Sapevate che Marco Polo in realtà è Croato? E che Cristoforo Colombo invece si chiama Cristobal Colón ed è spagnolo? Ecco queste sono alcune cose che si sentono qui a Madrid. Ieri stavo guardando Españoles por el mundo e in una splendida isoletta croata fanno vedere la casa natale di Marco Polo affermando le sue origini croate. Cerco un po’ di informazioni su entrambe le cose, giusto per vedere se ci fosse un fondamento e guarda caso trovo fondamento in entrambe le tesi ma solo in lingua spagnola, dato che in inglese, che considero più oggettivo nessuna delle due cose viene menzionata.
Questo mi ha fatto tornare in mente quando un paio di settimane fa un mio amico mi dice che la radio non l’ha inventata Marconi, ma 11 anni prima uno spagnolo. Io sapevo che in realtà Tesla l’avesse inventata prima di Marconi,mi pareva ufficiale la cosa, ma sulla sicurezza del mio amico non ho ribattutto. Oggi scaldato dalla questione Colombo-Polo, vado a cercarmi un po’ di informazioni e chiedo un po’ in giro per capire che cosa è comunemente considerata un’invenzione spagnola. Beh tra le mie domande e le mie ricerche sono venute fuori cose spettacolari.
Se chiedete a un qualsiasi spagnolo quali sono le invenzioni che possono vantare firma iberica, tutti, ma proprio tutti vi diranno i leccalecca, il mocio e la graffettatrice. Molti aggiungeranno il calcio balilla, l’elicottero, il sottomarino e la radio. Ovviamente sono andato a cercare e questo è quello che ho trovato:
A livello di conoscenza popolare pare proprio che le piccole e grandi invenzioni spagnole è quanto soprariportato, molti siti poco affidabili osano anche qualcosa in più, questo sito è abbastanza esplicativo: si legge che gli spagnoli hanno inventato dalla chitarra alla sigaretta, dalla bomba molotov al primo fucile… Non mi sono messo sinceramente a controllare ogni cosa, perchè chiaramente questo genere di informazioni vanno trattate con attenta superficialità.
L’unica cosa, dopo aver letto tutti queste cose e dopo aver discusso con spagnoli, forse dovrei spiegargli semplicemente che un’invenzione è la creazione di qualcosa che prima non esisteva o che era sconosciuta.
Aspettando di scoprire che Leonardo da Vinci in realtà si chiamava Carlos Leonardo de Chinchón, vi aspetto alla Pepa per l’anniversario di questa splendida invenzione.



zollo anche a me capita di sentire ste cose…e a volte provo a chiedere ad amici spagnoli le fonti di tali affermazioni, io mi rifaccio a fonti internazionali sopratutto in lingue inglese. potrei parlare della dinamicitá che caraterizza noi italiani e che al contrario in terra iberica non sempre è stata di “casa”.
1 chicca: alla scoperta della penicillina da parte di Fleming, diede un contributo Tiberio un signore Molisano. opp. la diatriba Meucci/Bell per l’invenzione del telefono.
X concludere molte invenzioni hanno diversi padri.
Vi riporto la risoluzione della Camera dei Rappresentabti USA con la quale è stata fatta giustizia a Meucci e che potete sbattere in faccia a chiunque metta in dubbio la paternità italiana del telefono.
« H. Res. 269
In the House of Representatives, U.S.,
June 11, 2002.
