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Coppie di fatto, registratevi!

23 giugno 2008, scritto da Luca V.

Coppie di fatto a Madrid

Dopo avervi parlato del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Spagna, eccomi nuovamente nei panni di Marta Flavi a spronare le coppiette a fare il grande passo. Questa volta, però voglio suggerirvi una maniera alternativa e meno impegnativa per farlo. Nella Comunidad di Madrid è infatti possibile registrarsi come coppia di fatto (eterosessuale o omosessuale), ufficializzando così la propria unione ma senza doversi addentrare in selve burocratiche e soprattutto senza tutti i gravami e le responsabilità che il matrimonio comporta. Ecco come fare.

COS’È

Si tratta della registrazione di una unione non matrimoniale di convivenza stabile e di tipo affettivo tra persone di sesso opposto o dello stesso sesso.

DOVE FARLO

Rivolgetevi al Registro de Uniones de Hecho, Calle Gran Vía 18, dalle 9 alle 14 dal lunedì al venerdì. Telefono 91 720 92 99.

REQUISITI

  • Requisito fondamentale è la convivenza, che deve aver luogo in maniera stabile e ininterrotta da almeno 12 mesi;

  • Almeno uno dei membri della coppia dovrà essere empadronado (residente) in un municipio della Comunidad di Madrid;

  • I contraenti non dovranno essere sposati o essere iscritti ad un altro registro di coppie di fatto con un’altra persona;

  • Non sono ammesse persone tra le quali sussista un legame di parentela fino al terzo grado.

COSA SERVE

  • Due testimoni che provino la convivenza dei richiedenti;

  • Documento di identità dei richiedenti e dei testimoni;

  • Certificato di stato civile;

  • Certificato di residenza.

COME SI FA

Per fare domanda d’iscrizione basta recarsi al Registro insieme ai testimoni con i documenti richiesti. Sarà necessario attendere un massimo di due mesi affinché la domanda venga vagliata e l’unione approvata. Se lo si desidera, si potranno stabilire (nel momento della richiesta o in seguito) i patti che regolano le condizioni economiche dell’unione.

ANNULLAMENTO

L’unione civile si può annullare, in qualsiasi momento, di comune accordo, in maniera unilaterale, oppure per decesso o matrimonio di uno dei due membri oppure per separazione durante più di sei mesi.

Tanto per cambiare, la legge italiana non prevede il riconoscimento delle coppie di fatto; pertanto, la vostra unione civile non verrà riconosciuta in patria. Vale la pena farlo, quindi, solo se vivete e lavorate stabilmente in Spagna. Qui infatti potrete godere di numerosi vantaggi fiscali, lavorativi e accedere anche alla vivienda pública (le nostre case popolari).

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10 commenti per “Coppie di fatto, registratevi!”

  1. Molto interessante l’articolo, ti spiace fornire un link o qualcosa di analogo che parli di questi sgravi fiscali e lavorativi?

    santa

  2. alla fine non è tanto diverso dal matrimonio e dalla burocrazia annessa ad esso.
    Una domanda: se un cittadino è comunitario e l’altro è extra-comunitario, attraverso le coppie di fatto, si trasmette la cittadinanza come avviene attraverso il matrimonio?
    anche io vorrei sapere qualcosa in più sugli sgravi fiscali e lavorativi…

    GIORGIA RN

  3. Noto con curiosità che i primi due commenti sul tema vengono da donne. Forse due sono pochi, controllerò stasera.

    Vitorino

  4. Ho appena scoperto che Santa è un uomo.

    Vitorino

  5. Dunque, la Comunidad de Madrid ha equiparato le coppie di fatto a quelle sposate. Quindi tutte le politiche locali idirizzate alle seconde sono applicabili anche alle prime, così come gli sgravi fiscali di cui queste godono a livello di Comunidad (http://www.elmundo.es/papel/2005/01/14/madrid/1743111.html). A livello nazionale, invece, questa equiparazione non esiste ancora, quindi tutti i vantaggi che hanno le coppie sposate riguardanti le tasse incassate direttamente da Hacienda, la pensione, la cittadinanza, gli alimenti, l’eredità ecc. non sono applicabili alle coppie di fatto. Dunque Giorgia, rispondendo alla tua domanda, non è possibile ottenere la cittadinanza spagnola attraverso l’iscrizione come coppia di fatto.

