Madrid a 70 decibel

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 1)
Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 5)

Armadio zollo nella nuova stanzaE quindi uscimmo a riveder le stelle…Mi sono da poco trasferito in una stanza più grande e, finalmente, exterior. Ho abbandonato il mio vecchio e odiato forno interior e ho portato la mia vita nell’appartamento di fronte, quello dei miei amici.

Appena arrivato, la prima notte, guardando Gran Via dal mio balconcino a pian terreno, ho pensato alle parole di Dante e ho sporto il collo per vedere le stelle. Ma vedere le stelle da Gran Via è impossibile, “troppe luci artificiali” direbbe Santa, mentre io cercherei una lucciola per affibbiarle il ruolo di stella.

Ma ahimè, siamo in città e insetti ce ne sono pochi, e mi trovo ancora una volta costretto a ripiegare sulle lucciole metropolitane, che non brillano forse di luce propria, ma come una luce nella notte attraggono gli sguardi di chi le incrocia.

Queste affaccendate lucciole che entrano ed escono dal night club sotto casa mia, sono le mie stelle e il grigio dell’asfalto è il manto della notte nel quale si muovono. Alcune più luminose, altre meno vanno e vengono e, certe notti, quando mi affaccio dal mio balconcino mi sembra di trovarmi di fronte alla via lattea.

La vista. Il mio senso, quello handicappato, quello che ha bisogno di due vetrini da 300 euro per percepire immagini definite, adesso è decisamente più allettato rispetto a prima. Lo scorcio di Gran Via e la mia via Lattea non hanno nulla a che fare con quel patio di 2 metri quadrati sul quale si affacciava la mia abbandonata stanza.

L’olfatto. L’olfatto non può certo lamentarsi, l’odore della città, l’aria fresca della notte, sensazioni dimenticate, cancellate da un’aria viziata che sa di fritto, soffritto e aglio. Sebbene l’aria di Madrid non sia paragonabile all’aria buona di montagna o di mare, per me, in questo momento ha lo stesso sapore.

L’udito. Ma poi c’è l’udito.”Appena pronunci il suo nome, scompare” recitava un famoso indovinello. Indovinello che nessun madrileño potrebbe indovinare, infatti, in città, il silenzio non esiste. Se pronunci la parola “silenzio” altro non fai che aumentare il volume del rumore con il quale la città ci fa sapere che è sveglia e che è viva.

Ecco il tasto dolente, ecco l’altra faccia delle medaglia. Clacson, strumenti musicali a scoppio, motori bollenti, tubi di scappamento. Lavori in corso, martelli pneumatici, camion della spazzatura, muletti, urla, traffico incontrollato, gente maleducata e cinesi che sputano.

La mattina, la strada entra in casa e non bussa, non suona il campanello, supera i vetri delle finestre ed irrompe infrangendo sonni, sogni, tranquillità e facendo girare i coglioni a chi, come me, vorrebbe iniziare la giornata in modo sereno e rilassato.

La notizia è che già da due anni l’ayuntamiento di Madrid si sta mobilitando per rimediare a questa piaga che affligge la città. L’anno passato, infatti, 480.000 (480.001 da settimana scorsa) persone su 3.205.334 erano quotidianamente esposti a un livello di rumore superiore ai 65 decibel, che sarebbe il massimo previsto dalla legislazione dell’Unione Europea e raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Salute.

La maggior parte di questi poveri cittadini afflitti dal rumore di Madrid è ovviamente distribuita per i quartieri centrali della città, in Chamberí, Salamanca, Retiro e Centro, infatti, gli abitanti sono costretti a sopportare rumori superiori ai 70 decibel. La caratteristica che accomuna tutte le zone è che il rumore raggiunge il livello massimo tra le 9 e le 10 di mattina. Il comune di Madrid stava aspettando che fosse compilata “la mappa del rumore” così da sapere dove e quali provvedimenti prendere. Oggi questa mappa è stata consegnata, questo è il primo passo verso l’applicazione di alcune misure che dovrebbero limitare i rumori portandoli ad un livello inferiore e consentito.

So che questo non impedirà ai Fernando Alonso che solcano la mia via lattea di disturbarmi, ma perlomeno so che il comune sta facendo qualcosa per risolvere il problema mio e di circa mezzo milione di persone.

 

PS: La foto rappresenta la scritta commemorativa del mio cambio di stanza appena dipinta sul mio nuovo e grande armadio. “Per aspera ad astra” (attraverso le asperità fino alle stelle) Seneca Hercules furens atto II v. 437.

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 5)
Posted on by zollo in Curiosità, Madrid, Strade, Varie