Giovanni Allevi a Madrid

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Ci sono sentimenti, ci sono sensazioni, ci sono stati d’animo e poi ci sono le emozioni. Ci sono abilità, ci sono virtuosismi, ci sono spettacoli, e poi c’è l’arte. Ci sono musicisti, ci sono interpreti, ci sono esecutori, e poi c’è Giovanni Allevi.

Ieri, all’Istituto Italiano di cultura di Madrid, ho avuto il piacere di assistere al concerto di Giovanni Allevi, un ragazzino di 40 anni, un personaggio buffo, impacciato, totalmente fuori dagli schemi, un genio, un artista, uno che stimola qualche risata per il suo modo di parlare o di muoversi, ma che quando si siede al pianoforte e con questo diventa tutt’uno, inizia a esprimere tutta la sensibilità che ha dentro e si racconta e ci racconta una musica che è sua quanto mia, quanto nostra.

Riprendendo Baudelaire, la musica di Allevi si riconosce come propria, allo stesso modo in cui si riconoscono le cose che si è destinati ad amare.

E non può non piacere la musica di Allevi, non si può non amare, è forte e delicata, impetuosa e raccolta è armoniosa, è classica. Un’opera classica è un’opera che ha sempre qualcosa da insegnarci, da dirci, da passarci, a prescindere dalle mode, dalle tendenze e dai gusti del momento. Allevi è un artista classico perché le sue opere trasmettono emozioni intime e queste non hanno tempo. Mi piace Allevi, si capisce?

Venendo al concerto, l’esibizione è stata come già ho detto ma non mi stanco di ripetere, emozionante, lo spettacolo, per chi lo ha già visto in concerto, forse un po’ ripetitivo, dato che le introduzioni alle canzoni sono sempre le stesse, ma poco importa, che si concentri sulla sua musica, le introduzioni vanno benissimo anche così!

Premettendo i miei più grandi complimenti all’Istituto Italiano di Cultura per averci portato a Madrid questo fiore all’occhiello dell’arte italiana, ho un paio di appunti da fare. L’ambiente lo si poteva curare un pochino di più, magari prevedendo un’illuminazione differente, una luce un po’ soffusa, Allevi è un artista concettuale e secondo me un po’ meno luce avrebbe aiutato il pubblico a calarsi di più nelle fantastiche atmosfere.

Poi il secondo appunto è proprio rivolto al pubblico. Incredibile, cellulari che suonavano, un paio di colpi di tosse ogni canzone (e li sentite anche nel video), sembra che la gente non sia mai andata a teatro, certe volte, nonostante apprezzi il gesto di offrire arte e cultura in forma gratuita, penso che sarebbe meglio far pagare, di modo che in sala si possa trovare solo gente che realmente apprezza ciò a cui sta assistendo.

Detto questo un applauso all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid per questo evento e un applauso, anche se dopo la standing ovation di ieri potrebbe risultare superfluo, al grande Giovanni Allevi.

PS Grazie a Filippo di Njool per il video!

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Posted on by zollo in Eventi e Concerti, Musica