
Per chi vive lontano dalla propria famiglia e per tutti quelli che non hanno l’opportunità di tornare a casa neanche per le feste comandate, queste ultime diventano motivo di nostalgie e di forti sensazioni dovute a diversi fattori. Anche i meno abitudinari tra noi, anche quelli che come me non amano le feste comandate, non possono dire di non ricordare con il sorriso quel calore familiare che, se anche in modo ipocrita a volte, si crea in queste occasioni.
Le varie piccole abitudini che contraddistinguono le famiglie, dallo zio con il cappello di paglia che non fa mai nulla in cucina tutto l’anno ma che a pasqua deve grigliare lui la carne, il nonno che si addormenta al tavolo, la nonna che lo sveglia di soprassalto incazzandosi, i bambini che giocano, parenti che si stupiscono a vederti fumare una sigaretta e poi te ne chiedono una e se la fumano di nascosto… insomma tutte quelle cose che guardate da lontano assumono ancora di più quel sapore che qui, da Madrid, è davvero difficile provare.
Quindi durante queste feste arrivano telefonate, dallo stesso posto, dalla stessa casa ma da differenti persone e sempre più ubriache. Si sentono parenti e amici che, durante l’anno non si sono sentiti e, fa piacere, certo, ma fa anche pensare e riflettere. E’ in queste occasioni, durante queste telefonate che, dopo aver razionalizzato i miei pensieri, individuo concretamente la distanza che mi separa da quelli che per me sono ormai solo ricordi.
“Facile la vita a Madrid!” “Te la passi bene tu, eh?” “Ragazze? Eh, beato te!” Ok, frasi fatte, ok, molto spesso frasi dette da padri di famiglia con impegni e una vita già decisa. Ma quando queste frasi arrivano da amici della mia età o più giovani di me, io rispondo sorridendo. E poi mi chiedo, ma cosa facile? Ma perché beato te? Ho vinto alla lotteria forse? E’ facile prendere e abbandonare gli affetti e tutte quelle cose care che si sono raccolte durante una vita per provare a migliorarsi crescere e realizzarsi? E’ facile dover accettare che la realtà in cui sei nato o in cui vive la tua famiglia ti stia stretta e non ti offra le possibilità che ti meriteresti? E’ facile guardarsi dentro e attorno, rendersi conto che la vita che vivi è una delle tante che potresti avere ed è facile decidere di provare a viverne altre? E’ facile sentire tua madre triste perché non ti vede e sentirla ogni giorno perdere di più la speranza di farti tornare? Oppure è facile puntare tutto su se stessi, costruire qualcosa in uno stato straniero, conoscere nuove persone, fidarsi, non fidarsi.
Beato te… per cosa? E’ possibile essere così limitati da pensare che se sei fuori da quel piccolo cerchio in cui sei nato sei in vacanza?
Prima di partire per Londra, ebbi diverse discussioni che si replicarono pochi giorni prima della mia partenza per Madrid, il discorso era molto semplice: in realtà, quel mio senso di insoddisfazione, secondo loro non dipendeva dalla Brianza o dal posto in cui si nasce, ma dal carattere, dalla propria personalità, quindi anche a Madrid sarei arrivato un punto in cui mi sarei trovato insoddisfatto e avrei voluto andarmene.
Premettendo che, ovviamente, questa discussione è avvenuta con gente per cui viaggio, vacanza e partenza sono sinonimi (ma se anche questo discorso mi fosse stato fatto da Marco Polo) presi la posizione che tuttora mantengo. Non ho mai pensato che a Madrid avrei trovato la felicità e continuo a non pensarlo, anche perché ritengo che nella vita ci possano essere dei momenti felici, ma nulla di più, ritengo che il senso della vita dell’uomo sia la ricerca della felicità e che se la trovasse non avrebbe più senso la sua stessa vita, quindi quello che posso fare con la mia è muovermi, conoscere, apprendere, il più possibile e vivere di quei pochi momenti di felicità che riuscirò a conquistarmi e non che mi sono concessi. Chi se ne va non si sente meglio o migliore di nessuno, semplicemente vede con occhi diversi la realtà in cui nasce. Forse tra poco Madrid non mi basterà più, forse molte cose iniziano a perdere sapore, benissimo quando Madrid non avrà più niente da darmi cambierò città, ma mai personalità, non la posso adeguare a quello che mi è stato dato quando posso avere altro, più adatto a me e che posso prendermi. Per ora mi prendo Madrid, e me la tengo ancora un bel po’.
