Vegani a Madrid

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Vegetariani vegani Madrid

Chiariamolo subito: non è in corso nessuna minaccia aliena. Né una mostra amarcord su Goldrake e i suoi acerrimi nemici. Né l’arrivo di una setta vintage con slogan peace & love. Prendendo spunto da una simpatica quanto accesa discussione nata durante una pizzata di italiani IAM cercherò di sintetizzare cosa vuol dire essere vegano (o vegan, in inglese).

Il vegano è colui che adotta uno stile di vita cruelty free, alternativo e soprattutto innovativo. Rifiuta di sostenere ed incentivare la catena del dolore a cui è soggetto un animale dal momento della nascita fino all’arrivo sul nostro piatto. Non giudica gli animali-non-umani esseri inferiori e per questo utilizzabili alla stregua di oggetti inanimati e senza emozioni. Non si nutre pertanto di tutto ciò che abbia una derivazione animale (oltre alla carne e al pesce quindi anche uova, latte e formaggi). Evita di utilizzare pelli, pellicce e lana.

È una scelta coraggiosa che va oltre la spinta etica. È un NO deciso agli allevamenti lager, alle mucche che diventano pazze mangiando i resti dei loro simili, ai polli e alle uova infarcite di diossina, ai pesci col mercurio, ai maltrattamenti, ai trasporti in autostrada in condizioni infernali. È un forte sostegno alla difesa dell’ambiente, il ciclo di produzione della carne produce più gas serra dell’intero settore dei trasporti. Ma molti, troppi non lo sanno e i media tacciono.

Mangiare vegano è anche una scelta salutistica che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non penalizza il gusto ma, al contrario, apre le porte ad una grandissima varietà di sapori e ricette, utilizzando le infinite possibilità offerte dai più svariati cereali e legumi, insieme a frutta, verdura, semi e frutta secca ma anche da prodotti ancora poco conosciuti come tofu, tempeh, seitan, e alghe. Un mix da cui si può imbandire in maniera golosa una tavola dall’antipasto al dolce!

Ma veniamo alle note dolenti. Indietro da questo punto di vista rispetto ad altre capitali europee come Berlino o Londra, ma anche la stessa Milano, Madrid è carnivora per tradizione e la Spagna in generale si rivela una grande amante degli animali, sì…ma a pezzi sul piatto. Il paese europeo col maggior consumo di carne. I reparti interminabili di pasta dei nostri supermercati qui corrispondono a salsicce, salami, salamelle, mortadelle, zampe, zamponi, dai colori e dalle forme che neanche la fantasia di un bambino riuscirebbe a riprodurre. È il paese in cui ti vendono il “panino vegetariano” bello spalmato di tonno… eh sì, perché il tonno ti senti dire che “non è un animale“! O dove al ristorante vegetariano sfogliando il menù ci trovi piatti di carne “per non deludere la clientela carnivora“. Insomma, un po’ come andare all’ indiano e trovarci gli spaghetti alla carbonara.

In attesa di organizzare un aperitivo vegan come già accade con successo a Roma o una cena didattico-divulgativa (sono ben accetti consigli e proposte) vi rimando alla prossima puntata!

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Posted on by Giulio M. in Cucina, Vegetariani