Rivogliamo il “dos de mayo”

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Goya, I fucilamenti del due di maggio 1808

Da duecento anni a questa parte, il 2 di maggio di ogni anno si celebrano a Madrid le “Fiestas del Dos de Mayo”, in onore dell’insurrezione del popolo spagnolo del 2 maggio 1808 contro l’invasore francese che spianò il terreno per la guerra d’indipendenza spagnola. Fulcro di queste feste era l’omonima piazza, la Plaza del Dos de Mayo, e in generale il quartiere di Malasaña, che per vari giorni (di solito dal 30 aprile al 4 maggio) ospitava varie attività, concerti e via dicendo. Dico “era” e “ospitava” perché da quattro anni queste feste sono state annullate o allontanate dalla zona che le ha sempre vissute. Ebbene, rivogliamo las fiestas del dos de mayo, e le rivogliamo a Malasaña.

Queste feste furono sospese per la prima volta per lutto, con la scusa dell’attentato di quattro anni fa. Poi, furono ripristinate ma escludendo completamente dal palinsesto delle attività il quartiere di Malasaña, questo adducendo come motivo le lamentele dei vicini (???). Questi ultimi non restarono però indifferenti davanti a una tale ingiustizia e decisero di tenere comunque le attività che avevano in programma e di scendere lo stesso in piazza a fare botellón (vale a dire bere liberamente in strada, cosa che è vietata in Spagna ed è consentita soltanto in rarissime occasioni, las fiestas del dos de mayo sono una di queste).

Tuttavia, il 2 di maggio dell’anno scorso la tensione in piazza era tale che degenerò in scontri tra i manifestanti e la polizia, scontri che causarono circa 100 feriti in due fine settimana (sì, perché il fine settimana dopo il ponte di maggio ci fu una rappresaglia della madama sui giovani del quartiere). Vi siete mai chiesti perché ci sono così tanti poliziotti a Malasaña? E perché spesso ce ne sono due a ogni incrocio e varie pattuglie battono la Plaza del Dos de Mayo? Ecco, è a causa degli scontri del ponte di maggio dell’anno scorso, prima non era così.

I responsabili di tutto questo? Esperanza Aguirre, presidentessa della Comunità Autonoma di Madrid nonché sedicente fautrice di politiche liberali, e Alberto Ruiz-Gallardón, sindaco di Madrid. Vediamo se indovinate a che partito appartengono? Bravi, al Partido Popular. Immagino che l’esclusione del quartiere di Malasaña da queste feste altro non sia che un modo di manifestare la disapprovazione della comunità di Madrid per quella che è sempre stata una delle zone più ribelli e di sinistra della capitale. Fortunatamente, i giovani di Malasaña non si sono ancora arresi e molto probabilmente anche il ponte di maggio di quest’anno scenderanno in piazza a protestare con un botellón a costo di ricevere manganellate, lacrimogeni e palle di gomma come l’anno scorso. Quindi, se vi aggirate da quelle parti la notte del 2 di maggio state attenti perché  la polizia non è solita fare eccezioni quando mena. Anzi, vi consiglio di tenere le distanze e di registrare o fotografare tutto quello che potete senza farvi beccare e poi caricarlo da qualche parte su Internet, così potremo denunciare ancora una volta tutti assieme questi soprusi.

Tra l’altro, in rete non si trovano molte informazioni, sembra ci sia una sorta di silenzio stampa su ciò che è accaduto l’anno scorso, solo una cosa è certa: anche quest’anno Malasaña è rimasta fuori. Sarà un caso? Hmm, c’è puzza di bruciato.

Personalmente spero che prima o poi i giovani di Malasaña riescano a fare qualche passo avanti, perché dopo quattro anni sinceramente le speranze iniziano a scemare. Staremo a vedere cosa succede questo ponte di maggio.

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Posted on by santa in Cultura e Società, Eventi e Concerti