Scusate lo sfogo notturno, non sono andato a casa per Pasqua, forse è questo, mi manca semplicemente la famiglia.




Altro stereotipo di una conversazione con qualcuno che vive in Spagna è:
“Si sta bene in Spagna, vero?”
A sto punto io ho la mia grigia risposta stereotipata del tipo “Si sta bene quanto in Italia, alcune cose migliori altre peggiori..”
A voi non chiedono mai sta cosa?
Io ti capisco benissimo. L’anno scorso ho visuto a Milano e tornare in Spagna mi è piaciuto. Mi mancava la famiglia e amici ma adesso mi manca Italia e gli amici che ho lasciato là… E ho voglia di andarmene, di vivere in altro posto, di imparare e abbituarmi di nuovo alla forma di vivere di altra città… e “conoscere e apprendere”. Mi è piaciuta un sacco la tua riflessione
SACROSANTA verità!non aggiungo altro perchè i tuoi pensieri sono pienamente condivisi, credo, da chiunque italiano che viva all’estero…
Grande Zollo, fai bene sfogandoti. Cmq a me capita diverso, tutta la mia famiglia ringrazia il fatto che io sia in Spagna, beh penso che ringrazierebbero anche se fossi in qualche altro paese, cioè un’altro paese che non fosse Venezuela.
Però ci sono i miei amici (uno di due che ci tengo come fratelli), che mi dice che cacchio fai la?, che devo tornare…io ripenso e gli dico si si, va bene. Io sto bene qua e per la prima volta in vita mia ho cominciato a vivere, ed a godermi la vita. (E me lo dice uno di cui suo Padre è stato rapito quasi due mesi da “LA FARC”), una cosa che non capisco proprio.
Insomma, ho conosciuto delle persone fantastiche, e come dici, ogni giorno apprendo e conosco…e quando “l’apprendimento” finisca, farò le valigie ed andrò da un’altra parte…però fin’ora rimango e rimarrò in Spagna.
ciao ciao
aaa, mi son dimenticato…facile un cacchio!!!
“Si sta bene in Spagna, vero?” la frase maledetta. La odio. Soprattutto quando chi lo dice non ha la più pallida idea di come si viva in Spagna e ancor piú quando si tratta di persona che se la passa piuttosto bene.
Grande Zollo, hai proprio ragione. Io la vostra scelta l’ho fatta in età “avanzata” (ho 39 anni), lasciando un lavoro migliore ma che nn mi dava più stimoli, come la mia vita in generale. Volevo conoscere gente, luoghi e mentalità diverse, ed è quello che sto facendo e mi da serenità, anche se alle volte è difficile tenere lontana la malinconia…infatti a pasqua me ne sono tornato a Roma!
Bell’articolo…complimenti! Davvero non c’è da aggiungere altro.
Condivido perfettamente..ed anch’io non aggiungo altro, hai espresso benissimo ciò che ho sentito e sento ogni volta anch’io..come italiana all’estero…
Premetto che non vivo in Spagna ma ci vengo spesso ed ho amici spagnoli che sento quasi tutti i giorni.
E’ un po’ come i ragazzi che pensano che l’America sia sempre “America”.
Non è il posto che fa la differenza (fatta eccezione per determinati casi ben noti) ma le qualità che abbiamo.
Un’incapace se lo porti a Roma, Madrid, Londra o New York resta pur sempre un’incapace.
Il luogo non è magico e se non riesci a vedere le opportunità che ti circondano incontrerai difficoltà dappertutto.
Comunque tornando alla frase “inquisita” fa bene chi risonde “ci sono cose migliori ed altre meno”.
Nell’equilibrio non si sbaglia mai!
Alessandro
Quest’anno anche la mia pasqua è stata divera, non c’è stato un pranzo completo con i parenti, le passeggiate al mare, nè una pasquetta in campagna; nonostante ciò mi sono sentita lo stesso “a casa”!
