La Puerta de Alcalà e la fuga di cervelli
6 maggio 2009, scritto da zollo
Date le ultime vicende politiche in Italia, data la bassezza etica, morale e umana che abbiamo raggiunto, ho deciso di tirarci un po’ su parlando di qualche italiano degno di essere chiamato tale. Stavo pensando che il Louvre è famoso in tutto il mondo per la Gioconda quando mi è venuto in mente che la Puerta de Alcalà, il monumento più importante e più fotografato di tutta Madrid è stato progettato e costruito da un italiano, Francesco Sabatini, una delle “prime fughe di cervelli” della storia e mi sono detto delle cose che non ripeto.
Nella seconda metà del 700, nato a Palermo ai tempi dei Borboni, Francesco Sabatini conobbe Carlo VII di Borbone (il futuro Carlo III Re di Spagna) durante la costruzione della Reggia di Caserta per quello che allora era il Re di Napoli (che vita difficile…). Quando Carlo divenne Re di Spagna chiamò a corte Sabatini e lo nominò Gran Maestro delle Opere Reali. Sabatini sostituì, quindi, nel 1760, un altro italiano, Sacchetti, torinese, che già dal 1736 ricopriva quel ruolo e stava lavorando alla costruzione del palazzo reale, concluso poi nel 1764 dall’apprezzato architetto palermitano.
La storia narra che quando Carlo III entrò in Madrid dovette passare dalla porta che Filippo III fece costruire nel ‘600 per la sua sposa Margherita d’Austria, ma non gli piacque, era troppo modesta, troppo poco imperiosa, quindi decise di farne costruire una nuova e chiese agli architetti di corte dei progetti. Ventura Rodriguez, l’architetto della fontana di Cibeles, presentò 5 progetti, José de Hermosilla 1 e il nostro Sabatini 2. A quanto pare, Carlo III (che aveva palesemente delle preferenze), era indeciso tra due, quelli di Sabatini, che per soddisfare il re li fuse in un unico progetto. Per questo motivo la Puerta de Alcalà ha due facciate differenti, quella che guarda a est mostra 10 colonne con capitelli, mentre quella a ovest ha semplicemente i pilastri con i tre archi centrali.
Beh, fatto sta che Sabatini fece un’opera unica per l’epoca, di gusto tipicamente neoclassico, elegante e imperiosa, come tuttora appare. La porta fu inaugurata come una porta e non come un monumento nel 1778, tanto più che all’epoca e ancora fino al 1869 da entrambi i lati partivano le mura della città.
Tornando a Sabatini, questo geiaccio ha costruito talmente tante cose in Spagna che se siste curiosi vi conviene consultare wikipedia, tra tutte ha comunque partecipato alla ricostruzione di Plaza Mayor nel 1790 insieme a Juan de Villanueva e ha concluso i lavori iniziati da Jose de Hermosilla per l’Hospedale Generale, edificio che oggi ospita il Museo Nazionale Reina Sofia.
Vi pare il caso che si debba guardare indietro per sentirsi un po’ orgogliosi? Più Sabatini per tutti!



se è per questo filippo juvarra, che nel ‘700 ha progettato mezza torino, in spagna, alla corte di felipe V, ha fatto cose ben più rilevanti.
http://es.wikipedia.org/wiki/Filippo_Juvara
“En 1735 el arquitecto recibió una invitación del rey borbón de España, Felipe V, para quien proyectó la fachada del palacio de la Granja de San Ildefonso, el nuevo Palacio Real de Madrid y el Palacio Real de Aranjuez, ejecutados después de la muerte de Juvara por Giovanni Battista Sacchetti y otros alumnos. Otro arquitecto muy influido por Juvara fue Bernardo Vittone. Además de estos proyectos, Juvara realizó otros trabajos en Madrid, como el proyecto del nuevo Coliseo de la Cruz.”
alphakappa
6 maggio 2009
? E quindi?
zollo
6 maggio 2009
grande zollo, è interessante e triste il fatto che dobbiamo sempre guardare il passato x essere orgogliosi di qualcosa!!!
PS approvo il tuo…e quindi?
simone428301
6 maggio 2009
se “e quindi?” è rivolto a me, rispondo.
era solo per puntualizzare che prima di sabatini, un altro architetto italiano, filippo juvarra, più famoso e apprezzato di sabatini stesso, ha messo mano sui progetti di molti edifici importanti di madrid e della spagna.
alphakappa
6 maggio 2009
ah ok scusa, ma per ignoranza mia pensavo che Juvara fosse spagnolo, quindi non capivo il nesso!
zollo
6 maggio 2009
no, italiano. di messina. ho lasciato il link alla pagina a wikipedia, che c’è anche in italiano.
alphakappa
6 maggio 2009
si si, ho letto, era alunno di fontana a roma ed è stato un grande esponente del barocco… non conoscevo… ops…
zollo
6 maggio 2009
io invece apprendo ora che sabatini fu incaricato di concludere i lavori del palazzo reale di madrid.
http://es.wikipedia.org/wiki/Palacio_Real_de_Madrid
alphakappa
6 maggio 2009
si, è per quello si chiamano cosi i gardini di Sabatini, accanto del Palazzo (anche se ho letto che si chiamano cosi perchè prima c’erano le stalle disegnate da lui ma che sono diventate giardini nel tempo della Repubblica. Da qualche anno in Estate organizzno degli spetaccoli in questi giardini e si sta benissimo
Ana
6 maggio 2009
Bisogna guardare indietro perché si sono persi i valori. Credo ancora ai cervelli dei nostri giorni, fintanto si tengono a debita distanza a certe bassezze.
