La Puerta de Alcalà e la fuga di cervelli

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Date le ultime vicende politiche in Italia, data la bassezza etica, morale e umana che abbiamo raggiunto, ho deciso di tirarci un po’ su parlando di qualche italiano degno di essere chiamato tale. Stavo pensando che il Louvre è famoso in tutto il mondo per la Gioconda quando mi è venuto in mente che la Puerta de Alcalà, il monumento più importante e più fotografato di tutta Madrid è stato progettato e costruito da un italiano, Francesco Sabatini, una delle “prime fughe di cervelli” della storia e mi sono detto delle cose che non ripeto.

Nella seconda metà del 700, nato a Palermo ai tempi dei Borboni, Francesco Sabatini conobbe Carlo VII di Borbone (il futuro Carlo III Re di Spagna) durante la costruzione della Reggia di Caserta per quello che allora era il Re di Napoli (che vita difficile…). Quando Carlo divenne Re di Spagna chiamò a corte Sabatini e lo nominò Gran Maestro delle Opere Reali. Sabatini sostituì, quindi, nel 1760, un altro italiano, Sacchetti, torinese, che già dal 1736 ricopriva quel ruolo e stava lavorando alla costruzione del palazzo reale, concluso poi nel 1764 dall’apprezzato architetto palermitano.

La storia narra che quando Carlo III entrò in Madrid dovette passare dalla porta che Filippo III fece costruire nel ’600 per la sua sposa Margherita d’Austria, ma non gli piacque, era troppo modesta, troppo poco imperiosa, quindi decise di farne costruire una nuova e chiese agli architetti di corte dei progetti. Ventura Rodriguez, l’architetto della fontana di Cibeles, presentò 5 progetti, José de Hermosilla 1 e il nostro Sabatini 2. A quanto pare, Carlo III (che aveva palesemente delle preferenze), era indeciso tra due, quelli di Sabatini, che per soddisfare il re li fuse in un unico progetto. Per questo motivo la Puerta de Alcalà ha due facciate differenti, quella che guarda a est mostra 10 colonne con capitelli, mentre quella a ovest ha semplicemente i pilastri con i tre archi centrali.

Beh, fatto sta che Sabatini fece un’opera unica per l’epoca, di gusto tipicamente neoclassico, elegante e imperiosa, come tuttora appare. La porta fu inaugurata come una porta e non come un monumento nel 1778, tanto più che all’epoca e ancora fino al 1869 da entrambi i lati partivano le mura della città.

Tornando a Sabatini, questo geiaccio ha costruito talmente tante cose in Spagna che se siste curiosi vi conviene consultare wikipedia, tra tutte ha comunque partecipato alla ricostruzione di Plaza Mayor nel 1790 insieme a Juan de Villanueva e ha concluso i lavori iniziati da Jose de Hermosilla per l’Hospedale Generale, edificio che oggi ospita il Museo Nazionale Reina Sofia.

Vi pare il caso che si debba guardare indietro per sentirsi un po’ orgogliosi? Più Sabatini per tutti!

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Posted on by zollo in Arte e Architettura, Cultura e Società