Italiani a Madrid

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Madrid è il Player, l’AVI e l’MP3 della nostra vita, noi, spettatori del nostro stesso spettacolo, aggiungiamo soltanto una voce, una voce fuori campo, una voce in Italiano.

San Fermin secondo Sandro

15 luglio 2008, scritto da sandro

San Fermin Pamplona

Eh si, care lettici e lettori. Uno dei vantaggi di Madrid è che trovandosi al centro della Spagna permette di raggiungere praticamente ogni angolo della penisola Iberica con un viaggio di durata accettabile.  Giovedì io e quel pazzo di Bancomat (Roberto), parlando con un nostro collega di questo famoso San Fermin celebrato a Pamplona, abbiamo deciso di acquistare i biglietti del bus. In qualità di inviati per I.A.M. ovviamente. Posso giurarvi che ne è proprio valsa la pena…

Innanzitutto vorrei spiegarvi i perché di questo articolo doppio: essendo vaghi e a spezzoni i ricordi di questa incredibile festa abbiamo deciso di scrivere “il San Fermin Secondo Cavallo” ovvero le righe che state leggendo e “il San Fermin secondo Bancomat”, quello del buon Roberto (il nostro inviato per gli Europei). San Fermin è uno degli eventi più popolari della cultura spagnola e si celebra a Pamplona. Il momento più importante è l’encierro, l’atto di chiusura dei 6 tori nella Plaza de Toros. L’encierro anticamente obbligava la gente del posto a creare una sorta di percorso costituito da 7 tramos (parti del perecorso) tra il Corralillo del gas e la Plaza de Toros. La peculiarità di questo evento, francesi e guiris incornati a parte, sta nella tradizione seguita da coraggiosi e ubriachi (generalmente i sopracitati guiris) che scappano dai tori lungo uno dei tramos.

Per prendere parte (attivamente) all’encierro basta presentarsi tra le 07.00 e le 07.30 dal 7 al 14 di luglio in Plaza del Mercado o in Plaza del Ayuntamiento a Pamplona. Se siete così folli o coraggiosi (a seconda del punto di vista) da partecipare ecco un paio di dritte consigliate da tutti gli spagnoli che hanno saputo della nostra spedizione al San Fermin di Pamplona:

  • Se disgraziatamente vi trovate a terra, restateci! Eviterete di essere incornati.
  • Se volete togliervi dai piedi una volta cascati, rorolate.
  • Sempre nel disgraziato caso in cui vi trovate faccia aterra, contate i sei tori per essere certi che siano passati tutti.

Nonostante le antiche nonché sacre radici di questo evento, io e Roberto siamo andati al San Fermin “anche” perché è una delle feste più famose del mondo, dove l’alcol regna sovrano e ci si ritrova letteralmente immersi in un fiume di gente festeggiante  a ogni angolo di strada. Per raggiungere Pamplona da Madrid abbiamo optato per la soluzione più economica e meno pericolosa: l’autobus. Con ALSA, il biglietto Madrid – Pamplona andata e ritorno ci è costato solo 49.32 € e teoricamente 5 ore di viaggio; dico teoricamente perché siamo rimasti bloccati per due ore in autostrada a causa del traffico.

Dopo “solo” 7 ore di bus e due litronas come aperitivo, arriviamo finalmente alla stazione degli autobus di Pamplona; stazione che conosciamo benissimo dato che è stata la nostra “suite” per tre giorni e due notti. Arrivati è già delirio, tutti indossano il tipico costume bianco (solo al momento dell’acquisto) adorno di fazzoletto e cintura rossi; decidiamo di procurarcene uno anche noi per la modica cifra di 27 € da uno dei tanti negozietti aperti fino a tarda sera (maglietta, pantaloni, fazzoletto da mettere al collo, e cintura). A quel punto eravamo ufficialmente pronti per iniziare.

Chiediamo subito a delle gentili donzelle dove fosse l’epicentro della festa che ci consigliano il casco antiguo (la zona vecchia di Pamplona). Raggiunto i posto ci rendiamo immediatamente conto che tutte le leggende su questa incredibile festa non erano affatto leggende. Estratta la nostra bottiglia di Brugal previamente acquistata a Madrid e accompagnata dalla sua fedele compagna Coca Cola, cominciamo ad entrare nello spirito della festa. Le strade erano gremite di gente accorsa da tutto il mondo che entrava e usciva dai tanti bar munita di minis (bicchiere da 1 lt) naturalmente pieni d’alcol.

Finita la bottiglia di Brugal decidiamo di comprarne una di Bombay (18 €) da mischiare con una Fanta lemon (3 €) e da una busta di ghiaccio (3 €) il tutto dal “cinese“; quello fu l’inizio della fine. Terminati i festeggiamenti io e Roberto siamo tornati alla nostra “suite” e ci siamo adagiati su un comodissimo pavimento in marmo con gli zaini pieni di bottiglie come cuscino. Svegli più o meno alle 15.00 alle 17.00 facciamo colazione con un mini di gin tonic, e via nuovamente festa. Non ho parole per descrivervi lo stato comatoso della domenica, ma come ho detto prima: “ne è valsa la pena”.

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2 commenti per “San Fermin secondo Sandro”

  1. ed io che ogni mattina mi guardavo l’encierro in tv prima di andare a lavoro…
    …e ROSICAVO!!!!

    bella che vi siete divertiti (molto)

    peppe

  2. i gruppi organizzati di tori dicono che vogliono semplicemente essere lasciati stare.

    Francesco

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