A Madrid i negozi aperti tutta la notte

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Esperanza Aguirre, riforma orario commerciale

Ci sono e ci saranno polemiche a riguardo, capisco il punto di vista dei piccoli imprenditori, il punto di vista dei lavoratori, ma non posso non nascondere che, per la vita che faccio, questa è per me una notizia positiva, sebbene le valutazioni da fare siano diverse… È stata approvata ieri durante l’Asamblea una legge che permette la liberalizzazione degli orari commerciali, legge che vedremo in vigore nel giro di qualche settimana. Naturalmente tutto dipenderà da come i commercianti prenderanno la cosa, non ho dubbi sul fatto che i cinesi si trasformeranno in tempo zero in alimentacion 24 ore, come gli “off licence” londinesi. Mentre bisognerà vedere gli altri colossi del commercio madrileño come e se modificheranno il loro orario. Si dice già che il Carrefour terrà aperto 24 ore tutta la settimana, ma ancora l’azienda non ha confermato nulla.

Mettendo da parte l’egoistico piacere che potrei provare nel fare la spesa alle 2 di notte, mi rendo conto di come questa scelta possa schiacciare definitivamente le piccole attività e di come possa influire negativamente su una certa classe di lavoratori. Questi ultimi, infatti, mentre la legge veniva approvata hanno tentato una debole protesta con una manifestazione proprio dove la presidentessa della Comunidad de Madrid, Esperanza Aguirre, è stata invitata da una lavoratrice a lavorare come cassiera e a provare a vivere con 700 euro al mese. Per la cronaca, la frase pronunciata dalla cassiera di Caprabo è stata: “¡Invito a la presidenta a que se pase un mes trabajando con nosotras de cajeras y que viva con los 700 euros guarros que ganamos!”.

La parte interessante della protesta è il dibattito avvenuto tra Esperanza Aguirre e Maru Menéndez, portavoce socialista. Quest’ultima ha cercato di far notare all’Aguirre di come la sua politica sul lavoro stia costringendo le donne lavoratrici in situazioni ingestibili, secondo i dati riportati dalla Menéndez, infatti, il 42% delle donne lavoratrici nella Comunidad de Madrid, è costretto ad abbandonare il proprio lavoro a partire dai 32 anni. La risposta della presidentessa a un dato così preoccupante è stata davvero ridicola, infatti Esperanza ha consigliato alla Menéndez di spogliarsi dalla sua condizione da sindacalista e di iniziare a difendere gli interessi di tutti e quindi anche gli interessi degli imprenditori, compito per il quale è stata eletta.

La votazione è stata fatta per alzata di mano “perché una deputata ha rovesciato dell’acqua nel sistema informatico”, 59 a favore e 49 contrari, legge passata, Aguirre non era presente durante la votazione, ma sotto la sede dell’Asamblea c’erano 500 lavoratori a far sentire la loro voce contraria. La protesta non è servita a nulla, come dice Aguirre, Madrid si trasforma in una città “più liberale” con questa legge. Ricordo che la cara Esperanza è quella a cui molti commessi e cassieri devono 22 domeniche all’anno di lavoro, riforma al calendario commerciale avvenuta nel novembre 2007.

Ovviamente mi schiero dalla parte dei lavoratori, la mia comodità non vale più del loro diritto a condurre una vita più che dignitosa. Maria José di 34 anni, commessa in un Alcampo de Vallecas, ha dichiarato che se le ampliano l’orario di lavoro, anche se solo di un’ora, sarà costretta ad abbandonare il lavoro, “non posso permettermi il lusso di non vedere mio figlio”. Sono casi questi che non si possono non considerare. Esperanza Aguirre, di contro, vedendosi attaccata dalle donne lavoratrici, ha dichiarato che questo provvedimento migliorerebbe la loro vita e il potersi relazionare con la famiglia, dando più tempo per fare la spesa al di fuori degli orari precedenti, in questo modo le mamme potrebbero tornare da lavoro e avere tutto il tempo per fare la spesa e vedere i propri figli.

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Posted on by zollo in Cultura e Società, Lavoro, Politica