Tomar una caña a Madrid
5 ottobre 2008, scritto da roberto
Ogni volta che un mio collega o un mio amico mi dice “dai, andiamoci a prendere una birra!” so già come andrà a finire. Ormai sappiamo tutti cosa ci aspetta se accettiamo l’invito, ma la prima volta che capita sorprende davvero: un tuo collega sempre in giacca e cravatta, magari l’avvocato dell’impresa con cui scherzi di rado e parli quasi esclusivamente di lavoro, visto che sembra così serio, un bel pomeriggio, uscendo dall’ufficio ti dice “venga tìo, ¡vamos a tomar una caña!”. Al tuo sì, sei già caduto nella trappola.
Con l’esperienza imparerai che bere una birra a Madrid significa passare almeno tre ore, con una dozzina di colleghi o un gruppo di amici, davanti a un bancone sempre pieno delle tapas più svariate e con sempre in mano un bicchiere che continua a svuotarsi.
Nel farlo con gli amici non c’è molto di sorprendente o di nuovo nel ritrovarsi davanti una barra dove ti servono birre senza soluzione di continuità, ma con i colleghi (almeno le prime volte) fa uno strano effetto. Davanti quel bancone tutte le dinamiche dell’ufficio cambiano, davanti quel bancone scherzare con la portiera o con il direttore è la stessa cosa, davanti quel bancone ti ritrovi a chiacchierare divertito proprio con quel tonto che siede a due scrivanie da te che tanto ti fa incazzare a lavoro, davanti quel bancone rubi l’ultimo pezzo di jamón al tuo capo dipartimento potendoti permettere anche un’espressione di presa in giro.
Non so se le mie osservazioni siano un po’ deviate dalla percezione inebriata che si ha davanti quel bancone, però è certo che un’usanza del genere in Italia manca. Non so a quanti è successo di poter instaurare una relazione così amichevole con dei colleghi fuori dal lavoro, ma qui è una cosa normale e corrente. Giovani o no importa poco, passare un momento gradevole con persone con le quali devi condividere la maggior parte delle tue giornate qui fa piacere a tutti. Ed è proprio questo che mi affascina, la voglia di legare e di instaurare una conoscenza delle persone e non solo di gente con cui ti relazioni per questioni di lavoro. Ok, il binomio spagnolo-bere è noto a tutti, ma non si tratta solo di quello, spesso, come il “tomar una caña”, ha un obiettivo (o una scusa) sociale.
Per di più,sempre grazie allo stesso binomio, ho notato e continuo a notare una tolleranza, fuori dal normale in un ambiente di lavoro, per chi passa una nottata a bere e si presenta in ufficio barcollante, con gli occhi vividi di sangue e dallo sguardo completamente assente, la testa … beh, forse basta dire in clamorosa resaca! Beh, le volte che mi è capitato, i commenti sono stati tutti sul piano della presa in giro e mai rimproveri, nemmeno da parte di chi dovrebbe farli. Addirittura un collega che conta molti anni più di me, mi chiede dove ho passato la nottata per consigliarmi posti da frequentare, commentando che due o tre volte ogni due settimane può e deve capitare, altrimenti, parole sue, “¿porqué coño hemos elegido vivir en Madrid?” .




Spettacolo…
Fernandez77
6 ottobre 2008
davvero spettacoloso, conto sempre di venire a madrid per restarci definitivamente
rosy
6 ottobre 2008
eh caro Bancomat…mi ricordo di una caña durata fino alle 02:30 del mattino…terminata con una inquietante domanda: “y ahora que? Cuba o Brazil? que miedito!!!
sandro
6 ottobre 2008
Non farmelo ricordare… Anzi, per non pensarci, andiamo a farci una birra?
roberto
6 ottobre 2008
Io in Italia facevo lo stesso, tutti i venerdì dopo il lavoro e a volte il sabato a mezzogiorno, con i colleghi a bere lo spritz e mangiare qualche cicchetto (non sono le tapas certo). Solo dura meno perchè poi si va casa a cenare eppoi di nuovo fuori. Io ho tantissimi amici che ho conosciuto sul lavoro, dopo anni di cene, spritz, pizza a mezzodì etc. Su madrid invece mi hanno detto che a volte è come lo si racconta quì e volte invece freddezza totale.
Giangi El Vech
7 ottobre 2008
paragonare il tapear a Madrid con l’aperitivo da fighetti stile milanese mi sembra proprio una bestemmia…
Pietro
7 ottobre 2008
Fanno ancora l’aperitivo al Kabila? Anche se preferisco ir de cañas, far conoscere il vero aperitivo ai madrileñi non mi dispiacerebbe..
..CeCi..
7 ottobre 2008
@Pietro
Macchè Milano! SPRITZZZZZZZZ
Vai a Padova (che è città universitaria con tanti giovani) e fatti un’idea.
ciao
Giangi El Vech
7 ottobre 2008
Siii, gli spritz a Padova e che dire di quelli a Venezia, nelle “bettole”!!!
Cq ho buonissimi e dolorosissimi ricordi di cañas con i miei ex compagni di dottorato!! Si cominciava alle 2 del pomeriggio e si finiva alle 3 del mattino…ovviamente la caña si trasformava in “copa”! Ah, che tempi!
valentina
8 ottobre 2008
io sono rimasta sconvolta alla cena di Natale della mia impresa: vedere i miei capi ubriachi rubare bottiglie di Rum e Wisky è stato sconvolgente.
Madrid…..ay……Madrid
uris
11 ottobre 2008