Catalano vs castigliano: mito o realtà?

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 1)
Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 5)

catalano castiglia, la lingua spagnola

Visto che in questi giorni si parla tanto di calcio e io sono senza speranze sia come giocatore che come spettatore, parlerò di un altro match sempre attuale qui in Spagna. Quello eterno tra Castiglia e Catalogna e in particolare tra la lingua castigliana e quella catalana.

Torno da una vacanza nella Catalogna profonda, a Girona per essere precisi, dove per la prima volta ho potuto fare un vero confronto tra queste due realtà della Spagna attuale, sulle quali sentirete opinioni diversissime, a seconda della campana. Ma cosa c’è di reale in questo scontro tra culture? È vero che i catalani si irritano se sentono parlare in castigliano e viceversa?

Vivendo da quasi due anni a Madrid sono stato inevitabilmente sottoposto al punto di vista castigliano sulla questione. Le opinioni ovviamente variano da persona a persona, a seconda delle idee politiche e del rispetto che queste dimostrano nei confronti delle diversità e delle minoranze. Fatto sta che i madrileni generalmente sono poco inclini a simpatizzare con la questione catalana. Dirò di più, ho conosciuto gente che pensa di boicottare la Catalogna non acquistando prodotti catalani, tipo lo spumante Cava o le pizze pronte di Casa Tarradellas. Roba da matti, come se io decidessi di non comprare più il Parmigiano o la Nutella per punire i leghisti…

Quale capitale di un paese da sempre afflitto da lotte e rivendicazioni indipendentiste, a volte dai risvolti tragici, Madrid ha sempre rappresentato l’autorità unificatrice, sebbene il clima oggigiorno sia ben diverso da quello totalitario imposto dal regime franchista. La Spagna oggi è suddivisa infatti in comunità autonome che godono di ampia indipendenza, anche a livello linguistico.

Fino ad un trentennio fa, però, il castigliano veniva imposto in tutti gli angoli della Spagna e vigeva una forte repressione nei confronti delle espressioni linguistiche e culturali locali. Non è un mistero che Franco odiasse Barcellona, da sempre baluardo della lotta antifascista, ed era riuscito a ridurla ad una triste e incolore città industriale, ben diversa dalla moderna e stilosa metropoli che conosciamo oggi.

Questo i catalani non l’hanno dimenticato e forse come alcuni, pur sforzandosi, non riescono a nascondere un pizzico di rancore nei confronti dei tedeschi per le atrocità naziste, questi si sentono in diritto di rivendicare tutto ciò che fu loro sottratto da Franco, sebbene questo oggi non abbia più molto senso.

Girando per Barcellona probabilmente non avvertirete affatto questa sensazione, complici le vagonate di turisti stranieri che la invadono oggi e quelle di immigrati andalusi che la invasero decenni fa. Il catalano si legge ovunque ma si sente molto poco. Inoltrandovi nella Catalogna interna, però, l’aria cambia decisamente. Oltre a leggerlo, il catalano lo ascolterete ovunque. Magari sentirete qualche commesso o cassiere parlare in castigliano, ma origliate un po’ e vi accorgerete che il suo interlocutore gli si rivolgerà ostinatamente in catalano.

Io, quale povero italiano che non ha altri mezzi che il castigliano per comunicare, ho avuto un paio di esperienze a dir poco singolari. Appena arrivato a Girona, con tanto di valigia e mappa della città in mano, una ragazza mi chiede, in catalano, se ho bisogno di aiuto. Le dico il nome della strada del mio hotel. E lei, disponibilissima, mi dà tutte le indicazioni sì, ma in catalano. Non ci vuole un cervellone per capire che sono di fuori e che a poco mi servono indicazioni in catalano, no?

Il giorno dopo, al tavolino di un bar, ordino al cameriere “cuatro cafés solos”. Lui mi dice qualcosa in catalano, credo ripetendo quello che ho ordinato e io gli ribadisco quello che voglio. Dopo un po’ mi vedo arrivare quattro cappuccini. Stupido io che non mi sono assicurato che avesse capito o lui che ha fatto finta di non capire? Forse entrambi, ma lui ha più colpa di me, perché sa perfettamente cos’è un café solo. Mi chiedo… se mi fossi rivolto a queste persone in italiano, forse sarebbero state più collaborative? In molti a Madrid mi avevano raccontato che alcuni catalani, se ci si rivolge loro in castigliano, continuano a parlare catalano. Non ci ho voluto credere, ma ne ho avuto conferma personalmente.

Sia ben chiaro, io ho sempre appoggiato la causa catalana e condannato le persecuzioni del passato. Quello che mi infastidisce è però il voler punire qualcuno che non c’entra per non si sa cosa. Volendo o nolendo, i catalani sono bilingue, ma i castigliani no. Quindi se un castigliano si rivolge loro nella sua lingua non lo sta facendo per manifestare la sua “supremazia”, ma semplicemente perché non sa esprimersi in catalano. Un catalano invece non può dire di non capire o parlare il castigliano e se insiste utilizzando la sua lingua è perché, evidentemente, vuole dimostrare qualcosa. Ma cosa? La discriminazione è odiosa, ma a volte le minoranze, per ritorsione, finiscono per discriminare a loro volta. Sarebbe il caso di sotterrare l’ascia. Franco è morto e sepolto e per fortuna nessuno potrà più proibire ai catalani di esprimersi liberamente.

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 5)
Posted on by Luca V. in Cultura e Società, Pensieri