Un Grazie (con la G maiuscola) hai miei coinquilini, che dal momento in cui ho messo piede in questa casa non mi hanno mai fatto sentire fuori dal “gruppo”…
parole sante! io sono uno dei fortunati che a casa per pasqua c’è andato…ma non cambia molto se non placando momentaneamente tutte quelle sensazioni. mi rendo sempre più conto che solo qualcun altro che ha provato quello che passiamo (includo me stesso in quanto mi rivedo perfettamente nella tua riflessione) può capirlo…
Finalmente un po`di tempo per seguire il blog!! Yeah! Bello questo articolo Zollo! Azzecatissimo! Solo posso aggiungere che con il passare del tempo cambi, ti cambi, la percezione delle cose pure ed ora la pasquetta sono felicissima di farmela qui! Insomma, lasciare, andarsene, in questi casi significa guadagnare ed impare!Tu familia y los amigos de verdad, si sabes cuidarles desde lejos, siempre estarán ahí, que más da si les ves en navidad o un 5 de marzo o si te pierdes l’ombra longa a Treviso o la festa degli alpini!!Peró si, ammetto che sarebbe bello essere a casa per il compleanno della mia mamma!Otto anni che non lo festeggio con lei!!!
Cazzo vale hai una duplice personalità, ricordi il tipo dei promessi sposi, antonio ferrer, te lo ricordi? quello che quando parlava altrnava l’italiano allo spagnolo alternando allo stesso modo il vero al falso. Un giorno dedicherò un post a te.
jajaja!! Cristo! Ma si capisce non solo per come scrivo, ma pure per quello che scrivo!!jajaja Alla fine mi dispiace non tornare a casa per festeggiare con i miei e con amici determinate feste o no? Ora dovró rileggermi i Promessi Sposi!!! A ver ese post…
“Si sta bene in Spagna, vero?”
E io me la cavo rispondendo che non sto in Spagna, ma nel País Vasco, il che cambia tutte le prospettive (in peggio, mi sa…
E’ anche vero che io sono in erasmus, ma in realtà mi rivedo perfettamente in quello che scrivi, perché non sto assolutamente facendo la classica esperienza-sfascio, anzi! Questo erasmus l’ho progettato per imparare una lingua, farmi un po’ di curriculum e per familiarizzare con l’idea che qui in Spagna, un giorno,ci tornerò a vivere.
)
Per quanto non lo so, magari qualche anno, magari tutta la vita. Ma ci tornerò.
Aspettatemi lì a Madrid, che non vedo l’ora di arrivare! (e sopratutto, di scappare da Bilbao
Bella Michi,
stessa storia qui, paese diverso!
La soluzione? Pasqua con chi vuoi…
A proposito, si sta bene a Madrid? No sinceramente, informazione di servizio…
Se
davvero un bell’articolo..zollo hai un email dove poterti scrivere?
Condivido pienamente. Solo un commento: in Spagna io sto bene perché posso essere quello che sono, e non essere quello che “la gente si aspetta che io sia”. non so se mi spiego.
Besos!!
dalla Germania, sottoscrivo in pieno…
toccante riflessione Zollo. “si sta bene in Spagna, vero?” e’ la tipica domanda-stereotipo che le persone fanno perche associano il vivere in un altro paese a una specie di vacanza/lavoro e credo si deve al conformismo/pessimismo italiano che vede nell’erba del vicino una luce in piu’ di speranza. Il calore familiare della provincia veneta(veronese) mi manca assai:i pranzi con gli zii, i cugini, i nonni, l’atmosfera calda che ti avvolge in un calore indescrivibile. In città si e’ coniata quell’espressione “la soledad de la moltitud”:un esercito di robot senza relazioni sociali che vive nell’anonimato. A Madrid mi succede il contrario: mi sento parte di un qualcosa di grande, ed e’ questo qualcosa che colma le mancanza familiari. E forse perché avevo bisogno di sentire questo qualcosa che un giorno son partito da una media provincia italiana per andare a migliorarem e stesso e vedere come funziona il mondo. e scoprire che ne sono cittadino.
Bella Zollo.. mi son quasi commosso ti dirò.. ovviamente gioca molto il fatto di trovarmi nella stessa situazione, in piena empatia.. ma è tutto verissimo.