    Le unioni civili restano una cosa ben diversa dal matrimonio, non esistendo nelle prime tutti gli obblighi reciproci che ci si assume sposandosi… le cose chiaramente si complicano se ci sono di mezzo dei figli, che debbono essere comunque tutelati. Ho trovato un sito dove queste cose vengono spiegate piuttosto bene e secondo i vari casi: http://www.iabogado.com/esp/guialegal/guialegal.cfm?IDCAPITULO=01080000#01080600000000.
    Per quanto riguarda i permessi lavorativi (per la celebrazione dell’unione, per malattia o morte del convivente, ecc.), quelli non sono automatici, ma dipendono dagli accordi collettivi. Sembra che comunque sempre più imprese spagnole allarghino il diritto ai permessi lavorativi Vi lascio un altro link dove sinteticamente viene fatto un confronto tra coppie sposate e coppie di fatto: http://mujer.terra.es/muj/articulo/html/mu22230.htm
    Appassionati di giusrisprudenza, vi rimando al testo della legge: http://www.ideasapiens.com/actualidad/Documentos/ley%20_unionesde%20_hecho.%20CC.AA.htm

    Insomma, le differenze ci sono e non sono trascurabili, tuttavia credo che sia importante che le coppie di fatto siano riconosciute, non come in Italia, dove moltissime coppie si trovano in uno strano limbo senza nessun diritto, praticamente invisibili per lo stato.

    Luca V.

  6. Grazie Luca sei stato davvero esauriente, trovo giusto il riconoscimento delle coppie di fatto, anche se come come tu spieghi, il matrimonio è l’unico mezzo per avere complete tutele per tutte le coppie. L’Italia in tutti i casi è ancora al paleolitico, grazie anche al Vaticano!

    GIORGIA RN

  7. È vero Giorgia, c’è chi si lamenta del fatto che le unioni civili in realtà sono matrimoni di serie B, e non a torto, visto la differenza di trattamento e la mancanza di diritti non trascurabile. Tuttavia, è pur sempre giusto che lo stato dia la possibilità a chi, per un motivo o per un altro, non desideri sposarsi e voglia comunque ufficializzare la sa posizione. Soprattutto per tutelare i figlii che nascono da tali unioni. È triste e vergognoso che l’Italia non abbia una legislazione a proposito. Ormai in Europa rimaniamo solo noi, Irlanda, Grecia, Austria e qualche Paese dell’Est ad ignorare le coppie di fatto. Complimenti!

    Luca V.

  8. Interessante… Ma continuo a non capire bene perché non sposarsi, visto che si convive (e magari si hanno pure dei figli).
    Togliendo ovviamente i casi di patti di solidarietà ecc ecc.
    Qualcuno può rispondermi? :)

    Xalira

  9. Ah, dimenticavo: complimenti per il blog, l’ho letto tutto e mi ha dato un sacco di idee su come migliorare il mio :)

    Xalira

  10. Grazie per le informazione! Ieri sera mi ha telefonato mia figlia Martina comunicando di essare entrata tra le coppie di fatto. Vive a Ghetafe/Madrid da circa due anni con il ragazzo cileno, Diego.
    Diego non ha ancora il permesso di soggiorno, forse tra un anno (al compimento dei tre da quando risiede a Madrid) potrà chiedere il permesso e regolarizzare la sua posizione. la domanda è la seguente:
    Martina a Giugno si laurea in Italia, a Roma, Diego, evidentemente vuole assistere alla cerimonia, abbiamo qualche forma di tutela per lui? Se lo fermano quale sarà il suo destino? il carcere e poi il foglio di via o con un possibile matrimonio in Italia evitiamo che debba ritornare nel suo Paese?
    Per venire in Italia alla cerimonia della tesi quale mezzo è moglio utilizzare? Il suo aspetto somatico è di tipo europeo.
    ciao grazie! grazie

    vittoria

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