaborare, ora la mia email l’avete ;)

    Vivere Valencia Alex

  10. Bravo Zollino e grazie per i tuoi articoli! LE CRISI!sono le crisi che muovono il mondo, non l’amore!:-O
    E comunque, meglio pentirsi per essersene andati che per essere restati!Un’altra volta:”GO ON” tranne Bush e Compañia!!;-)

    valentina

  11. Gran bel commento Zollo che condivido pienamente anche perchè sono le sensazioni che sto vivendo in questo periodo visto che(se tutto va bene!)dovrei essere a Madrid il prossimo autunno.Spero che solo Madrid accolga me così come ha accolto te(e gli altri).
    MADRID STO ARRIVANDO!!!!!!

    PIE7RO

  12. Beh..Zollo..era un pò di tempo che volevo domandarti cosa ti avesse spinto a trasferirti lì..ma la domanda suonava banale e obsoleta..ora sono riuscita a capire qualcosa in più di te..che data la lontananza non ho potuto captare dal vivo..credo comunque che tu sia una delle persone più profonde che io abbia mai incontrato sulla mia strada..perchè quello che scrivi mi fa riflettere parecchio e mi offre l’opportunità di interrogare me stessa….sul perchè di tante cose…quello che mi domando è.. :perchè proprio MADRID?? e comunque, come ti dicevo oggi ..magari entro l’anno ti vengo a trovare!Baci Baci

    Miky

  13. Oggi pomeriggio (ma più che altro dopo la festa di ieri) mentre ero sulla metro mi è capitato di pensare ai cambiamenti…solo due mesi fa conducevo una vita completamente diversa che ora mi sembra lontana anni luce.Lavoravo come una pazza, una pallina da tennis che rimabalzava tutta la settimana tra Lombardia e Piemonte…il perfetto stereotipo della stressata che se la inviti fuori per un aperitivo ti risponde “non so devo vedere sul palmare”.Vivevo a Milano con il fidanzato (ormai ex, eheh) e probabilmente nel giro di un anno avrei anche sfornato un pupo.Tutto sommato stavo anche bene eppure c’era sempre un momento durante la giornata in cui avrei voluto mettermi ad urlare. Poi d’improvviso mi chiamano dalle risorse umane; ho pensato “ecco, adesso mi licenziano” e invece mi hanno proposto di venire a lavorare a Madrid.Quella sera sono rientrata a casa stordita ma con una vocina in testa che diceva “parti!”.Dopo averne parlato, ci siamo detti quello che entrambi sapevamo già ma che per paura non risciuvamo a dire…e così ho deciso. Madrid per me è stata la molla che mi ha spinto a cambiare una vita che ormai non sentivo più come mia. Mi ha fatto capire quello che voglio davvero…o meglio quello che non volevo!A casa mi sentivo cent’anni sulle spalle, qua mi sento la forza di un leone.Non voglio aggiungere altro perchè sono all’inizio di questa esperienza e non voglio idealizzarla troppo.Scusate se sono stata un prolissa ma stasera mi è presa così, mi andava di raccontarvi un po’ di me. Baci

    Laura

  14. mi è piaciuta la tua riflessione. Il coraggio è il motore del cambiamento, piccolo o grande che sia, che si tratti di cambiare città o stile di vita.
    L’importante è non andare via per scappare da qualcosa, a mio avviso. Ma andare via per costruire qualcosa di proprio.

    giuliad06

  15. Bella riflessione Zollo. Io sono siciliano e vivo a Madrid da un anno e mezzo e ho provato le stesse sensazioni, qui mi sento libero, vivo e c’è ancora il rispetto cosa che nel nostro Paese non esiste più purtroppo. Prima ho fatto il farmacista, adesso sono ricercatore all’università. Qui c’è l’entusiasmo di vivere e l’opportunità di fare quello che pensi. Grazie Zollo, spero ci vedremo un giorno…Ciao beddi

    Salvatore

  16. milano-madrid…ti capisco benissimo…!!!

    cris

  17. Mizzega, cerco un’attività e mi ritrovo in una pagina, che x certi versi potrebbe essere cruciale x la mia esistenza/sopravvivenza..
    Milano non la sopporto più. Sono stato a Madrid pochi giorni fa, quando gli spagnoli hanno conquistato l’europeo.. figata.
    Sono tornato a milano e dopo neanche 48 ore, il mio dubbio è: Barcellona o madrid?
    Cioè, svolta radicale in un posto con il mare o non? Non so, io a volte ho la sensazione di vivere in un mondo parallelo, che però somiglia molto al modo di vivere spagnolo. i motivi, sono molteplici, ma ogni tanto non mi ritrovo con chi mi sta intorno, perchè l’ambizione di questi la sento addosso come una carogna. Quindi o mi faccio spolpare vivo o mando tutti a cagare e cerco fortuna in un paese, dove che se ti comporti da buon cristiano, non ti considera un perfetto bambascione, ma magari un bravo cittadino. Qui dedichi la vita allo stato e vieni ripagato come un “bamboccione”.
    Cazzo, 14 anni di contributi e la sensazione di non contare comunque nulla. La legge non ammette ignoranza. Datemi una dritta dai.. A me Madrid, mi ispira al punto che vorrei investirci e son sicuro che non sbaglierei. Però il mare che ha Barcelona, mi confonde le idee.. bah..
    Vediamo che caspita riuscirò a combinare.
    L’importante è che questa crisi, anno dopo anno, mi sta facendo tornare a sognare ad occhi aperti

    baeser

  18. @baeser:
    sono passato per lo stesso dubbio a settembre. Da buon terrone Siciliano cercavo un posto dove vivere che mi ricordasse la mia isola, un posto dove posso andare al mare tutte le volte che posso. Non ho mai vissutoa Barcelona, ci sono solo stato in vacanza, bella; peró Madrid é un’altra cosa. SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA! In bocca al lupo per la tua nuova vita che sia a Madri o a Barcellona :)

    sandro

  19. Che bello leggere quest’articolo: mi sento proprio così in questo periodo della mia vita. Mi chiedo se tra voi c’è qualcuno che è o che conosce medici italiani che si sono trasferiti a Madrid: m piacerebbe sapere da dove hanno cominciato per ottenere i contatti “giusti”. E’ a Madrid i infatti che vorrei “spendere” tutti i miei anni di studio…voglio VIVERE e non più sopravvivere, che é in effetti quello che sto facendo in questa città, un po’ troppo grigia e piccola per me… e come dimenticare Madrid? un abrazo!!!

    Daiana

  20. forse anche io qui non respiro bene ma non è questo qullo che mi porta a lasciare tutto…lascio tutto, caro zollo, perchè ho deciso di decidre io della mia vita e di non permettere più a nessuno di condizionarla dall’esterno o di manovrarmi coem si fa con un burattino avendo in mano fili che si chiamano sentimenti..ah! zollo..si devo proprio partire…

    angela

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