Il cielo blu di Madrid non ha prezzo

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Aereo Madrid Milano Madrid

{Santa: la famiglia cresce ancora! Oggi vi presento un’altra preziosa collaboratrice che abbiamo conosciuto in una delle tante notti di Madrid… Il suo vero nome è Sara, ma si fa chiamare Elan. Se andate al Sideral una qualche sera la troverete dietro il bancone.}

Questo week end sono stata in Italia, nella mia Milano, per la trimestrale e dovuta visita ai genitori: dopo più di 2 anni abituata alla trasferta di routine ancora non smette di sorprendermi l’effetto contraddittorio che sempre suscita in me tornare in patria.

Dare orgogliosamente il codice NIE al check-in a Barajas anziché la carta d’identità è già è abbastanza significativo.. quasi a voler dire “sì, ho cognome italiano, e vado in Italia, ma io sono dei vostri!”.

Poi atterrare e rendermi conto del fastidio provocato dal sentir parlare tanto Italiano (non per mancanza d’amor nazionale e per la nostra incredibile lingua bensì perché dopo tanto tempo abituata a sentir parlare prevalentemente Spagnolo la cadenza dell’Italiano -per lo meno parlando di Milano- suona sempre di più come sentir parlare tanti sguaiati Marco Ranzani…)

Senza parlare della stranezza che ora mi fa il grigiore tipico del cielo milanese che prima era invece la regola quotidiana (cosa che per noi italiani a Madrid ormai è normale ma di fatto tutti i miei amici che vengono a trovarmi mi dicono allucinati sempre la stessa cosa: “ciò che più ricordo di Madrid è l’incredibile azzurro elettrico del cielo!”).

Ma alla fine “Milàn l’è semper Milàn”, e nonostante i suoi difetti sorrido sempre all’idea di essere di nuovo lì per un paio di giorni, e tra lavori di costruzione di nuove linee metro e i soliti commenti su quello che succede in politica, solo i cartelloni pubblicitari mi sembrano di volta in volta differenti.

Eppure… per quanto nulla cambi e per quanto (anche se a volte molto in fondo) io mi senta sempre a mio agio come se non me ne fossi mai andata, contemporaneamente ogni volta sento di appartenere sempre meno a quelle strade, quei palazzi e quelle voci che prima erano così ovvi. È contraddittorio e non so voi, ma questo è ciò che mi capita di provare, e si acuisce ancora di più al momento del ritorno.

Perché -scendere dall’aereo e respirare quel blu cobalto che ormai si è sostituito nella tua mente all’idea di cielo che avevi prima, con la felice consapevolezza che è questo ora il tuo cielo -sedere nel metro con accanto qualche italiano in vacanza arrivato con te e mentre li ascolti senza volere (a volte è vero gli italiani gridano) pensare che ormai ti senti più madrileño che milanese nei modi, e, con nella valigia il tuo immancabile pacchetto di spaghetti originali italiani insistentemente dato dalla mamma, scendere alla tua fermata contenta di essere tornata in quella che ormai senti come ”casa dolce casa”, non ha prezzo.

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Posted on by elan in Italia, Pensieri, Turismo