Gli spagnoli e l’Inglese

La lingua Inglese in Spagna

{Grazie Thomas per avermi suggerito il tema}

Noi italiani abbiamo un rapporto contraddittorio e conflittuale con la lingua inglese. Verissimo. Pochi lo parlano e ancora meno lo parlano bene. Sembra che in un modo quasi svogliato concediamo poco spazio a questa lingua, preferendo in tutto e per tutto la nostra, doppiamo, traduciamo o riproduciamo prodotti realizzati in madrelingua inglese pur di vederli, leggerli e conoscerli nella nostra lingua.

Di contro però non ci rendiamo conto che l’inglese se non entra dalla porta principale, riesce ad entrare da qualsiasi altro spiraglio inserendosi nel nostro quotidiano, al lavoro nel display del nostro computer, tra il mousepad e il mouse, nell’home page del nostro sito preferito, ma anche mentre ci rilassiamo leggendo qualche news di gossip, o quando la sera andiamo in un club a berci una montagna di cocktail. L’Inglese c’invade e noi italiani quasi per ripicca non lo parliamo.

Quello che però vorrei analizzare in questo articolo, non è come abbiamo reagito noi italiani, a livello culturale, a questa invasione, ma come lo hanno fatto gli spagnoli, in un modo a volte ridicolo, a volte simpatico e a volte inutile. Gli spagnoli spagnolizzano. Lo sappiamo bene. Mi ricordo che la prima volta che venni in Spagna lessi in Andalusia una lavagnetta fuori da un pub con scritta la parola “Futbol”, inizialmente pensai si trattasse di un errore del gestore, invece no. Gli spagnoli spagnolizzano e lo fanno con tutto. Voi sapete come si dice CD in Spagnolo? Whisky? Blue Jeans? Ok. CD Rom si dice “cederrón”, whisky si dice “güisqui”, i bluejeans sono i “bluyín”.

Lasciando perdere i termini inglesi spagnolizzati (e riportati dalla RAE www.rae.es), vorrei prendere questa ultima parola per collegarmi ad un altro discorso strettamente connesso agli spagnoli e all’Inglese: la pronuncia. Inutile dire che la pronuncia di molte parole inglesi da parte nostra è davvero molto ridicola, ma secondo me non raggiunge il livello spagnolo. Ad esempio noi non pronunciamo praticamente mai l’”H” aspirata, ma gli spagnoli la trasformano nella loro J, la V diventa per loro una F, così il verbo “To have” diventa “To jaf”. Poi in Spagnolo non esiste il suono della nostra “G”, e questo causa un casino su tutte le parole che contengono quel suono, ad esempio Indiana Jones diventa Indiana Yones.

Poi gli spagnoli pronunciano i nomi delle catene inglesi così come si leggono, per esempio io adesso vado da Starbuks, letto con l a U “Starbuks”, ormai mi sono abituato e mi piace molto di più.

Posted on by zollo in Cultura e Società, Varie

92 Responses to Gli spagnoli e l’Inglese

  1. Luisa

    E’ vero che leggere parole come “Siemens” pronunciate tutte, fa impressione, ma mai come quando sono entrata alla Geox di Corso Buenos Aires a Milano e la commessa mi ha voluto presentare la loro “new entry” cioè, la nuova commessa, mi viene un brivido a ripensarci, allora io sono decisamente per avere un po’ più di orgoglio per la propia lingua.

    Thomas, si vede allora che non sei mai andato ad un “acca emme” in Italia, se ti fa impressione il “hache eme”.

    Che io sappia fu propio il grande merito di Manzoni ed i suoi promessi sposi, quello di cercare e con questa opera ufficializzare ill dialetto toscano come lingua della nuova nazione italiana. Ha scelto propio il questo per essere il più democratico, parlato dai contadini e dai nobili. Questo me lo aveva detto un intelletuale e l’ho confermato dalla Storia d’Italia di Montanelli.Invece la RAE esiste da più tempo, così come la Spagna esiste da più tempo come Nazione, credo dia ancora più antica della Academia della Lingua Francese.

