Négone, la fuga

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Négone, la fuga

È estate. Non c’è bisogno che ve lo ricordi io, ci pensano lo strato di sudore che vi tiene incollati alla sedia e il gelido sussurro dell’aria condizionata, un toccasana per la cervicale. Quando il Santa ha caldo smette di muoversi, e questo gli provoca noia, più del solito. Per non annoiarsi e non perdere la sua forma smagliante deve trovare passatempi che si svolgano all’interno di edifici climatizzati e che non implichino movimenti bruschi o esercizi anaerobici. Uno di questi si chiama Négone, ed è un gioco che si svolge all’interno di una prigione virtuale, dove l’obiettivo è uno solo (e anche abbastanza ovvio): la fuga.

Sembra uno scherzo, ma è proprio così. Pagherete dai 16 ai 19 Euro per farvi rinchiudere in una prigione di “massima sicurezza” e dovrete risolvere degli enigmi per riuscire a scappare, senza che vi catturino e vi “riformino”. Ma come funziona e com’è questa prigione?

Dunque, subito dopo il pagamento vi verrà allacciato al polso un terminale che vi consentirà di aprire le porte della prigione e di risolvere degli enigmi. Una volta installato questo terminale, verrete scortati nei sotterranei, nelle vostre celle, da una guardia, che si assicurerà anche di mostrarvi un paio di video sul funzionamento della struttura. Da questo momento in poi, sarete da soli.

Dovrete attivare i vari terminali delle sale di questa enorme struttura, ascoltare i vostri contatti nella resistenza, risolvere degli enigmi che vi verranno proposti sugli schermi e ottenere così degli “oggetti virtuali” che vi consentiranno di avanzare di stanza in stanza. Occhio però, potrete sbagliarvi solo un numero limitato di volte, altrimenti vi beccheranno e vi condurranno in una sala in cui verrete adeguatamente riformati. Dopo ogni enigma, il terminale vi comunicherà la porta che dovrete trovare e aprire per abbandonare la stanza in cui vi trovate.

Négone, la fuga

L’architettura delle varie sale non è niente di speciale, e non ricorda molto quella di una prigione, però è comunque gradevole all’occhio, anche se si sarebbero potuti sforzare molto di più. Comunque ci sono un paio di sale molto carine, di cui vi ho riportato le foto. La cosa divertente è che dovrete interagire con l’ambiente. Molti degli enigmi richiedono infatti che localizziate un determinato simbolo all’interno della stanza in cui vi trovate. E ricordatevi anche che, nella vostra fuga, dovrete affrontare anche qualche piccola prova fisica, non vi svelo nulla…


Purtroppo, a lungo andare questi enigmi sono molto ripetitivi e non sono molto complicati, quindi arriverete facilmente alla fine. Ad ogni modo, quest’anno hanno introdotto la modalità avanzata, che dovrebbe essere più difficile, ma che non ho ancora avuto modo di provare. Ah, attenti all’ultimo enigma! Avrete pochissimo tempo per memorizzare (e trovare) un simbolo che differisce di pochissimo da tutti gli altri, quindi cercate di concentrarvi!

Négone, la fuga

Ah, ovviamente il Santa si annoia a fare le cose da solo, quindi si cerca dei passatempi che può fare in compagnia, e in questo caso la compagnia è duplice: ci sono tutti gli altri prigionieri che staranno cercando di fuggire assieme a voi, coi quali potrete scambiarvi informazioni sull’ubicazione delle porte e dei bonus, e poi potete giocare in squadra coi vostri amici, in modo che vi vengano proposti gli stessi enigmi e che possiate risolverli assieme. In questo caso però, è un po’ una palla dover attivare le porte uno alla volta, per passare da una stanza all’altra (provare per capire).

Vi rimando al sito ufficiale di Négone per ulteriori informazioni e vi ricordo che si trova vicino al Santiago Bernabeu, riconoscerete l’edificio dalle volte acuminate e dall’autoblindo con scritto “Mazzinia”.

PS: vorrei ringraziare di cuore colui che ha messo la “u” di fianco alla “i” sulla tastiera.

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Posted on by santa in Curiosità, Tecnologia, Turismo