Alessandro
Alessandro Cosimetti
6 maggio 2009
Lavoro da una vita nel settore auto e autoriparazione.
Sono scioccato dall’ottusità che sto riscontrando in Italia.
Sul mio blog ho citato due decreti, quello Monti e il Bersani.
Due decreti d’oro, ottimi per rimettere in movimento l’economia automobilistica, ma invece utilizzati come carta igenica.
Giuliano
Giuliano Automotive
7 maggio 2009
@Giuliano: scusa ma non ho capito cosa c’entra il tuo commento con l’articolo sulla Porta d’Alcalà… o stavi solo facendo pubblicità al tuo blog?
GIORGIA RN
7 maggio 2009
assolutamente no…era solo per ricordare che la fuga dei cervelli non riguarda soltanto il campo dell’architettura.
Giuliano Automotive
7 maggio 2009
@Giuliano: allora perchè non vieni qui? Qui chi ha delle buone idee riesce a svilupparle!
Tra l’altro ad Alcalà abbiamo Porta Madrid, (ma non è di Sabatini!), da quel che ho capito anticamente segnavano l’inizio e la fine della strada che collegava Madrid ad Alcalà e viceversa. Entrambe le porte, lasciandosi alle spalle i rispettivi centri storici, guardano verso l’altra città.
GIORGIA RN
7 maggio 2009
E’ un sogno che sto coltivando con altre persone che hanno già commentato lo stesso articolo
Giuliano Automotive
7 maggio 2009
Beh, anche noi, spagnoli, parliamo che c’è fuga di cervelli nostri… quello che dite che ui “chi ha delle buone idee riesce a svilupparle” nn è sempre certo… un essempio è che in spagna è uno dei paesi dove è più difficile comminciare un business per tutto quello che bisogna fare… e ho tanti amici appena laureati che sono andati via per lavorare…
Ana
7 maggio 2009
Alla fine tutto il mondo è paese….
Giuliano Automotive
7 maggio 2009
Ma non credo che Italia e Spagna abbiano una grande differenza per ciò che concerne la fase di creazione.
Almeno nel mio campo, visto che opero sul Web.
Ho molti amici sparsi in Spagna (spagnoli) che vivono le stesse identiche problematiche che abbiamo qui e vorrebbero andarsene.
Poi, sul piano della tassazione non mi pronuncio quello dovrebbe dirlo chi ha lavorato in Italia ed ora fa altrettanto in Spagna.
Per concluedere, se hai talento saprai realizzare i tuoi obiettivi ovunque…ora non ditemi ma anche in Africa?!
Alessandro Cosimetti
7 maggio 2009
x alphakappa
anche io avevo capito che juvara fosse spagnolo…e quindi?…sorry!
simone428301
7 maggio 2009
Juvara se non erro è un cognome originario del Friuli
Giuliano Automotive
8 maggio 2009
dato il valore artistico di sabatini… contento che abbia passato la maggior parte del suo tempo a Madrid! comunque, per la precisione storica, sia Sabatini che Juvara erano nati nel Regno delle Due Sicilie: l’Italia e’ arrivata un secolo o due dopo!!! mi sembra ci sia da parte di qualcuno una gran voglia di sostenere a tutti i costi alcune teorie preconcette… peraltro neanche tanto originali, sbaglio?
Roberto
10 maggio 2009
Quali toerie preconcette? comunque l’Italia in quanto nazione esisteva già da molto tempo… ne parla dante e altri suoi illustri colleghi…
zollo
10 maggio 2009
ti rispondo per punti:
- riguardo alle teorie preconcette credo sia sufficiente rileggere il tuo incipit per capire a cosa mi riferisco;
- sabatini non credo rientri nel novero dei cervelli (ne di quelli “in fuga” ne di quelli “in gruppo”, scusami ma… e’ cominciato il Giro!) ne’ tantomeno degli artisti: si tratta piuttosto di un esecutore compiacente, quello che oggi definiremmo un lacche’, un “paraculo” insomma (quale artista d’altronde fonderebbe due progetti insieme… perche’ il committente non si decide?!), double face come la sua puerta de alcala’;
- citavo le Due Sicilie (peraltro impropriamente, dato che all’epoca del nostro si trattava di due regni ancora separati) non come nazione, ma dal punto di vista politico, come stati sotto la dominazione spagnola: non di gran fuga si tratta dunque l’aver seguito il proprio sovrano divenuto re di Spagna, soprattutto considerando che il nostro gia’ faceva parte della corte e non del popolino vessato!
