San Fermín secondo Roberto

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 1)
Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 5)

Encierro San Fermin Pamplona

Tutto è cominciato davanti alle solite birre appoggiati al bancone di un bar di Madrid, i nostri colleghi non trovavano il modo di descriverci una festa come quella, però le loro espressioni ci avevano già esaltato e convinto: si va a Pamplona! Tornati a casa, al prezzo di 49 euro a/r, compriamo i biglietti per l’autobus, i biglietti per la pazzia totale, i biglietti per un’avventura e una festa che io e Sandro non dimenticheremo facilmente, i biglietti per vivere San Fermín!

Con un cospicuo ritardo e armati di quel che resta delle nostre bottiglie, arriviamo alla stazione degli autobus di Pamplona, ancora ignari del fatto che sarebbe diventata il nostro “albergo”. Prima cosa da fare, vestirci come vuole la festa: pantaloni e maglia bianchi, fazzoletto e fascia rossi legati rispettivamente al collo e alla cinta. Si va verso il centro storico invaso da migliaia di festosi ubriachi vestiti da “pizzaioli” e tutti con un unico pensiero nella testa: festeggiare.  Risparmio i dettagli sulla nottata che hanno potuto passare un romano e un palermitano per le strade invase dall’alcol e dalla follia totale di migliaia di persone (Pamplona ha 190 mila abitanti che nella settimana dal 6 al 14 luglio diventano più di 1 milione e mezzo… tutte li per far festa). In questi otto giorni i festeggiamenti non si fermano mai, alle otto di mattina si può ancora o di nuovo brindare con chiunque per le strade, anche perché a San Fermin non si dorme, si sviene! E comunque dormire è un inconveniente perché quello che si dorme non si vive, oltre ad essere scomodo se lo si fa sul pavimento di marmo di una stazione continuamente svegliati e molestati da simpatici ubriaconi e ripetutamente scacciati dai vigilanti.

San Fermin Pamplona

Il secondo giorno è cominciato sotto una pioggia incessante che continuava ad annacquare i nostri cocktail e ad allargare le infinite macchie sui nostri non più bianchi vestiti. Ovviamente ce ne freghiamo e ci dirigiamo al centro dove decidiamo di seguire una banda musicale insieme ad un’orda di pazzi, cantando a squarciagola la colonna sonora del nostro fine settimana: “Alcool, alcool… alcol, alcol, alcol; hemos venidos a emborracharnos, el resultado nos da igual!”. Nel frattempo ci venivano allegramente lanciate secchiate di vino dalle finestre e bicchierate degli alcolici più disparati dalla folla nella quale eravamo immersi.

La giornata è continuata in questo stile, bevendo, brindando e conoscendo chiunque nel delirio e la felicità più complete, con le quali siamo addirittura riusciti ad animare un concerto punk pogando come pazzi e coinvolgendo i malcapitati presenti. Fortunatamente non siamo andati all’encierro, fondamentalmente perché è alle otto di mattina, ma soprattutto perché non ti lasciano correre da ubriaco.

Infinitamente più sporchi di quando siamo arrivati, ce ne andiamo felici e spossati, ma ricchi di emozioni, risate e numeri di persone sorridenti che pensavano solo a divertirsi in una delle feste più famose ed intense del mondo.

Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín”

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 5)
Posted on by roberto in Cultura e Società, Curiosità, Eventi e Concerti, Varie