I monumenti franchisti e l’eterna diatriba

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Valle de los caídos

Se il cadavere di Adolf Hitler non si sa dove sia finito e quello di Benito Mussolini è seppellito in un’umile tomba a Predappio -il piccolo paesello in cui nacque-, quello di Francisco Franco giace nella “Valle de los caídos”, a una cinquantina di chilometri da Madrid. La verità è che il luogo in questione impone!

Una basilica che alberga i resti di 33.872 spagnoli deceduti durante la Guerra Civile. Di fianco, a circa due metri di profondità, una lapide trapezoidale di due tonnellate e mezzo di peso, sotto la quale riposano, non si sa se in pace o no, le spoglie di Franco. Sopra, una montagna e un po’ più in su un’immensa croce di 150 metri circondata da quattro statue “da paura”!

Un vero mausoleo, progettato dallo stesso “caudillo”, la cui costruzione cominciò nel 1941 e terminò nel 1958. Se il mausoleo in questione fu disegnato, teoricamente, per albergare i caduti delle due fazioni, nella pratica, secondo molti, è stato utilizzato per consacrare i valori della dittatura e celebrare la Guerra Civile. Difatti non c’è nessuna placca, in 120 ettari, che commemori i 20.000 repubblicani che lo costruirono. Le associazioni che lottano per il recupero della memoria storica pretendono che si metta fine a questo doloroso spettacolo: le spoglie delle vittime accanto a quelle del criminale! Non vogliono di certo che si abbatta questo luogo, ma almeno che non continui ad essere un monumento religioso-funerario! Propongono di restituire le spoglie del dittatore ai suoi familiari, ma dietro le quinte non tutti sono d’accordo.

La polemica circa l’abbattimento dei simboli del franchismo non è nuova in Spagna, anzi è viva e scottante! Già nel 2005, il 18 marzo per essere precisi, in occasione dello smantellamento della statua equestre di Franco -situata a Madrid, nella Plaza de San Juan de la Cruz-, gli insulti verbali tra quelli a favore e quelli a sfavore del smantellamento non mancarono. Ci fu un gruppo di persone che addirittura cominciò a gridare “Viva Franco!” e a cantare il “Cara al Sol”!

Incredibile, vero? Ma le storie e la storia non finiscono qui! Diciamo che a Madrid, ancora oggi, la presenza di Franco è una realtà: archi di Trionfo o della Vittoria, vie, piazze, monumenti e addirittura collegi che portano il suo nome o quello dei suoi generali e ministri. Che fare con tutto ciò? Da quando è stata approvata la nuova “Ley de Memoria Histórica” (ottobre del 2007- legge che obbliga a cambiare 160 nomi di vie dedicate a Franco e a suoi “generalissimi”) è iniziata una vera caccia al monumento franchista -cosa che ha fatto arrabbiare un po’ Esperanza Aguirre. Alla presidentessa della comunità di Madrid, sembra intollerabile che il presidente del governo Rodriguez Zapatero -assieme alla maggioranza parlamentare- abbia deciso di “imporre la memoria”! Esperanza Aguirre ritiene che la memoria sia qualcosa di “personale e individuale”. Diciamo che secondo lei non bisognerebbe alterare i nomi delle vie giacché ogni persona è libera di attribuirgli il valore simbolico che più gli pare e piace!

Un suo predecessore, il socialista Enrique Tierno Galván, restituì le nomenclature originali a vie come il Paseo de la Castellana (a suo tempo “Avenida del Generalísimo”) o la Gran Vía (invece di “Avenida de José Antonio”). Che bello sarebbe se uno di quei pomposi nomi lo cambiassero per la simpatica espressione “Italianos en Madrid”! Calle de los “Italianos en Madrid”!

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Posted on by valentina in Arte e Architettura, Cultura e Società, Curiosità, Storia