
Questa notizia mi è stata segnalata da un nostro lettore e non posso non parlarvene (grazie Andrea!). Da un articolo del “El Pais” si evince che l’Unione Europea ha approvato la proposta avanzata dalla Slovenia di aumentare le ore settimanali di lavoro. Ogni stato membro potrà quindi modificare la propria legislazione per aumentare le ore di lavoro fino a 60 settimanali nei casi generali e fino a 65 per lavori di un certo tipo, come quello del medico.
I paesi membri dell’Unione Europea, ovviamente sono divisi tra quelli che reclamano una maggiore flessibilità lavorativa, che sarebbero capeggiati da Inghilterra e Germania, e quelli che vogliono chiudere anche con quelle eccezioni che consento di lavorare più di 48 ore, questi, ovviamente, sono capeggiati dalla Spagna. Il ministro del lavoro Corbacho ha dichiarato che una manovra del genere sarebbe un regresso sociale. La direttiva che potrebbe essere approvata dal Parlamento Europeo sarebbe plasmata sul modello britannico, che dal 1993 prevede che impresario e lavoratore contrattino “liberamente” le ore di lavoro.
La posizione della Spagna mi rende ancora una volta fiero di averla scelta come patria adottiva. L’iniziativa di aumentare le ore di lavoro era bloccata da 3 anni a causa dell’opposizione di paesi come Francia, Italia e Spagna. Poi quel pupazzo di Sarkozy si è fatto comprare dall’Inghilterra scendendo a patti con il premier britannico Gordon Brown, patti che prevedono l’appoggio dell’Inghilterra a una riforma sulle agenzie di lavoro temporaneo e il conseguente appoggio della Francia a questa riforma. Naturalmente l’Italia con il caro Silvio non ha neanche dovuto essere comprata, è infatti stata la prima ad abbandonare l’opposizione e ad appoggiare un riforma che cancellerebbe in un colpo anni di storia, di lotta e memoria, sputando su uno dei diritti fondamentali dei lavoratori.
La Spagna, invece, a testa alta, mantiene la sua posizione e continua a considerare la proposta una regressione sociale.
La direttiva denominata del Free Choice, prevedrebbe la possibilità di scegliere in accordo con l’impresario, le proprie ore di lavoro settimanali fino a un massimo di 60 ore o 65 nei casi dei lavoratori “speciali”, come i medici appunto. Inoltre questa direttiva vuole cambiare il lavoro del medico in modo radicale, infatti propone di non considerare come orario di lavoro il tempo di guardia inattivo dei medici. Questi, tramite la Confederación Estatal de Sindicatos Médicos hanno minacciato uno sciopero a livello europeo se la legge dovesse passare al Parlamento Europeo.
Io non ho parole. In questo modo il datore avrebbe una forza impressionante sui contratti con i lavoratori, il contrattare “liberamente” il proprio orario di lavoro è un insulto all’intelligenza e alla dignità dei lavoratori di tutto il mondo.




Cari amici leggetevi questo articolo :
Morire di troppo lavoro ovvero karoshi
Un tempo la formula di suicidio più diffusa in giappone era il seppuku, agli occidentali più noto come harakiri; oggi questo rito antico cede lo scettro al karoshi, che letteralmente significa “morte da troppo lavoro”. In Giappone aumenta il numero di persone che si tolgono la vita perché stressate dai ritmi lavorativi eccessivi.
Misako Hida, giornalista freelance giapponese, ha raccontato al mondo la storia di Yuji Uendan, un ragazzo di 23 anni che in una giornata di marzo del 1999 si è tolto la vita lasciando impressa sulla lavagnetta dove segnava gli appuntamenti una sola frase “tutto il tempo che ho investito nel lavoro è stato tempo sprecato”. L’articolo, intitolato “The Land of Karoshi”, ha vinto il premio giornalistico “Media for Labour Rights”, istituito dal Centro internazionale di formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che ha sede a Torino.
“Uendan aveva lavorato per quasi 16 mesi come ispettore di apparecchiature per la produzione di semiconduttori, in una stanza asettica con una luce soffusa giallastra nella fabbrica della Nikon a Kumagaya, vestito dalla testa ai piedi con una divisa bianca sterile”, si legge nell’articolo della Hida.
“Uendan faceva turni di giorno e di notte di 11 ore a rotazione, con straordinari e viaggi extra che gli facevano raggiungere le 250 ore al mese. Nel suo ultimo periodo di lavoro all’interno della fabbrica era arrivato a 15 ore consecutive senza un giorno libero. Soffriva di mal di stomaco, insonnia, intorpidimento delle estremità. In poco tempo era dimagrito di 13 chili”, racconta la giornalista giapponese.