    Penso che avendo un origine più accademico lo spagnolo abbia ereditato dal latino alcune particolarità come una consonante considerate come dotta come la “x” e che a me piace tanto.

  2. Avatar of Luca V.
    Luca V.

    Sì Zollo scusa, mi sono espresso male, volevo dire che il nome Michelangelo viene tradotto in molte lingue straniere (Michel-Ange, Miguel Ángel), non che noi italinizzassimo il suo nome!! :)

  3. Zappatero

    Certo, noi italiani siamo i primi ad italianizzare nomi, ma un conto è farlo mentre si parla tra amici, un conto è scrivere in un’etichetta, sotto un quadro famoso in un museo famoso, il nome, ad esempio di uno spagnolo in italiano. Al Prado, i nomi degli autori italiani, sono riportati in spagnolo, lo trovo ridicolo, perchè, almeno in un museo così importante, il nome andrebbe riportato in lingua originale per non generare confusione sulla provenienza. E’ una mia opinione.

  4. zollo

    Ma sì, Luisa, il ruolo che hanno avuto i promessi sposi nella letteratura italiana si conosce benissimo in Italia, non c’è bisogno di essere intellettuali per saperlo. A noi italiani quel libro ce lo propinano in tutte le salse, io al liceo facevo 3 ore a settimana di “Promessi sposi” come materia, manco fosse la Divina Commedia di Dante. Che abbia contribuito alla diffusione della lingua italiana come lingua nazionale è indubbio, e siamo nel 1800, ma la lingua italiana esisteva già da secoli. Manzoni l’ha scelta per redigere il primo romanzo della letteratura italiana, non l’ha creata. Ha preso una lingua con radici antichissime e l’ha adattata a un genere ancora inesplorato a ll’epoca. Che la RAE esista da più tempo, che il castellano esista da più tempo, anche questo è indubbio, ma l’Italiano non esiste dai Promessi sposi, ma da circa 5 secoli prima si può già parlare di Italiano, se poi volete dire che una lingua per esistere ha bisogno di una nazione allora ok ma parlando di nazione e non di stato bisogna andare molto più indietro dell’unità, fino al sentimento di nazionalità italiana, anche questo ben più antico…

  5. Avatar of Luca V.
    Luca V.

    Sono assolutamente d’accordo con te Zollo. Il fiorentino è stato lingua della cultura nella penisola italiana secoli prima che arrivassero i Promessi Sposi… la Divina Commedia dove la mettiamo allora?
    La frammentazione politica non significa necessariamente frammentazione culturale…
    Ma comunque… siamo sicuri che RAE e castigliano esistano da più tempo di Accademia della Crusca ed italiano? Leggo che la RAE fu fondata nel 1713 prendendo come modello l’Accademia della Crusca, nata nel 1582 e quella francese, posteriore. E stabilire l’antichità di fiorentino e castigliano mi sembra un po’ arduo, visto che sono entrambe evoluzioni del volgare. Le lingue romanze si svilupparono dal latino volgare tutte più o meno contemporaneamente.

  6. GIORGIA RN

    Gli italiani e gli spagnoli hanno cmq il grande merito di sforzarsi a parlare e a capire anche altre lingue: i francesi o gli inglesi parlano solo la loro lingua e se la pronunci male ti dicono che non capiscono. Io mi sono trovata in Francia (viaggiando tra Italia e Spagna) e avendo bucato una gomma della macchina e ho tentato di comunicare in qualsiasi lingua in una stazione di servizio il mio problema, ma non c’è stato verso di farmi capire dai francesi, nemmeno con “LA BRUM DEL MMM HA UN BUCO NELLA MMM”, cazzo almeno con i gesti ce la potevano fare…ma niente, sono francesi e non ce la fanno mai!!! Ho dovuto viaggiare col ruotino fino a Girona per farmi capire e sostituire la ruota!

