Giovanni Allevi a Madrid
27 maggio 2009, scritto da zolloCi sono sentimenti, ci sono sensazioni, ci sono stati d’animo e poi ci sono le emozioni. Ci sono abilità, ci sono virtuosismi, ci sono spettacoli, e poi c’è l’arte. Ci sono musicisti, ci sono interpreti, ci sono esecutori, e poi c’è Giovanni Allevi.
Ieri, all’Istituto Italiano di cultura di Madrid, ho avuto il piacere di assistere al concerto di Giovanni Allevi, un ragazzino di 40 anni, un personaggio buffo, impacciato, totalmente fuori dagli schemi, un genio, un artista, uno che stimola qualche risata per il suo modo di parlare o di muoversi, ma che quando si siede al pianoforte e con questo diventa tutt’uno, inizia a esprimere tutta la sensibilità che ha dentro e si racconta e ci racconta una musica che è sua quanto mia, quanto nostra.
Riprendendo Baudelaire, la musica di Allevi si riconosce come propria, allo stesso modo in cui si riconoscono le cose che si è destinati ad amare.
E non può non piacere la musica di Allevi, non si può non amare, è forte e delicata, impetuosa e raccolta è armoniosa, è classica. Un’opera classica è un’opera che ha sempre qualcosa da insegnarci, da dirci, da passarci, a prescindere dalle mode, dalle tendenze e dai gusti del momento. Allevi è un artista classico perché le sue opere trasmettono emozioni intime e queste non hanno tempo. Mi piace Allevi, si capisce?
Venendo al concerto, l’esibizione è stata come già ho detto ma non mi stanco di ripetere, emozionante, lo spettacolo, per chi lo ha già visto in concerto, forse un po’ ripetitivo, dato che le introduzioni alle canzoni sono sempre le stesse, ma poco importa, che si concentri sulla sua musica, le introduzioni vanno benissimo anche così!
Premettendo i miei più grandi complimenti all’Istituto Italiano di Cultura per averci portato a Madrid questo fiore all’occhiello dell’arte italiana, ho un paio di appunti da fare. L’ambiente lo si poteva curare un pochino di più, magari prevedendo un’illuminazione differente, una luce un po’ soffusa, Allevi è un artista concettuale e secondo me un po’ meno luce avrebbe aiutato il pubblico a calarsi di più nelle fantastiche atmosfere.
Poi il secondo appunto è proprio rivolto al pubblico. Incredibile, cellulari che suonavano, un paio di colpi di tosse ogni canzone (e li sentite anche nel video), sembra che la gente non sia mai andata a teatro, certe volte, nonostante apprezzi il gesto di offrire arte e cultura in forma gratuita, penso che sarebbe meglio far pagare, di modo che in sala si possa trovare solo gente che realmente apprezza ciò a cui sta assistendo.
Detto questo un applauso all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid per questo evento e un applauso, anche se dopo la standing ovation di ieri potrebbe risultare superfluo, al grande Giovanni Allevi.
PS Grazie a Filippo di Njool per il video!




cavolo!
ecco, quando ha fatto un concerto gratuito a milano ero a madrid.
suona a madrid e sono a milano.
credo sia destino che io non lo veda dal vivo quest’uomo…ed è un vero peccato visto quello che racconti!!!!!
beato te!
mi unisco agli applausi all’istituto italiano di cultura a madrid ed a quelli, imprescindibili, (e meritati a quanto ho capito, ma non avrei mai dubitato) ad allevi…
Liolay
28 maggio 2009
http://www.youtube.com/watch?v=TO_2Sw_se_M
Purtroppo sempre con rumori di fondo imbarazzanti… ma pezzo incredibile…
zollo
28 maggio 2009
Per quanto riguarda l’arredo e ambientazione, qui avete un architetto d’interni che potrebbe fare al caso loro (o vostro… purtroppo seppur laurea italiana di 180 cr, con tatno di albo ( da demolire!) questo fottuto paese non me la vuole riconoscere…ma non era Europa…convalidación, homologación que se jodan!
Miriddi
29 maggio 2009
Ehm, anch’io come il Sig. Zollo sono uno di quelli a cui piace Allevi (uno dei pochi libri che mi son portato a Madrid é proprio il suo “la musica in testa”) e me lo sono perso!!!