Il primo caso di karoshi è stato riportato nel 1969 con la morte d’infarto di un uomo di 29 anni che lavorava nel reparto spedizioni del più grande quotidiano giapponese. Ma negli anni questo particolare fenomeno ha avuto una triste evoluzione: dalla morte causata da stress lavorativo si è passati al suicidio, cioè alla volontà di togliersi la vita schiacciati dalla pressione.
Oggi in giappone si contano 5000 Karoshi all’anno. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il Giappone detiene il primato di dipendenti che superano le 50 ore a settimana (28,1 per cento), mentre nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea la cifra non va oltre il 10 per cento (in Italia siamo al 4,2 per cento).
SCANADLOSO!!!… Staimo sicuramente andando in una fase di regressione socisle.. Politici?? li chiamerei solo… Pagliacci corrotti. Stiamo diventando sempre più “schiavi moderni” (rubando la definizione a Beppe Grillo che ne ha fatto pure un libro). SPAGNA ARIVOOOOO!!!
A parte che sì, sarebbe non solo una regressione e involuzione bensí un vero e proprio scempio a livello siociale.
Che poi ovviamente a chi intaccherebbe tutto ció? Ai poveri cristi che sgobbano come asini, non di certo ai politici che approvano la proposta.
E i medici.. vogliamo parlare dei medici? a parte che le ore di guardia sono ore di lavoro in cui se ce ne fosse bisogno loro ci sarebbero (allora annulliamo come ore di lavoro le ore di pattuglia della polizia, le ore a fare nulla dei guardiani di notte, ma voglio dire??) e poi si si alziamogli le ore.. che se non mi trovo una garza nello stomaco ora me la troveró quando saranno ancora piú stanchi ed incacchiati!
Ma, ragazzi, avete visto? Voi vi lamenterete dell’Italia, ma qua?? Degli stipendi che fanno cagare, orari assurdi, pensando sempre a risparmiare, impossibilità reale di vivere da solo se non sei un laureato ed hai avuto fortuna cercando lavoro; libero mercato di affitti con la conseguente pazzia di prezzi… Io me ne vado, raggà, me ne vado in America, penso, a cercare un pò di esperienze, ma adesso che sono trentenne va bene vivere così, ma tutta la vita e sempre peggio??
A proposito di lavoro; vi invio questo link,relativo ad un provvedimento concernente il lavoro.non so dove andremo a finire.siamo nella pupù fino al collo,e niente e nessuno tutela ormai i lavoratori.L’unica regola,è che non ci sono regole.Che vergogna!
http://lavoro.economia.alice.it/racconti/deregolamentazione_lavoro.html
Se continuiamo cosi, prossimamente su questi schermi troverete: http://www.italianiaffanculo.it
lo compriamo sto dominio?
@Santa: mica male come sito!Parole “Sante”
; mi chiedo dove andremo a finire ragazzi.Siamo solo carne da macello,alla mercè di tutti; non mi stupisco se poi tanti ragazzi smettono di cercare lavoro.E’ a dir poco deprimente!
Una domanda…in quanti hanno cliccato sul link di Santa?
…. io non ho resistito
io è già la terza volta che ci clicco non riesco a smettere…
ahahahah!!! ho cliccato anch’io!!
Menomale che ho controllato che non esistesse il dominio prima di inserire il link
E cmq,ce ne sarebbero di cose da scrivere,se il sito fosse attivo
io accetterò le 65 ore se mi faranno contrattare liberamente settimane da 14 giorni…
anche io ho cliccato, non ce l’ho fatta a trattenermi…cmq accetterei volentieri le sett da 65-70-75 ore…stravaccato in spiaggia xò!
Innanzitutto mi complimento con Luca per l’articolo molto interessante!
Vorrei lanciare un segnale di speranza (anche se so che in questo periodo storico in Europa è in via di estinzione..).
Le direttive europee, a differenza dei regolamenti, non sono direttamente applicabili negli Stati membri ma necessitano di una legge di applicazione. Sebbene sia vero che gli Stati dell’Unione Europea debbano adeguarsi alle direttive, succede spesso che le stesse non vengano attuate. E a questo punto vi chiederete… non si possono obbligare gli Stati membri? In realtà no, ci sono solo delle sanzioni pecuniarie.
Tutto questo premesso, se uno Stato è realmente contrario alla direttiva, non è obbligato ad attuarla!!!! Certo dovrà pagare una sanzione ma sono più importanti i diritti dei soldi!! (Questo ovviamente in un mondo ideale o in Spagna..).
Dal momento che vivo a Milano, però, so che questo in Italia non accadrà. Del resto, lo Stato italiano è ben disposto a spendere ogni giorno 300.000 Euro di ammenda all’UE, perchè Rete 4 non è su satellite… Ma questa è un’altra storia… I diritti dei lavoratori per il Silvio sono sicuramente meno importanti di Rete 4!!