  7. Avatar of Luca V.
    Luca V.

    Ci risiamo… il sito mi censura!!

  8. zollo

    Ok Luca, non so perchè ogni tot commenti ti considera SPAM HAHAHAHAHAHA

  9. Avatar of Luca V.
    Luca V.

    Digli di venire alla prossima serata di italiani a Madrid e vediamo chi è spam, bastardo!!

  10. Ana

    Mi dispiace il mio italiano…un sacco di tempo fa che non scrivo ne parlo…. il mio comentario è amichevole…. e vero che la Spagna non è un paese dove la gente parle l’Inglese e se lo parla sicuramente non lo parla nemmeno bene..(ma neanche l’Italia) e si parliamo de la pronuncia peggio ancora, lo sapiamo… ma sapete che gli italiani neanche pronuciate benissimo l’inglese, ne lo spagnolo.., ne gli spagnoli pronunciamo benissimo l’italiano, e che dire del francese! e cioè logicamente perchè nei diversi Paesi ci sono diversi suoni…non fa niente, si capisce…(voi per essempio non avete la nostra j, o la nostra z, potete farla ma non suona uguale)e vero che in Spagna si dice tutto come si legge…e questo lo faciammo con tutto, si spagnolizza l’inglese, c’è qualche problema? alla fine siamo in Spagna…(se andiamo fuori è un’altra cosa…) io vorrei farvi una domanda…non posso capire perchè voi dite “questo weekend…” invece “questo finesettimana…” ..noi spagnolizziamo le parole che non esistono in spagnolo o che già non si usano…ma voi??…. ho bisogno della mia privacy!!!!!……non fate quello!! avete la lingua più bella del mondo!!! :-)

  11. Luisa

    Zollo, non hai capito, lui mi diceva sulla esistenza dell’italiano, non del toscano, ma se te mi dici che il toscano da secoli si parlava in Sicilia, Puglia, Trento, ecc. beh io mi fido, tanto, chi è Montanelli?.. “ciccio di Poggio” come si dice in Toscana. Va bona…

  12. Guagua

    Brava Giorgia!! Sono d’accordo con te ;) Noi ci critichiamo ed invece tantissime volte sono l’inglesi a chiudersi nella loro lingua…

  13. GIORGIA RN

    @ Ana: diciamo week-end perchè siamo fighi! :-)
    Cmq dai vari commenti che ne sono scaturiti e dalle verità che ne sono emerse direi che sia gli italiani che gli spagnoli sono dei disastri con le lingue straniere, ma in quanto a vena polemica siamo entrambi imbattibili, molto mediterranei e casinisti direi… bello, mi diverte!

  14. GIORGIA RN

    @ Luisa: che palle!

    (a parte prima di farci la Storia della Lingua Italiana, studia, qui ci sono anche laureati in lettere e non vorrei sparare sulla “croce rossa” quand’è la fine, grazie)

  15. Giangi

    @guagua
    Estoy de acuerdo! Vivo con un inglese che in 3 anni quì a Madrid non ha imparato niente di spagnolo! incredibile! E mi ma ha detto chiaro e tondo che non gliene frega niente impararlo perchè testuali parolo “ingles es idioma del mundo!”

  16. Gloria

    Bruno, la verdad es que no hay palabras para definir todo lo que he leido, pienso que yo vivo en otro país distinto, o puede que sea que no entiendo bien el italiano.
    Una pregunta,¿en Italia como se dice whisky?.

  17. zollo

    Gloria, non c’è un corrispettivo in italiano, si dice whisky.