É curioso che nessuno della cerchia di amici che stanno Madrid non mi abbia mai accennato di questo live neppure durante discorsi casuali nei giorni che han preceduto l’evento…
Amen,
EP
Exit Paul
29 maggio 2009
Allevi è un musicista straordinario. Ogni volta che lo ascolto mi dà tantissime emozioni…è un grande!
Lucia Palumbo
30 maggio 2009
Non lo conosco bene, non so molto di lui, c’è speranza di rivederlo? Vabbé, magari a Milano, capisco che non possa sempre bazzicare da queste parti.
Blogger
Blogger
2 giugno 2009
nel poco tempo che son stata li a chiacchierarci mi ha detto che il giorno dopo sarebbe andato a Valladolid ma che non avrebbe escluso un minitour made in spain in futuro. speriamo! è troppo folle!
marina
4 giugno 2009
Premetto che è solo la mia opinione, se c’è qualcuno a cui il signore vestito da teenager qui sopra piace, evviva. Però, AIUTO: è veramente un mediocre, un bluff! È uno tutto preso dalla spinta di sembrare originale, che si parla addosso in continuazione cercando di lasciare intendere quanto sia geniale, con la sua falsa modestia così irritante. Non lo avete mai sentito raccontare una delle sue storielle in cui si dipinge come un enfant prodige avversato da tutti, cucendosi addosso i panni stereotipati dell’artista pazzerello originale tutto naïveté, coi suoi aforismetti e le citazioni random di questo o quel gran pensatore? L’accrocco confusionario di scopiazzature romantiche/minimaliste/cristinadaveniane me la chiami musica classica?
Aiuto. No, dico: aiuto.
Zigmund Frog
5 giugno 2009
Me lo sono persa, accidenti. L’anno scorso, l’ho visto a Parma ed è stata una delle serate più belle della mia vita distesa sul prato del Palazzo della Pilotta, accanto ad un uomo speciale (cavolo era 2 anni fa! non era l’anno scorso!). E’ stata MAGIA.
A “Sigismondo la Rana”, o meglio, Zigmund Frog, non piacerà, pazienza.
Io sono d’accordo con Zollo “la musica di Allevi si riconosce come propria, allo stesso modo in cui si riconoscono le cose che si è destinati ad amare.”
Io la riconosco come mia e per me è sempre una grande emozione ascoltarla, quella musica la porto nel cuore e da lì non se ne va via, come l’uomo che era con me quella sera.
Giulia (RE)
7 giugno 2009
mah… sono d’accordo con Zigmund Frog: i suoi pezzi non dicono niente, e la gente vuole trovarci qualcosa di profondo e bello xke sennò passa per ignorante in musica.
Persino Uto ughi l’ha definito un mediocre…
buscazz
10 giugno 2009
Bene, sono contento che ci siano commenti su Allevi cosí divergenti. I “comunicatori” in ogni campo fanno sempre discutere. A prescindere dai gusti (e il mondo é bello perché é vario) per me la differenza tra chi fa semplicemente “musica” e chi fa “musica classica” é tutta lí…
exit paul
10 giugno 2009
Yuk… mai e poi mai vorrei fare la figura del puzzone “io-sì-che-me-ne-intendo-di-musica”, per carità. Opinioni personali, niente di più.
Mi ascolto certe vaccate, io – e con molto gusto – che farebbero rizzare i capelli in testa a un sordo. Ho un cd in macchina con Jessica Rizzo che canta l’”Ave Maria” di Schubert: una cosa immonda. La adoro. Ho una malsana passione per Britney Spears e per tutto ciò che è pop ultracommerciale, che però sia onesto nella sua ruffianaggine e faciloneria.
Comunque, carina PANIC (link:) http://www.youtube.com/watch?v=TsLg5cYEG4k . Io però preferisco l’originale (link:) http://www.youtube.com/watch?v=y57ihdHB0_E
Zigmund Frog
17 giugno 2009
Ma avete letto la sua ultima intervista su libero?
Robe da pazzi…Ma chi si crede di essere? No, non è normale.
oltre che avere una spocchia che pochi hanno è in malafede; sa di avere dei limiti e si arrampica sugli specchi per far credere di essere un grande musicista. Gli starebbe bene che lo prendessero a pomodori e uova marce ai prossimi concerti.
Carla
carla (da Bologna)
21 agosto 2009