Non posso assolutamente essere d’accordo con una proposta di legge che (seppur a livello, appunto proposizinale, europeo) ci riposrta quasi per assurdo ai livelli della Rivoluzione Industriale, ma la domanda che m’assilla è…perchè un’altra perosna come me in un altro paese all’altro capo del mondo sta facendo orari ben peggiorin e io no? Ovvero. Stiamo subenod una crisi economica che, ben lungi che d’arrivare dai famosi UNITED STATES OF AMERICA (?!?!),
Nono sono d’accordo. Va bene. Perchè la nosta economia è in crisi? Per gli Stati Uniti (USA) delle Americhe? Stanno peggio di noi… Forse questa è un tentativo di risposta alllo stallo d’una economia europea che sempre più sta affondando e che sempre più è messa in concorrenza diretta con un’economia aggressivamente rampante come è quella orientale (senza nomi). Poi non è che le 65 ore vogliono dire che tutti aumenteremo il nostro lavoro di più del 50% (?!?!), vuol dire che forse i sindacati, alla buon’ora, potrebbero venire alla fine a difendere i nostri diritti, come fecero in tempi ben più meritevoli di storia, e agevolare una legge, difendendone i lati deboli per PROGREDIRE! E chi sta scrivendo, a scanso di facili demagogie, è talmente a sinistra che quasi finisce fuori strada…
Anche se fa piacere un ritorno dei giovani italiani a interessarsi di polica, ed economia come consegeunza più che diretta…non sono 65 ore belle e fatte. Sono la risposta a un’economia rampante che non sappiamo FRENARE (Estremo Oriente) e che dobbiamo in qualche modo ARGINARE per salvare la nostra forza lavoro. Quindi, più che gridare allo scandalo (non stiamo tornando alle ore obbligatorie della Rivoluzione Industriale), dovremmo forse richiamare i nostri Sindacati Nazionali (CGIL, CISL e UIL) a essere un po’ più difensori dei lavoratori (come fecero in tempi non lontani ma leggendari…) e non tanto legati a una strana demagogia sinonimo di potere… E chi vuol capire capisca, del resto chi scrive è talmente regressivamente a sinistra che quasi va fuori strada…
(chiedo scusa, per chi dovesse leggere, per le ripetizioni di concetti, sono solo dovute al fatto che non riuscivo, vista la mia mancanza col mezzo tecnologico, a pubblicare un primo commento, da qui nascono alcune ripetizioni che comunque rispecchiano un punto di vista credo sostanzialmente univoco.)
@Francesco dimmi quali commenti vuoi che ti cancelli e ci penso io
nessuno fondamentalmente. alla fine dicono più o meno la stessa cosa. ero solo preoccupato della ripetività santa… ma a quest’ora poco importa in questo senso… o no.
Come vuoi, comunque dai non si ripetono neanche più di tanto
Ciao a tutti,
a mio parere il problema non solo tanto le 60-65 ore settimanali, quanto i rapporti datore di lavoro-impiegato ed i sindacati. Mi spiego.
Questa direttiva è stata fortemente voluta dalla Gran Bretagna, paese dove ho vissuto per 14 anni, dove i diritti del lavoratore non sono quasi mai usurpati e dove già si lavorano più ore che negli altri paesi dell’unione. Che succederà oltremanica con questa direttiva? Beh che i lavoratori avranno il diritto di scegliere che tipo di contratto vogliono e non riceveranno alcuna pressione per lavorare 60 ore. Purtroppo nell’Europa del sud i cambiamenti saranno molto più negativi. Ci diranno: o 60 ore o ve ne andate. E noi ci attaccheremo perchè non avremo un’alternativa. In tutto questo i sindacati non muoveranno un dito a parte alzare un polverone mediatico. Questo perchè non rappresentativi della forza lavoro (in altre parole venduti). Si potrebbe ovviare cambiando le leggi sindacali e anche qui l’esempio Inglese e quantomeno interessante. Elezioni periodiche dei rappresentanti sindacali locali (che a questo punto hanno tutto l’interesse ad aiutare) che comunque non smettono mai di lavorare e quindi sono a contatto quotidianamente con i colleghi. Votazioni prima di scioperi o altre iniziative sindacali che raggiungono l’obbiettivo di dare il potere alla base e toglierlo all’elite.
Per riassumere dico che le circostanze della vita possono portare un lavoratore a voler scegliere di lavorare 60-65 ore, ma il fare in modo che questo resti un diritto e non si trasformi mai in dovere deve essere la priorità dei governi.
Scusate se sono stato lungo…