  18. Mario

    Alla fine, il fatto, secondo me, è che la lingua in Spagna, appartiene abbastanza di più al popolo che in Italia. La conosciamo bene tutti, anche quegli analfabeti, abbiamo parole per quasi tutto. In Italia, se esistono, spesso no si ricordano (Quante volte avrò sentito “Mmm.. So che c’è una parola, ma non mi viene!” quando chiedevo qualche significato?) o lo sanno solo dire in dialetto. Naturalmente, ci sono parole che non si possono tradurre, tipo “sacar”, ma non è il caso, credetemi. E rispetto l’antichità della lingua, vi proppongo un gioco solo per divertimento: immaginiamo questa situazione: c’è una macchina del tempo e una scomessa fra due concorrenti scelti a caso tra tutti noi. Vincerà quello che sia capace di arrivare più indietro nel tempo nel paese dell’altro e farsi capire. Non importa neanche la zona geografica. Chi vincerebbe e fino a quando arriverebbe? E in che zone sarebbe più difficile continuare a viaggiare più indietro?

  19. raffaele

    @Mario
    sul fatto che la conosciate bene tutti non ci giurerei :P ho visto gente scrivere “ola” invece di Hola e orno invece di “horno” e non si trattava di giovani che abbreviavano le parole o anziani analfabeti…

  20. Mario

    Sì, vabbè, non parlo di errori ortografici, ma dell’esistenze delle parole e l’uso. Quello si fa ovunque.

  21. zollo

    No Mario, scusami ma ancora una volta non mi trovi d’accordo, sul fatto che molti italiani non sappiano trovare una corrispondenza a determinate parole ne sono perfettamente conscio e se me lo dici tu non fai che confermare. Ma sai quante volte ho chiesto io a spagnoli come si dicesse una determinata parola e quante volte mi sono sentito dire “no tengo ni puta idea”?
    Mi è proprio successo di recente con dei termini informatici neanche troppo difficili (Power adapter, Driver e altre cose del genere) ho chiesto a ben 4 coinquilini nessuno mi ha dato risposte certe. Io penso di conoscere molto bene l’italiano ma, ovviamente ci sono parole che disconosco, così come gli spagnoli…quanto all’antichità dunque se vado a firenze nel 1200 mi capiscono tranquillamente.

  22. raffaele

    non per fare una barricata contro la lingua spagnola ma sono daccordo con zollo..inoltre la conoscenza della grammatica (almeno io) la reputo fondamentale… a che ti serve sapere 100.000 parole se non sai declinare, coniugare e scrivere correttamente??

  23. Avatar of Luca V.
    Luca V.

    Se parliamo di incapacità da parte della maggior parte della gente di utilizzare anche solo un quinto delle parole della propria lingua, credo non ci siano frontiere che tengano. Siamo tutti impigriti e drogati da mezzi di comunicazione che utilizzano un linguaggio povero quando non errato.
    Mario secondo me pensa che in Italia sia ancora più diffuso il dialetto che l’Italiano standard, questo può essere vero per certe fasce della popolazione o certe aree geografiche, ma in un paese il cui indice di alfabetizzazione non può essere inferiore a quello spagnolo, questo non può essere il caso. Tutti in Italia imparano l’Italiano senza eccezioni, anzi, in Italia, diversamente dalla Spagna, non c’è mai stata la rivalutazione dei dialetti, che tali sono rimasti non essendo mai stato dato loro lo status di lingua che meriterebbero (vedi il catalano). Quindi il dialetto va sempre più perdendosi e sfido chiunque a trovare un solo napoletano o siciliano che parli la propria lingua pura, senza italianismi. Oggi esistono italiani regionali, non più dialetti, a parte rari casi.
    Prova a dire ad un catalano o ad un basco che il castigliano è la lingua del popolo… è ovvio che in Castiglia o in Andalusia tutti parlino perfettamente il castigliano, non esistono dialetti, semmai variazioni regionali.

    Non confondiamo la cultura personale con la diffusione di una lingua… se facessimo una inchiesta su vari campioni della popolazione in Italia e in Spagna penso che otterremmo risultati simili.

  24. raffaele

    e forse last but not least, Mario non ha chiaro che molto spesso con i dialetti abbiamo una moltitudine di termini(a volte italianizzati) che rappresentano un’ulteriore ricchezza e un altro modo di comunicare (vabbè mo mi vado a vedere spagna grecia scusate eh!)