Whereas Antonio Meucci, the great Italian inventor, had a career that was both extraordinary and tragic;
Whereas, upon immigrating to New York, Meucci continued to work with ceaseless vigor on a project he had begun in Havana, Cuba, an invention he later called the ‘teletrofono’, involving electronic communications;
Whereas Meucci set up a rudimentary communications link in his Staten Island home that connected the basement with the first floor, and later, when his wife began to suffer from crippling arthritis, he created a permanent link between his lab and his wife’s second floor bedroom;
Whereas, having exhausted most of his life’s savings in pursuing his work, Meucci was unable to commercialize his invention, though he demonstrated his invention in 1860 and had a description of it published in New York’s Italian language newspaper; Whereas Meucci never learned English well enough to navigate the complex American business community;
Whereas Meucci was unable to raise sufficient funds to pay his way through the patent application process, and thus had to settle for a caveat, a one year renewable notice of an impending patent, which was first filed on December 28, 1871;
Whereas Meucci later learned that the Western Union affiliate laboratory reportedly lost his working models, and Meucci, who at this point was living on public assistance, was unable to renew the caveat after 1874;
Whereas in March 1876, Alexander Graham Bell, who conducted experiments in the same laboratory where Meucci’s materials had been stored, was granted a patent and was thereafter credited with inventing the telephone;
Whereas on January 13, 1887, the Government of the United States moved to annul the patent issued to Bell on the grounds of fraud and misrepresentation, a case that the Supreme Court found viable and remanded for trial;
Whereas Meucci died in October 1889, the Bell patent expired in January 1893, and the case was discontinued as moot without ever reaching the underlying issue of the true inventor of the telephone entitled to the patent; and
Whereas if Meucci had been able to pay the $10 fee to maintain the caveat after 1874, no patent could have been issued to Bell
Now, therefore, be it
Resolved, That it is the sense of the House of Representatives that the life and achievements of Antonio Meucci should be recognized, and his work in the invention of the telephone should be acknowledged.
Attest:
Clerk.[6] »
Figuratevi che qui pure nella mia Facoltà di Storia c’è gente convinta che “Cristobal Colón” fosse spagnolo…
Per questa ragione mi rifiuto di dire Bolonia, Venecia, Florencia, Milán, Turín, Cerdeña… se non stiamo attenti cambiare patria è un attimo!
Su C.Colombo ho questa notizia (peró non ho la fonte).
Sembra che nascondesse per quanto possibile le sue origini genovesi, per ingraziarsi la corte spagnola, in particolare la Regina Isabella. tutto questo per puro opportunismo e per ottenere il finanziamento per il suo viaggio alle Americhe.
Brenno te prego!!
La regina Isabella sapeva benissimo con chi stava parlando e non gliene fregava niente di che nazionalità fosse Colombo. L’unica cosa che interessava ai reali spagnoli era trovare una via alternativa per raggiungere l’India per motivi commerciali.
Non hanno mai dovuto nascondere la propria identità nemmeno i banchieri fiorentini che finanziavano le guerre spagnole, tanto meno i mercanti italiani che partivano da Siviglia o quelli che approdavano a Barcellona.
Gli Italiani in Spagna sono sempre stati di casa…
*A proposito del “SOTTOMARINO”.
Un giorno ho visitato il Museo Navale di Madrid (che io ho trovato interessante, anche se ammetto che mi venga un po’ da ridere pensando ad un Museo Navale in una cittá in cui NON c´e´il mare), in questo museo viene spiegata la storia del sottomarino: INVENZIONE SPAGNOLA! citata nel sito spagnolo, ovviamente.
La “questione” non é proprio, proprio cosí… vedere per esempio Wikipedia, alla voce “sottomarino”, dato che come dici tu, Zollo, “un’invenzione è la creazione di qualcosa che prima non esisteva o che era sconosciuta”.
