Madrid vista da una finestra: il lavoro da casa…

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Telelavoro madrid{Zollo: Ed ecco a voi un nuovo autore Andrea, più conosciuto nel forum come Dremlo, non mi soffermo troppo sulle presentazioni dato che si presenta da solo! Ciao e grazie per il contributo!}

Ciao, mi presento a tutti sono dremlo, siculo italiano che da due anni vive a Madrid.

Ciò che vi racconterò è una realtà distorta del vivere Madrid, ovvero lavorare da casa. Lavorare da casa nell’era di internet significa vivere in un limbo in cui non sai bene se ti trovi in Italia o in Spagna, in cui il flusso delle informazioni in ingresso sono sempre switchate fra le due lingue.

Certo, dimenticavo di dire che vivo con la mia ragazza anch’essa italiana per cui non comparto più piso, e che per lavoro utilizzo al 50% l’italiano, al 40% l’inglese e solo per rapporti di civiltà lo Spagnolo.Quindi si vanno swithando 3 lingue in continuazione.

Madrid vista da casa comincia alle 9 meno 5 quando suona la sveglia e barcollando si accende il pc per far sì che alle 9 si sia sul posto di lavoro (virtuale ovviamente) cioè dentro Skype.

Si mette su radio deejay per ascoltare le notizie del mattino e alle 9 e 10 cominciano le cacate del giorno Fabio Volo, canzoni nostalgiche (Per fare l’albero…) retaggi di cultura nazional-popolare (Heidi, Gig Robot) e via mentre il caffè si fa si comincia a lavorare.

Alle 10 si spegne giusto prima che arrivi Linus per passare a Radio 3. Questa radio merita un articolo è uno dei miracoli della Spagna. Ha lo stesso taglio culturale della Rai Radio 3, però invece che sulla musica classica, è una radio giovane che passa musica per lo più alternativa. Consiglio per tutti la rubrica “Jazz para quien odia el jazz” e il programma “180° grados”. Così si lavora con calma fino alle 14 quando si va in pausa (ora spagnola). Madrid vista dalla mia finestra prevede quindi i Simpson in spagnolo (io non trovo sia così male il doppiaggio visto che non si capisce pk Lenny in italiano debba esser veneziano o Winchester – qui Bigun – napoletano). Mentre si mangia si può fare zapping su Cuatro dove mezzo telegiornale è dedicato a los Manolos, e la rubrica di sport/pettegolezzo, dove si interrogano su cosa si è portato Beckam dall’amichevole con la nazionale a Siviglia e ironizzano su tutto il mondo dello sport.

Mentre le ore di lavoro scorrono nel pomeriggio Radio 3 offre una grandiosa rubrica cinematografica, che concilia col sonno del dopo pranzo.

Lavorare da casa nell’era di internet vuol dire poter chiamare mamma e papà praticamente gratis sui fissi (internetcalls) o esser sempre in contatto con gli amici via msn o skype.

Solo alle 18 si può quindi uscire di casa e praticare la lingua, mentre il cervello sfarfalla per il mix che s’è venuto a creare nel corso della giornata.

E la domanda di sempre, ma dove cazzo vivo?

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Posted on by dremlo in Lavoro