Da Madrid al cielo… le torri di Madrid

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Madrid è una grande metropoli, ma conserva ancora in molte sue zone un aspetto di paesone, soprattutto in centro, ma anche in quartieri più perferici come ad esempio Tetuán. A parte sporadici episodi di verticalità (Plaza de España, il complesso AZCA, la Torre de Valencia, le Torres KIO), questa città, architettonicamente, è rimasta in gran parte a misura d’uomo, sviluppandosi in orizzontale piuttosto che in verticale, mangiando terra gialla e polverosa di periferia per farsi spazio, raramente soverchiando i suoi tipici quattro o cinque piani. Ma le cose sembrano destinate a cambiare: è iniziata l’era dei grattacieli madrileni…

Un adagio locale recita “de Madrid al cielo…” ed oggi a questa espressione un po’ sibillina, che si riferisce agli stati d’animo che questa città è capace di ispirare, pare si voglia dare una connotazione più concreta, fatta di cemento. Madrid è decisa a voler toccare il cielo con un dito, anzi con quattro.

Mi riferisco ai quattro altissimi grattacieli che si stanno costruendo a nord della città, sul limitare del Paseo de la Castellana, l’arteria che attraversa tutta Madrid da nord a sud. Senza slanci di fantasia e con una passione tutta spagnola per gli acronimi, sono state chiamate CTBA, ovvero Cuatro Torres Buisness Area. La loro posizione decentrata fa sì che non tutti si rendano conto della loro presenza. Eppure uscendo dalla città o arrivando in aereo, ci si accorge che questi colossi di vetro e calcestruzzo in realtà sono visibili da qualsiasi punto, dominando incontrastate lo skyline madrileño.

Quando vidi per la prima volta le Cuatro Torres rimasi un po’ perplesso. Il mio pensiero andò subito a certi paesi orientali in via di industrializzazione – Cina, Malesia, Corea – che hanno bisogno di grossi simboli fallici per esorcizzare il proprio senso di inferiorità rispetto ad economie più affermate. Non so se la capitale della Spagna abbia bisogno di questo tipo di conferme, vero è però che Madrid è da sempre in competizione con Barcellona, città sicuramente più avangardista e meno conservatrice, dove pure, dalla sua rinascita post-olimpica del ’92, sono iniziati a spuntare i grattacieli, come la Torre Agbar, un consolador uguale uguale ad un altro da poco eretto a Londra.

Noi italiani abbiamo sempre visto con diffidenza i grattacieli e la tendenza generale nel nostro paese è di non “violentare” i nostri preziosi centri storici con edifici troppo arditi. Una scusa, credo io, visto che non li costruiamo nemmeno in perferia. Disgraziatamente, l’Italia è da qualche secolo che non brilla e non osa più nel campo dell’architettura. Qui in Spagna invece ci si permette il lusso di osare. Per questo oggi penso che l’idea di quattro super-grattacieli a Madrid non sia poi così malvagia. È un tocco moderno che non guasta poiché, defilate come sono, non fanno altro che spostare un po’ l’attenzione verso un nuovo polo economico più periferico, una city madrilena per così dire, quella che una volta era la zona della Gran Vía e di Calle Alcalá.

E poi esteticamente non sono male. Una di loro, la Torre Cajamadrid è stata progettata nientemeno che dal grande architetto inglese Norman Foster, anche se è quella che a me personalmente piace meno. Io sono indeciso tra la Torre de Cristal e la Torre Espacio. Le due più alte, la Torre Cajamadrid e la Torre de Cristal misureranno 250 metri, la Torre Sacyr Vallehermoso 236 e la Torre Espacio 223 metri. Quando saranno ultimate, tra quest’anno e il prossimo, saranno gli edifici più alti di Spagna. E allora Madrid potrà dire veramente di aver toccato il cielo.

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Posted on by Luca V. in Arte e Architettura, Varie