…ma daltronde, cosa aspettarsi da chi per fondare madrid si è inventato che la città discendesse da i Romani!(l’ho letto su una guida national geografic)
Sulla storia di Colombo/Colon avevo fatto una ricerchina tempo fa, il punto e’ questo, Colombo, visti i suoi grandi meriti, fu fatto cittadino spagnolo ad honorem. Di qui il casino, Colombo e’ Italiano, perche’ nato in Italia, ma anche Spagnolo perche’ fatto spagnolo. D’altra parte, ad esempio, Lagrange nacque “Giuseppe Ludovico Lagrangia” a Torino, pero’ tutti lo conoscono per Lagrange perche’ opero’ per lo piu’ in Francia… Alla fine cosa ce ne frega di colombo, abbiamo Leonardo, Galileo e Archimede, vabbeh, ci manca Einstein ma siamo stati bravi lo stesso
Ciao Luca,
Hai gia visto l’articolo sulla Madroñosfera italiana? Ho pensato che ti piacerebbe leggerlo e forse condividerlo. Ti lascio qui il link. Spero che ti piaccia: http://tetuanmadrid.blogspot.com/2011/02/la-madronosfera-habla-italiano.html
eh si vedo che tutti sentiamo e ridiamo del fatto che gli spagnoli vogliono accaparrarsi tutte le invenzioni e non gli va il fatto che l’Italia è stato per secoli un laboratorio di geni(adesso direi che è il contrario, visto il degrado e lo sfascio generale del nostro paese….). Comunque per quanto riguarda Marco Polo è questione di ignoranza. Non era nè Croato nè Italiano, visto che non esistevano nè l’Italia nè la Croazia all’epoca. In verità era cittadino della Repubblica della Serenissima, di cui faceva parte anche la Dalmazia oltre che l’Istria e molte isole greche. Si parlava veneziano(ancora lo parlano molti anziani che non sono scappati dopo l’arrivo di Tito)e le genti avevano chiare ascendenze latine e per niente slave. Gli slavi, con tutto rispetto, sono arrivati dopo e gran parte delle genti di lingua veneta/italiana se ne sono scappati con il crollo del fascismo che non ha lasciato un bel ricordo nemmeno nei Balcani…
comunque il problema è l’ignoranza, e forse ne ho trovata più in Italia che qui. fate qualche domanda di storia o geografia o cultura generale agli italiani e vedrete…
complice la tv: se importassimo meno spazzatura yankee e facessimo vedere più programmi come espanholes en el mundo anche nella tv italiana, magari qualcosa imparerebbero tutti…
comunque abbasso i nazionalismi e si è vero che il sottomarino lo ha inventato uno spagnolo, anzi un catalano…
Colombo italiano?
scusate, ma se l’Italia ha 150 anni?
volete dire in senso etnico o linguistico?
Colombo era genovese e punto. con tutto rispetto per tutti ma penso che l’Itaia è un invenzione e l’unità è stato l’inizio della nostra decadenza…
(non sono leghista e ho origini sia del Nord che del Sud, ma è solo una constatazione.
Paolo, nazione italiana. Molto più antica della costituzione.
cerca info piu dettagliate sul sottomarino…
Paolo: l’Italia, gli italiani e la cultura italiana c’erano già da prima dell’unità nazionale e della Costituzione.
Non so se per esempio ti sei accorto che la nostra letteratura italiana non è frutto degli ultimi 150 anni.
Tra l’altro la nostra identità non è stata una specie di auto-proclamazione sorta dal nulla, ma è stata un’identità riconosciuta da tutti per secoli: per es. nei documenti spagnoli del ’500 che studio io si parla di Italiani.
Di chi stavano parlando secondo te nel ’500?
Questa é bella, ora risulta che hanno inventato anche la rovesciata!! http://www.marca.com/2011/02/14/futbol/futbol_internacional/1297686975.html
Il leccalecca é invenzione spagnola senza dubbio, la prova é che in spagnolo si chiama chupachus. La domanda é ¿como si chiamava la moglie dell´inventore del chupachus? Risposta: ¡Chus!
Non mi piace spiegare le barzellette, ma per chi non parla spagnolo, chupa=lecca e Chus é come si chiama alle Jesusa e anche alle María Jesús.
ps Scusate il mio italiano, sono madrileño.
Anche a Barcellona è così, gli spagnoli credono di aver inventato diverse cose loro e a volte mi fanno morire dal ridere a sentire come ci credono davvero.
Quando si parla di Cristoforo Colombo, che mi rifiuto di chiamare Cristobal Colon per principio, gli spagnoli sono ridicoli. Facendo ricerche su Internet ho scoperto che si contendono la sua nascita la Catalogna, le Baleari e adesso pure la Galizia! Pare gli dia fastidio fosse italiano, ma l’Italia è una penisola che si chiama Italia dai tempi dell’antica Grecia e non ha mai cambiato nome, chiunque vi nasca è italiano per ovvi motivi (o chi nasce nella penisola iberica non è iberico?!); provate a dire a Dante o a Petrarca, quando li incontrerete, che non erano italiani… il sentimento italiano è sempre esistito ed eravamo italiani per tutte le corti… anche a me hanno detto che Cristoforo Colombo non era italiano, tutt’al più era genovese… claro que sì, allora non mi stressino con il fatto che l’imperatore più grande di Roma, Adriano, era spagnolo, perché Italica si trovava in Hispania, e neanche Averroè era spagnolo, dato che Al Andalus non era la Spagna!! Io credo che ci siano argomenti che con gli spagnoli è bene non parlare. Calcio e cucina in primis, poi Cristoforo Colombo, che è una loro fissa. Ah, una volta mi hanno anche detto che Ermenegildo Zegna è catalano! a quel punto ho mandato a stendere.