  25. GIORGIA RN

    @ Mario: scommetto che chi sa meglio il latino vince! E qui in Spagna sinceramente lo studiate pochino…. Al corso di paleografia (qui in Spagna, quindi paleografia spagnola) i miei compagni non azzeccavano una parola perchè o erano in latino o in uno spagnolo arcaico che si avvicinava molto di più all’italiano, ed io essendo italiana e sapendo il latino ero avvantaggiata rispetto agli altri.
    Tutte le lingue romanze hanno in comune il latino e studiare la filologia romanza (quindi il passaggio dal latino alle lingue romanze) aiuta un casino a conoscere le differenze fra le nostre lingue e a impararle in fretta. In ogni caso ti assicuro che in OGNI paese il popolo è padrone della propria lingua più di quanto tu possa pensare e alcuni “dialetti” come il siciliano e il sardo, in reltà sono LINGUE romanze tanto quanto il castigliano, il catalano, l’italiano, il rumeno e il ladino.

  26. GIORGIA RN

    perchè non mi pubblica il mio commento st’affare????

  27. GIORGIA RN

    @ Mario: scommetto che chi sa il latino vince il tuo gioco! e qui sinceramente lo studiate pochino…. Inoltre alcuni nostri “dialetti” come il siciliano o il sardo, in realtà sono LINGUE romanze, tanto quanto il castigliano, il catalano, l’italiano, il rumeno e il ladino. Quindi cerchiamo di parlare con cognizione di causa. Inoltre l’unificazione d’Italia e la normalizzazione della lingua italiana non hanno niente a che vedere con la produzione letteraria della nostra lingua. Ricordati che nel nostro paese la cultura è nata molto prima della nazione, non diciamo quindi cazzate per favore.

  28. GIORGIA RN

    e il francese (lingua romanza).
    (mi si sta chiudendo la giugulare, scusate)

  29. Guagua

    @Giangi:
    Ecco! Anche a me succede una cosa simile…conosco della gente inglese che vivono in Spagna e non ci provanno ne anche ad imparare lo spagnolo! Mah… a me piace tanto di più l’italiano dal inglese :P

  30. Mario

    Sì, ormai mi sembra che il latino non si studi per niente. Io sono trentenne e ho fatto due anni di latino al liceo. Comunque, non ho studiato niente filologia e penso che sappia abbastanza bene di che cosa stia parlando. E’ perciò che, alla fine, quello che importa veramente è la curiosità e la voglia di sapere e capire qualsiasi cosa che ti interessi.
    Poi, mi sà che stiamo confondendo quello che qua, e magari ve l’hanno insegnato così, si chiama castellano. Quello sarebbe l’equivalente al toscano. Il dialetto che ha prevalso, ma qui si parla spagnolo. Io vorrei che qua non ci fosse questa “correzione politica” che ha fatto diventare i nostri dialetti lingue riconosciute quando no lo sono. Non so se lo sapete, ma il significato della parola dialetto non è uguale in spagnolo che in italiano.

  31. Avatar of Luca V.
    Luca V.

    Mi interessa sapere cosa significa dialetto in spagnolo.
    In italiano un dialetto è una variante di una lingua principale, ma non sufficientemente diversa da questa da potersi definire un’altra lingua. Per esempio il napoletano è una lingua ma l’abruzzese è un dialetto, perché deriva dal napoletano.
    Non ho ben capito però cosa dicevi del castigliano e della correttezza politica…

  32. GIORGIA RN

    Il catalano (non so se ti riferisci a questo vostro “dialetto”) non è stato elevato “politicamente” al rango di lingua perchè E’ una lingua come le altre lingue romanze citate sopra. Adesso che il castigliano sia la lingua ufficiale della Spagna e di altre nazioni, non significa che sia l’unica lingua che esiste qua e che sia la unica che abbia diritto di esistere. I dialetti sono dialetti e le lingue sono lingue in tutto il mondo (almeno quello accademico, poi se tu hai un’altra teoria non lo so).

