L’Italia e le forbici della censura

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La censura in Italia

{Zollo: Ciao a tutti, è con immenso piacere che introduco Giulio tra i nostri collaboratori, chi frequenta il forum lo conoscerà sicuramente come veganpower. Giulio è un ragazzo gay che segue una dieta vegana, quindi tratterà alcuni temi di interesse a molti che nel nostro blog stiamo trascurando da un po’ di tempo!È anche per questo che gli do un caloroso benvenuto!}

La nostra cara amata Italia ci ha da poco regalato un’altra perla da aggiungere ad una collezione ormai in piena crescita. Stavolta non si tratta di una figura barbina di Silvio, né di una ministra dal passato poco ortodosso, ma – udite udite – una censura in pieno stile anni 50!

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Come molti di voi già sapranno, visto che la notizia ha fatto velocemente il giro di mezzo mondo, recentemente è andato in onda su Rai Due il film a tematica sentimentale “Brokeback Mountain”, vincitore di numerosi premi tra cui vari Oscar, Golden Globe e il Leone d’Oro. Un film appassionante, spiazzante, commovente, una grande storia d’amore tra due uomini. Ma attenzione: non sono due uomini qualunque, non sono due personaggi macchiettistici né amano indossare avvolgenti abiti femminili. Si tratta bensì di due cowboy dispersi nel desolato e verdissimo Wyoming degli anni ’70, ovvero i rappresentanti del prototipo per eccellenza del maschio eterosessuale, “l’uomo che non deve chiedere mai”, un punto di riferiemento della sessualità mascolina, così ben personificato dal mitico John Wayne.

Un film che ha fatto parlare, piangere, discutere ma soprattutto ha permesso di far arrivare al grande pubblico, attraverso il poetico racconto e le suggestioni evocate dalla fotografia e dalla musica, un messaggio importante: quanto una grande storia d’amore può essere tale indipendentemente dall’orientamento sessuale dei suoi protagonisti.

Ma cosa è successo esattamente? Cos’ha indignato il pubblico, tanto da scrivere polemici post su tantissimi forum? È presto detto: il film, mandato in onda in seconda serata, è stato orrendamente tagliato in tutte le parti in cui comparivano chiari riferimenti al rapporto sessuale (peraltro solo accennato) e amoroso tra i due protagonisti, impoverendo la trama e rendendo incomprensibili molte scene, tanto da impedire ai telespettatori la piena fruizione dell’opera. Una cattiveria, un’azione di chiaro stampo omofobo che risulta ancora più incomprensibile se pensiamo che scene ben più forti o bollenti (evidentemente molto più “canoniche” sessualmente parlando) passano tranquillamente in prima serata, senza che si sollevi una voce di protesta.

 

 

La televisione spagnola non ha potuto fare a meno di prenderci per il sedere: nel servizio de “La Sexta” viene calcato l’accento sulla “moralità” italiana e ci si chiede, giustamente, come si fa ad esercitare una censura in un’opera artistica cinematografica quando nei programmi televisivi d’intrattenimento pullulano veline, donne oggetto e bellezze femminili dalle bocche serrate e corpi ricoperti da pochi cm quadrati di tessuto? Il tutto con il Silvio nazionale a far da garante e supervisore del ripugnante teatrino maschilista e etero/fallo-centrico. Insomma, uno spettacolo deprimente. Mi ha tanto ricordato un famoso spot politico svedese che dipingeva un’italietta tutta mandolini, donne cin-cin e squallore politico.

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Posted on by Giulio M. in Cultura e Società, Italia