Roberto
11 maggio 2009
dunque, rispondo ai tuoi 3 punti:
- continuo a non capire “proconcette”, sarò lento, se mi dai una mano magari capisco quali perconcetti io abbia espresso, cosa abbia detto a priori, dato che quello che ho detto era riferito post lario-berlusconi.
- su questo punto non so cosa dirti, adoro l’olio su tela e i migliori artisti sono per me quelli rinascimentali, tutti artigiani che lavoravano su commissione, il vero artista, almeno dal punto di vista tecnico si vede proprio nel lavoro su commissione. Quindi oserei dire che definire Sabatini non un cervello ma un paraculo sia quantomeno eccessivo laddove non offensivo.
- ho preso per esempio Sabatini perchè era un italiano che ha fatto grandi cose in spagna superando i grandi nella loro terra. Che fosse nato in un’Italia all’epoca conquistata dai Borboni o dai Francesi poco importa per il messaggio che volevo lanciare, era un italiano, parlava italiano ed era italiano di cultura.
zollo
11 maggio 2009
…ok, continuiamo:
- se il bionomio berlusconi-fuga di cervelli non ti sembra preconcetto e tendenzioso… magari ti consideri anche tu un cervello in fuga (per colpa di berlusconi poi)?!
- nessuno discute la committenza (che comunque non costitutisce nessun indicatore di perizia ne’ tecnica ne’ artistica, bensi un efficace strumento di mecenatismo: e su questo si che si potrebbero muovere critiche all’Italia dei giorni nostri!) bensi’ lo spessore di sabatini: se “paraculo” offende la suscettibilita’ di qualcuno, chiamiamolo “cortigiano fedele” (il concetto e’ il medesimo) ma non scomodiamo il Rinascimento, per favore!
- non confondiamo inoltre “cose grandi” con “grandi cose”, pensiamo a cosa fosse madrid all’epoca (un paesone, divenuto capitale di un impero in decadenza per scelta logistica e per questo con quasi tutto da costruire e senza nessuna tradizione artistica propria) e soprattutto chiediamoci: ma quali grandi locali avrebbe superato il sabatini?!
riassumendo: per parlare (se e quando necessario!) di “fuga di cervelli” si dovrebbero poter individuare chiaramente il “cervello” e la “fuga” (diversa dal semplice trasferimento oltre confine), e sinceramente non mi sembra proprio vi siano gli elementi nel caso di sabatini!!!
sempre a disposizione, smettiamola pero’ di sputare sul nostro paese (a maggior ragione se all’estero!), magari utilizzando berlusconi come scusa (barata!) e di guardare solo al passato (in modo acritico tra l’altro): ma un bel post su qualche caso di italianita’ virtuosa anche ai giorni nostri (il caso industriale di Fiat per esempio), che magari risolleva anche un po’ gli animi, no eh?!
Roberto
12 maggio 2009
si dai giuliano vieni..qui chi ha idee un lavoro lo trova..tieni presente quei 4 milioni e mezo di disoccupati che ci sono fuoril’inem?beh quelli sono tutti cervlloni
:):) ma per favore..vai giuliano vai in quel paese in decadenza..a quano state?4 milioni e mezzo..?salute.la rumania gia superata..ottimo record..e poi scusa giuliano di qual riforma dell’autvuoi andare a palrare in un paewse che non ha industria dell’auto..che ha solo industrie dell’auto estere?la seat la presero i tedeschi e la riorgnizzarono perche nonfurono capace dimandarlaavanti..a ecco la seat..quelli si che furoino altri soldi sprecati di mamma fiat..vai giuliano vai..
any
12 maggio 2009
Any…ma chi ha detto che voglio venire in Spagna per le auto?
Lo so benissimo che li non c’è più nessun tipo di industria dell’auto.
Questo argomento l’ho trattato proprio in questi giorni all’università Roma 3.
Se non ci credi ti inoltro anche il file che ho presentato.
Il mio è un’altro progetto che per motivi scaramantici non rivelerò.
Ma ti assicurò che non si tratta di auto.
Giuliano
Alessandro Cosimetti
12 maggio 2009
si pero non preoccuparti..sempre fuori l’inem finisci..assieme ai 4milioni e mezzo di amici..ma dove andate a perdere tempo?
any
13 maggio 2009
che visione catastrofica… Io ti auguro in bocca al lupo per il tuo progetto!
zollo
13 maggio 2009
NOTA: Il commento di Giuliano è stato fatto dal mio pc, ecco perchè appare il mio link…!
Alessandro Cosimetti
13 maggio 2009
Crisi significa innanzi tutto CAMBIAMENTO e questa non è la prima avuta in tutta la storia.
Io preferisco darmi da fare, aggiornarmi, fomrmari, crescere, poi quello che verrà verrà raccolto (ed io già sto raccogliendo!).
Però che “palle” le persone perdono tempo soltanto a lamentarsi!!
Alessandro
Alessandro Cosimetti
13 maggio 2009
Scusami Ale non mi ero accorto che era impostato il tuo nome sul pc…era tardi ieri sera
Giuliano
Giuliano
13 maggio 2009