L’Italia vista dai media spagnoli

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L’Italia vista dai media spagnoli

{Santa: altro autore, altro articolo, signori e signore!!! Oggi vi presento Marcello, un nuovo arrivato tra le nostre schiere. Se controllate nel nuovo riquadro delle “facce dal blog” sulla destra, vedrete prima o poi comparire anche il suo bel faccione. Grazie!}

Aprendo i giornali spagnoli di qualche giorno fa, non poteva che saltare all’occhio un sentimento anti-italiano poco giustificato dagli avvenimenti sportivi di questi giorni. Piuttosto, pare che queste prime pagine di oggi seguano il filone ormai noto di molta prensa spagnola sul Bel Paese: l’Italia è un Paese in declino, corrotto e senza futuro.

Ieri sera ho deciso così di avventurarmi al Consolato Italiano a Madrid (è a Nuevos Ministerios, non so voi, ma a me mette sempre un po’ di timore reverenziale varcare queste soglie istituzionali fuori dall’Italia. E fa molto strano sentire parlare italiano ed essere attorniati da Carabinieri) e ascoltare che cosa il Comites (Comitato Italiani nel Mondo, Sezione Spagna) proponeva. Cioè un imperdibile incontro dal titolo “L’Italia vista dai media spagnoli”.

Ecco, sono d’accordo con non-ricordo-chi scriveva [sul MeetUp di Beppe Grillo] sull’inutilità di un incontro del genere fatto senza un giornalista (sic). Ma, penso io, forse li hanno invitati e non sono voluti venire. Figuratevi: voi entrereste all’ambasciata di un altro Paese a farvi sbranare con un tema del genere? Io no. Visto l’astio degli ultimi mesi (e mia mamma che dall’Italia mi dice “Ma perché Zapatero non se ne sta zitto! Facciamo le cose bene anche noi, mica è bravo solo lui a fare tutto!”), l’incontro di questa sera non poteva non essere entusiasmante. Ecco, in sintesi, i punti centrali. Paolo Vasile, l’uomo del Berlusca in Spagna (se non lo conoscete, è l’Amministratore Delegato di Tele5), ci teneva a mostrare le copie di AS e Marca di oggi e chiedeva: “Ma possibile che queste cose le pubblichi la italianissima RCS?”. Intanto, l’italo-spagnolo Enric Juliana ci teneva a sottolineare – credo correttamente – che il problema di fondo, per cui in Spagna oggi si parla tanto male dell’Italia – è che per gli Spagnoli non c’è distinzione alcuna fra classe politica e “popolazione”. Mentre per noi italiani…. beh, qualche differenza forse l’avrete notata, no?! Ecco.

Quello che gli Spagnoli vedono dell’Italia è il teatrino della nostra politica e del nostro Parlamento (in cui si tagliano mortadelle, ci si lanciano oggetti, si dorme, si spinge sul bottone di voto del compagno di banco distratto…). E fanno, come si suol dire, di tutta un’erba un fascio. Del resto, si è detto questa sera, la Spagna è come il fratellino più piccolo che improvvisamente è diventato più figo di quello maggiore. E, per come è fatta la cultura spagnola, essere “meglio di” non basta, ma “essere al posto di” invece rende molto felici. In più si aggiunga che la politica di Zapatero gioca amabilmente con questo “grande sorpasso” e che tutti i media, schierati o no, gli stanno dietro. Perché è un tema che vende. Vedremo come butterà nei prossimi 2-3 anni: anche qui dopo la Grande Corsa, le cose iniziano a prendere una piega diversa.

Ovviamente, sento già mia mamma che al telefono mi dice “Senti, ma dopo che Zapatero ha detto che l’Italia non va per questo e quell’altro motivo, adesso vedi che succede che pure lì le cose vanno male! Quello lì deve stare zitto… ecc… ecc…”. Chiudiamo dicendo che il nostro approccio italico di auto-ironia con gli spagnoli certo non aiuta. A noi sembra di ironizzare, mentre loro ci prendono terribilmente sul serio e spesso non capiscono come possiamo “essere” tanto idioti dal dire o fare certe cose. Continuerò a seguire questo appassionante tema, prima pagina dopo prima pagina.

Non posso certo dire che le cose in Italia vadano alla grande. Tutt’altro. Ho almeno 1.000 motivi per pensare che vadano da schifo. Ma allo stesso tempo credo che il nostro approccio auto-ironico aggravi solo le cose. E così, mentre qui uno Zapatero fa un commento tagliente, là esce un pezzo sui quoitidiani in cui ci si ride sopra. E così via. Il che, certo, non aiuta la nostra immagine nel mondo. Ma, mi chiedo, è mai importato (per davvero, dico) agli Italiani della propria immagine all’estero?

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Posted on by marcello in Cultura e Società, Italia, Politica