¿Ma con quali spagnoli parlate? ne io ne nessun spagnolo che conosco (e ne conosco parecchi) pensa che Cristoforo Colombo sia spagnolo, gente ignorante c´é da tutte le parti, non si puó generalizzare (se si dice cosí pure in italiano).
¡Ah! e di internet meglio non fidarsi, qualsiasi idiota puó scrivere ció che gli viene in mente (diarrea mental que diríamos aqui).
Gli spagnoli chiamavano Cristoforo Colombo “L’ammiraglio delle zanzare” per via dei fastidiosi insetti delle terre scoperte. Colombo é molto piú di quello che appare nei libri di storia,
se ne avete tempo e voglia, ascoltatevi le trasmissioni di radio due, alle 8 della sera, in questo sito: http://www.radio.rai.it/radio2/alleotto/lammiragliodellezanzare/
(oppure scaricatevele, si trovano su emule)ne vale veramente la pena.
Nel metro non leggo libri, li ascolto é molto meglio
L’ammiraglio delle zanzare – Dov’è nato Cristoforo Colombo? Falso problema. Quando si sostiene che è nato a Genova ci si dimentica di aggiungere che allora Genova era una cosa molto diversa da quella che oggi essa è, perché – come ogni città mediterranea che si rispettasse – essa non era localizzata in un unico punto come per noi oggi è normale ritenere , ma era invece all’interno di ogni città importante, specie se costiera, comprese quelle atlantiche come Cadice o Siviglia, ognuna delle quali ospitava il proprio quartiere genovese dotato di proprie istituzioni e, all’occorrenza, di propri moli. E se non si inquadra la figura di Colombo all’interno di tale mondo dove le stesse cose sono in grado di stare nello stesso tempo in più posti diversi e perciò mobilissimo e non ancora statico (cioè alla lettera composto di stati) non soltanto si rischia di non comprenderla, ma di non comprendere nemmeno quel che oggi sta avvenendo, vale a dire la crisi del mondo moderno, del mondo di cui appunto Colombo fu il primo rappresentante.
Tzvetan Todorov ha analizzato, in un celebre testo, la figura di “Colombo ermeneuta”, di Colombo cioè interprete di una realtà, quella che noi oggi chiamiamo americana, completamente estranea rispetto a quella del Vecchio Mondo. Nel ciclo di conversazioni che qui si presenta si compie un passo avanti: dopo aver fatto giustizia dei luoghi comuni che abbiamo appreso a scuola (l’episodio dell’uovo, la novità della sfericità della Terra) attraverso il riesame dell’intera vicenda dei viaggi colombiani viene analizzata la figura di Colombo come – per così dire – epistemologo, cioè dal punto di vista del suo metodo conoscitivo, delle sue convinzioni circa la possibilità di conoscenza della realtà e le tecniche di tale conoscenza. E si spiega come l’importanza di tale figura non risiede tanto, oggi, nel fatto che egli sbarcò in quello che verrà chiamato Nuovo mondo (un mondo di cui assolutamente egli non volle mai ammettere l’esistenza) ma nell’aver prima d’ogni altro improntato ogni sua azione alla cieca fiducia nei confronti dell’immagine geografica del mondo, della mappa, fino alla lucida e insieme tragica comprensione del valore profetico di tale modello. Dopo il secondo viaggio dai cortigiani di Fernando e Isabella Colombo venne ironicamente soprannominato l’”ammiraglio delle zanzare”, perché le terre appena scoperte avevano pochissimo oro, e invece moltissimi di tali fastidiosi insetti. Ma proprio perché è stato l’ammiraglio delle zanzare Colombo continua oggi ad essere importante: perché l’involucro aereo e invisibile che con lui iniziò a stendersi sul mondo come un impalpabile contenitore (anche di zanzare) fu appunto lo spazio: quel che oggi è in crisi, e di cui la mappa è stata lo storico veicolo.
