Ipocrisie politiche

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Comunisti, fascisti, socialisti, democristiani, questi erano quelli di una volta.Centro-destra, centro-sinistra, centro-dipende(da cosa mi conviene), sono quelli di adesso.In Spagna PP, PSOE e poi il vuoto cosmico.

E una sola domanda: questa gente ci rappresenta?In Italia Grillo parla di PdL e Pdmenoelle, in Spagna gli indignados fanno riferimento al PPSOE, una sorta dipartito unico che si spartisce la torta a turno.Non sono un grillino, e sono indignado solo in parte, però una cosa ce l’ho ben chiara: questi partiti, e più ingenerale, questo sistema politico, non mi rappresenta.

Non penso di essere il solo a credere che l’evoluzione della politica degli ultimi decenni sia in realtàun’involuzione, cioè una sorta di ritorno al passato, quando c’erano imperatori, re, dittatori, e non si potevascegliere da chi farsi governare. Possiamo mettere una croce su un simbolo di partito, ma non possiamo decidere chi rappresenterà in parlamento; possiamo raccogliere centinaia di migliaia di firme per chiedere un referendum che non ci sarà mai; chiediamo le dimissioni dei pluri-condannati che ricoprono cariche pubbliche e questi si aggrappano alle poltrone tra l’indifferenza dei loro colleghi.

Che ruolo ha in tutto ciò il tanto conclamato “Popolo sovrano”?

Quello di “elettorato passivo”, ossia ungruppo composto da svariati milioni di persone, che pagano svariati milioni di tasse, per mantenere svariatecentinaia di politicanti con l’auto blu che si eleggono e rieleggono tra di loro.È una sorta di medio-evo post-moderno, dove i politici fanno i feudatari, i nobili, i re, mentre il popolocontinua ad essere il popolo. E guai a mischiare gli uni con gli altri.

E allora che senso ha sventolare bandiere di partito, filosofeggiare di sinistra o di destra, associare colori a fedi, quando coloro che appoggiano i loro regali culi sulle poltrone pagate con il nostro sudore,rappresentano solo loro stessi? Questo è ciò che si chiedono le generazioni di oggi, tanto in Italia come inSpagna, piuttosto che in Francia e chissà in quanti altri paesi del mondo.E allora ben vengano le manifestazioni senza simboli di partito come quella di Sol, ben vengano i colori che apolitici come il viola, ben vengano le associazioni di cittadini che mettono in comune le proprie idee percercare di cambiare il modo di fare politica.Il giorno che riuscirò a votare un’idea senza che questa si chiami centro-nonsoche, con la bandiera dinonsochecolore, sarò un uomo un po’ più libero.

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Posted on by Reinaldo Dedali in Politica