Non è facile dover abbandonare la famiglia e gli amici per ricrearsene di nuovi, se si ha fortuna. Però dà anche tante soddisfazioni vedere di essere qui, di averti costruito tutto da solo, senza aver appunto vinto nessuna lotteria, di avere momenti bassi ma anche alti e che il bilancio continua ad essere positivo. Forza Zollo!
ah ma ho visto ora che era vecchio il post jeje.. beh dai.. ánimo lo stesso!
che bella lettera amico mio. Non ti conosco, ma capisco perfettamente i tuoi motivi di dissenso nel sentire le solite frasi. Lo stanno dicendo a me in questo periodo, da quando cioé ho deciso di modificare alcune cose nella mia vita. >C’è chi mi esorta, chi mi racconta di crisi qui e altrove, eppure…ho semplicemente riaperto un cassetto dove il mio sogno stava lì sopito…appena ha visto la luce è di nuovo tornato balzellante nella mia testa…a dirmi: dai, muoviti, la vita , almeno la tua, non è qui, in it. saluti.
mai come oggi…mai come in questo preciso istante sembra che questo post l’abbia scritto io,ovviamente non sono così brava
, mancano 20 giorni a Natale e io non potrò tornare a casa…e la nostalgia in questo periodo mi sta divorando…scusa lo sfogo notturno ma mi manca semplicemente la mia famiglia!
Condivido le scelte di Zollo. Sono poche le persone che hanno le palle di lasciare tutto e andare a vivere fuori. Personalmente la mia scelta, fatta 5 anni fa, e’ stata dettata da semplice opportunita’ di lavoro. Non che non avessi lavoro a napoli ma piuttosto che farmi schiavizzare a casa mia ho preferito essere retribuito per quel che valgo all’estero. Non capisco questi suggerimenti e inviti dell’intellighenzia italiana a rimanere in patria. Ma chi se ne fotte? E per chi? Per far arricchire a quattro gatti senza scrupoli?
BELLISSIMA RIFLESSIONE!
Caro utente io non ti conosco ma ho letto nelle tue righe la lettera che avrei avrei voluto scrivere a tutti quelli che mi dicono: “he bravo vai in Spagna a divertirti”; sto per fare adesso il passo. Lascerò il mio lavoro qui a Napoli insieme alla mia fidanzata, ci aspettano tante difficoltà e le persone che ci sono vicine non hanno la minima idea di cosa significa.
Quanto sento mia la tua lettera e quanto posso capire la sensazione di solitudine desolante si prova a “colloquiare” con quelli che non ti capiscono.
.. “in Spagna? cosa vai a fare lì c’è la fame? L’America è qui in Italia!”
L’HAI MAI SENTITA TU STA FRASE, A ME LA DICONO QUASI SEMPRE
ciao alfonso,
no questa frase non l’ho ancora sentita dato che io sono venuto qui in un momento di splendore della spagna, quando tutto sembrava possibile. Con la campagna anti-spagna che stanno facendo non mi stupiscono frasi di questo genere, ci sarebbe da spiegare che non sempre si va fuori dall’italia a cercare l’america, ma semplicemente per allontanarsi da una mediocrità diffusa e generalizzata.
“in Spagna? cosa vai a fare lì c’è la fame? L’America è qui in Italia!”.

Questa veramente non l’avevo mai sentita
Detto che quella del “sogno americano” è una barzelletta da sempre, però dai… io negli ultimi due anni ci son tornato spessissimo in Italia per motivi di studio (evitando accuratamente le feste comandate, anche se poi, quando arrivavano, un pò di nostalgia devo ammettere che c’era) e, per quanto se ne dica della Spagna -che effettivamente sta attraversando un momento difficile- si vive sempre meglio qua che nell’ex-BelPaese. E non è tanto questione economica (quando ci arrivai io, Madrid era l’ElDorado, oggi non proprio…), quanto di mentalità, di apertura, di qualità della vita, di opportunità nonostante la crisi. Io, dopo tanti anni, sto per lasciare Madrid (non per tornare in Italia), per una scelta di vita. In quasi sei anni ci ho passato i migliori momenti ma anche di brutti brutti. Non consiglio a nessuno di farlo, ma solo di fare quello che si sente. E tenere in conto che NON SI VA IN VACANZA!
caro Mario io mi sto trasferendo adesso.. e non è semplice.