Beh, poco tempo fa in un notiziario TV illustravano l’ipotesi di uno studioso catalano che sosteneva quanto segue:
1- Leonardo Da Vinci era di origini catalane
2-Durante un viaggio in Catalogna ha visitato il Montserrat, dov’è custodita la famosa Moreneta
e… tenetevi forte…
3-La Gioconda è in realtà un ritratto della Moreneta.
Ciapa lì!
no dimmi che stai scherzando…
Ho l’aria di una che sta scherzando?
http://www.rtve.es/mediateca/videos/20101214/historiador-catalan-dice-moreneta-inspiro-a-da-vinci-para-mona-lisa/964236.shtml
ahahhaha questo è fuori.
Sinceramente non sò con che spagnoli parlate… Cristobal Colón per gli spagnoli era italiano, un genovese .. non si è mai detto fosse spagnolo.. Gli spagnoli abbiamo l’abitudine di tradurre i nomi, cosa che mi sembra stupenda. Cristoforo é Cristobal.. non vedo il problema, e credo sia stato il propio Colón che ha “españolizado” il suo nome ..
L’Italia é grande di creativitá ed invenzioni, ma penso sia giusto apprezzare invenzioni di altri..
Leonardo ha coppiato nei suoi disegni ha disegnato veicoli per volare.. ma mica le ha costruiti, anzi non funzionano come si é dimostrato recentemente … cmq bravo per la sua idea … io sono una ammiratrice di Leonardo e non penso lui abbia coppiato di Icaro..
Juan de la Cierva é il primo che ha costruito un helicoptero che vola…
Adoro l’Italia e gli italiani, sono spagnola ma mi considero una italiana “di cuore” .. sinceramente mi dispiace sentire parlare in questo modo un po’ dispregiativo. Come dicevano sopra, gente ignorante c’é dapertutto..
Scusate il mio italiano pieno di errori, soy madrileña di nascita..
P.D.: La TV mette sempre cretinate sia qui che in Italia, anche a me ha fatto ridere quella notizia che aparte dal tipo quello non credo sia condivisa per nessun spagnolo, Leonardo era italiano e basta..
Tranquila, mujer. Si esto va en broma. Si scherza. Forse è una delle poche ironie che ci permettiamo nei confronti degli spagnoli e, tutto sommato, mi sembrano appastanza innocue. Se vuoi leggere invece le opinioni sull’Italia degli spagnoli, dai un’occhiata a Vaticalia, il blog di Miguel Mora, inviato del País. Oppure La vida en Roma di Íñigo Domínguez, inviato del gruppo Vocento. Es es ironía hiriente de verdad. Eh: que no digo que no tengan razón por lo que cuentan. Además, las cosas como son, Italia no pasa por su mejor racha, no.
Ti dirò, tornando al discorso, che bazzico in Spagna da quasi 20 anni e DUE sono i leit-motiv che mi accompagnano fin dall’inizio: “el codazo a Luis Enrique” (e ovviamente la proverbiale scorrettezza degli italiani in TUTTI gli sport) e, quando si presenta l’occasione, questa cosa di Cristoforo Colombo maiorchino. Mi è capitato diverse volte. Non dico che tutti lo pensino e lo sostengano, ma a me è capitato molte volte. Ormai non tocco neanche più il discorso per non discutere.
Son d’accordo nel non snaturare i nomi (almeno quelli di persona), però non prendiamocela con gli spagnoli che lo fanno: in Italia partiamo di Renato Cartesio, citiamo “Don Chisciotte”, parliamo di citta come Siviglia o Cadice o BarceLLona, etc etc etc
lo sapevate che a pontevedra in galizia c’è la casa natale di Colombo…qui non si parla di nomi ma di speculare su fatti storici per il proprio tornaconto personale. Mi fanno pena!
Scusate, ma non vi basta dare un’occhiata all’Italia di oggi per farvene una ragione? La moda, le automobili, il cibo, gli strumenti musicali, l’arredamento, l’architettura e tantissimo altro. In pratica siamo sempre al top e anche tropo, tanto che le più grandi nazioni dell’occdente o rubano le nostre idee o le boicottano. Tutto questo è troppo per loro e lede la loro autostima. Ma è così, e non dobbiamo neanche approfittarcene della situazione: non è giusto. Continuiamo ad essere modesti e continueremo ad essere grandi.