  33. Mario

    I dialetti in Spagna sarebbero più o meno la stessa cosa che dice Luca V., solo che, linguisticamente, sono modi diversi di parlare una stessa lingua, compresi gli accenti, qualche parola, ecc. Comunque, è la prima volta che vedo che un italiano definisca così un dialetto, ho sempre sentito dire che sono lingue diverse e che quel dialetto che ha prevalso per unificare l’italiano sia quello toscano. In Spagna è considerato lingua, grazie a questa correttezza politica che mi fa schifo, fino a come si parla nel quartiere più nascosto di una comarca da nessuno conosciuta. Alla fine, le lingue in Spagna sono lo spagnolo, il catalano, il basco (anche se fatta in un laboratorio, da quanto dicono, pochi anni fa) e il gallego. Il valencià, balear e non so se ce ne sono altri sono, legalmente, lingue diverse, ma sono veramente dialetti, cioè, modi diversi di parlare il catalano. Magari io non parlo spagnolo, ma andaluzzo? Poi, ho verificato che, quando si dice che “el mejor castellano se habla en Valladolid” hanno ragione nel senso che sarebbe quello più puro, ma “castellano” veramente, l’antico dialetto, ma non spagnolo come lingua attuale. Usano delle parole antichissime, veramente “castellanas”. Poi sono “laisti”, “leisti” e “loisti” in un modo assurdo. Questo è pura informazione, niente voler polemizzare.

  34. valentina

    W i dialetti!! Non so quanti ne possano esistere in Italia…se 5 kilometri di distanza i vocaboli cambiano come pure la pronuncia di una stessa parola!!Che peccato che le giovani coppie non parlino piu in dialetto con il loro figli, ma in un buffo italiano!! Che lo imparino a scuola!! Si, ma se poi li iscrivono a collegi bilingue, nemmeno l’ italiano imparano bene! Sicuramente tra 50 anni, chi saprà parlare il dialetto, sará considerato un saggio e non più un ignorante!! Io sono felicissima di saperlo e parlarlo!!!Anzi,quasi quasi lo inserisco nel cv come madrelingua!!
    Quastione “inglese spagnolizzato”..Non so se sia meglio tradurre o mantenere la parola inglese, peró pronunciarla male, come facciamo noi italiani!!!?? Chiedetelo ad un inglese! Comunque, tradurre i nomi degli artisti o dei cinesi, eh, no questo, no! Finché si tratta di oggetti, ok, ci può stare, ma le persone!!! Meglio pronunciare male un nome che cambiarlo!

  35. santa

    Ragazzi non ho tempo di approfondire sfortunatamente, ma da buon traduttore vi ricordo che, strettamente parlando, quello che distingue principalmente un dialetto da una lingua è solo la diffusione geografica. Un dialetto è in genere parlato a livello regionale (e non nazionalmente accettato) e deriva da una lingua principale. Il dialetto può avere anche una sua grammatica, un suo vocabolario, ecc…

    È chiaro che se un ipotetico “dialetto” non ha nulla a che vedere con la lingua dominante in una nazione, allora è un’altra lingua, anche se viene parlato solo nei casinò a San Marino (vedasi Euskera, Sardo, che pare non siano neanche derivati dall’Indoeuropeo…).

    Dante ha preso “quello che che più si parlava in giro” e l’ha diffuso in tutta Italia rendendolo una lingua in tutto e per tutto. Ovviamente era un genio, ma l’unico favore che ha fatto all’Italiano è scrivere un’opera talmente bella da raggiungere un livello di capillarità geografica impensabile, facendolo salire al rango di lingua.

  36. santa

    Dimenticavo: credo fermamente che una lingua dev’essere dinamica, adattandosi velocemente ai neologismi e ai forestierismi, rispecchiando come effettivamente parla la gente. La lingua è una delle espressioni di un popolo e di una cultura e non viceversa. Controllare una lingua con istituzioni come la RAE o l’Accademia della Crusca spesso è sinonimo di frenarla.

