Madrid Barajas: l’areoporto della capitale

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Madrid Barjas

{Zollo: Oggi ho il piacere di presentarvi un nuovo collaboratore che, oltretutto, ho conosciuto in coda a La Ofrenda. Lui è Michele, uno diviso tra Londra e Madrid, e in questo articolo ci parla dell’areoporto di Barajas. Grazie per la collaborazione e benvenuto!}

Un altro ritorno nella Capital, altro vuelo che si abbassa lentamente nel sole del tramonto, che puntuale o no mi riporta a respirare l’aria tiepida di Madrid. I riflessi del sole della sera assomigliano molto al giallo e al rosso dipinti sull’aereo, e il mare che ho lasciato alle spalle cede il posto ad un paesaggio arido e pianeggiante.

Arrivo da Nord, mi aspetto giá che dal momento in cui il comandante ripete la fatidica frase “tripulación, tomar asiento para el aterrizaje”, al momento in cui toccheremo terra, l’aereo descriverá un grande circolo, con la Capital sulla sinistra, per atterrare da Sud all’Aeropuerto Internacional de Madrid Barajas.

Mi sono seduto a sinistra, niente pasillo ma ventanilla per me, per appoggiare la fronte ed affondare gli occhi tra le torri Cuzco e quello che rimane del Manzanares, tra il centro cittá e i condomini con piscina dei sobborghi, mentre virando ci prepariamo ad ad atterrare a Barajas.

Altro giorno, altro volo, questa volta entriamo da Nord diretti alla pista, questa volta il finestrino sinistro serve solo a mostrarmi terra bruciata e frammenti di una recente tragedia, mentre la mia mente vola alle persone che non avranno altro ricordo di questo immenso e trafficato aeroporto.

Ogni volte che ritorno alla “porta del cielo” di questa grande cittá, una varietá di emozioni mi colpisce. L’estenuante tempo passato seduto in aereo per spostarmi tra le piste fino al terminal assegnato…siete atterrati? Pensate di essere giá arrivati? A Barajas potreste sbagliarvi…

Il terminal nuovo, col suo design avveniristico e i piloni che sfumano dal blu al rosso passando per tutte le sfumature…i voli, moltissimi diretti a capitali del sudamerica, con i grossi Airbus di Iberia che sornioni brontolano, mentre i passeggeri imbarcano per vedere le famiglie lontane.

Il contrasto tra la gente seduta per terra, stanca dell’attesa, chi approfitta per dormire sulle panche, grazie all’aria condizionata che maschera l’arida temperature esterna, e la sala vip piena di bevande, alcolici, riviste di business e persone sole con un piccolo bagaglio a mano ed il Blackberry sempre in mano.

Mi reco ai controlli, attuando una serie di automatismi che ormai fanno parte di me, togli questo, quello, passa di quí, di lá..e sorrido per un anziano straniero, non parla né inglese né spagnolo, non capisce da che parte deve passare, posa oggetti a caso sui nastri degli scanner, e confuso infine riesce a passare la barriera.

Quando esco da Barajas la mia giornata é finita, le porte scorrono e si aprono, mi piace vedere chi aspetta qualcuno a lui caro, mentre solo mi dirigo alla linea rosa di Metro, o ad uno dei taxi bianchi che aspettano in fila.

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Posted on by Miki in Madrid, Pensieri, Trasporti, Turismo