Autunno a Madrid, impressionismo anni ’70

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Autunno a Madrid

Non so precisamente perché, ma in tutte le mie foto da bambino, o sono al mare e quindi seminudo, o davanti a una torta con delle candeline oppure al parco, tendenzialmente in autunno e sempre vestito anni 70. Avendo vissuto la mia infanzia negli anni ottanta, in quelle foto dovrei  indossare jeans, giacchette di jeans scarpe da tennis, invece no, all’epoca, per fortuna, era mia madre che sceglieva per me i vestiti.

Per nulla influenzata dalla moda anni 80, che le è scivolata addosso senza lasciare il minimo segno, vestiva me e i miei fratelli con abiti tipicamente anni 70, con un gusto nostalgico a zampa d’elefante e pettinature alla Beatles. Per questo in tutte le mie foto scattate in autunno indosso sempre pantaloni di velluto a zampa, stivaletti tipo cugini di campagna e cappottini con colletti più grandi del mio viso. Quelle foto sembrano scattate 40 anni fa, invece hanno poco più di 20 anni  (o così dovrebbe essere). Grazie ai gusti di mia mamma, alle sue pettinature e tutti quei maglioncini a dolce vita sempre accuratamente ripiegati nel primo cassetto del comò, per me l’autunno è anni 70. Ho sempre sentito parlare degli anni 70 e riesco solo ad immaginarmeli in autunno, sarà per i cappotti, sarà per gli stivali, ma non riesco davvero a farne a meno. Questo mi dà la possibilità di assaporare quel gusto anni 70 ogni volta che inizia l’autunno. Sono molte le associazioni mentali che faccio con le stagioni e vi assicuro che questa non è la più stramba. Ad esempio, per me, Battisti è un cantante autunnale, ogni volta che ascolto una sua canzone non riesco a non inserirla in una cornice autunnale, lo ritengo perfetto come colonna sonora per i paesaggi metropolitani in autunno.

A Madrid Battisti ha iniziato a cantare da quasi un mese e gli anni 70, che vi piaccia o no, sono iniziati anche qui. Nonostante le temperature si abbassino, la grande città nella quale abbiamo deciso di vivere ci sta regalando delle giornate incredibili. Durano sempre di meno, il sole è sempre solo più un’impressione, ma rallegra la vista e ci fa sentire ancora vivi. Come tutti i passanti che ravvivano la città anche in questi freddi mesi, quando usciamo per strada andiamo alla ricerca di un raggio di sole, l’ultimo della giornata, o forse dell’intera stagione. Indossiamo cappotti invernali, giacche di pelle e giacche a vento, ma ancora non le allacciamo completamente, lasciamo uno spiraglio per quella brezza che rinfresca ma che ancora non congela. Uscire per Madrid durante le belle giornate autunnali è magico, il profilo degli alberi, i colori che cambiano di giorno in giorno, un sole che sembra sempre di più solo dipinto. L’autunno è impressionista. Ai bordi delle strade si vedono già i venditori di caldarroste e pannocchie e il contrasto tra i raggi di sole e la temperatura sempre più prossima a zero rende magico qualsiasi scorcio della città. Per Gran Via, come tante lucertole i passanti camminano lungo il lato baciato dal sole non tanto per scaldarsi, quanto per illuminarsi e, ovviamente, per sentirsi anche loro ancora negli anni 70.

L’autunno nella letteratura, nella poesia, ha sempre avuto una connotazione melanconica, perché è il presagio della fine, il momento nel quale si acquisisce la consapevolezza dell’imminente arrivo dell’inverno e quindi della morte. In realtà Autunno letteralmente significa arricchirsi, saziarsi, godere, infatti, è vero che cadono le foglie, ma è anche vero che si riempiono le botti di vino. Quindi quest’anno a Madrid raccoglierò le foglie cadute e svuoterò le botti di vino cantando Battisti. Adoro Madrid e le sue botti.

 

{Foto presa da Flickr}

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Posted on by zollo in Varie