    Occhio, però, questo non vuol dire che dobbiamo usare meno parole. Se perdiamo l’uso di parole antiche ce ne devono essere di nuove a sostituirle. Insomma, una cosa è adattarsi ai cambiamenti, un’altra ridurre ignorantemente il lessico della popolazione…

  37. saraccia

    @Santa: io invece avevo studiato (con De Mauro) che ciò che differenzia una lingua da un dialetto è solo il numero di gente che lo parla. Fondamentalmente se io e te ci creiamo un insieme di significanti che per noi ha significato, e riusciamo a capirci, quell’insieme è già una lingua.
    Tu fai riferimento alla linguistica geografica, che io ho sempre considerato più imprecise.
    E quella dell’Italiano e del compito di Dante…magari dal lavoro faccio un altro post per esprimere la mia opinione a riguardo.
    Ciao!!!

  38. valentina

    Quello che fanno le accademie non é decidere ció che é giusto o ció che é sbagliato grammaticalmente, ma registra la lingua parlata da un popolo, cercando di normalizzarla affinché le persone si possano capire! Soprattutto quando uno deve imparare una lingua straniera… i dizionari e grammatiche son ben gradite!! Se devi imparare sin dall inizio le varianti, vaya tela!!Che poi, per esempio il castigliano si sia imposto sull argentino … questa é un’altra questione! Ora per esempio, il toscano non é piu considerato italiano, ora é stato spiazzato dal milanese…il toscano é una variante dell’ italiano, perché utilizza dei termini e una pronuncia solo sua!Se una persona dovesse imparare italiano, dove le consigliereste di andare!

  39. Raffaele

    Conosco la lingua spagnola e quindi il modo di interpretare gli altri idiomi da parte dei nostri cugini iberici, secondo me fanno benissimo a proteggere la loro lingua da qualsiasi ingerenza da parte di altre lingue, anche perchè lo spagnolo come lingua madre è seconda e terza come lingua piu parlata, siamo noi italiani che sbagliamo. Gli spagnoli non si osgnerebbero mai di chiamare il Ministero del Lavoro, Welfare come noi, mi sembra assurdo.Chiamare il mouse raton che poi significa ugualmente topo in spagnolo a me piace moltisimo. Molti dimenticano che la nostra lingua è la piu bella del mondo, allora cerchiamo di proteggerla come fanno gli iberici, cominciamo a boicottare le parole inglesi.

  40. Raffaele

    E a proposito della pronuncia spagnola delle parole inglesi, loro no fanno altro che essere coeerenti su quello che ho detto prima, cioè proteggere la lingua, quindi cambiano le parole inglesi in spagnolo e se proprio non le possono cambiare comunque le pronunciano in spagnolo, ad esempio club, lo pronunciano come si scrive.

  41. Avatar of Federica
    Federica

    @ Raffaele
    Sul fatto di proteggere la nostra lingua sono d’accordo anch’io, ma credo anche che se si eredita qualcosa da un altro paese gli si debba lasciare il suo nome originale, x es. la PAELLA mica la chiamiamo in un altro modo, così come la PASTA loro la chiamano pasta, punto. Se l’HAMBURGER come cibo è americano, beh, penso che il suo nome debba restare in americano, e non HAMBURGUESA, tutto qui.
    Credo che noi esageriamo nell’utilizzare troppi termini stranieri, ma loro esagerano nel tradurre tutto…

  42. Raffaele

    Non voglio entrare in polemica con Federica,anche perche vedo che siamo quasi d’accordo, il fatto che chiamino la pasta come in italiano è un caso, perchè spaghetti gia diventa espaguetis, il principio è proprio questo, per proteggere la propria lingua non bisogna accettare i termini stranieri che si possono tradurre benissimo, un esempio? privacy??? privatezza, e cosi via.

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