Come adottare un gatto a Madrid… e vivere felini e contenti!

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Oggi mi va di compartir con voi una mia esperienza madrileña, che magari vi può tornare utile: l’adozione di due gatti. Circa un anno fa ho deciso di “metter su famiglia” senza sapere che faticaccia sarebbe stata!

Premetto che prima di spostarmi in Spagna ho avuto gatti per casa, e che quindi sono perfettamente cosciente di cosa voglia dire vivere in appartamento con un animale.

Così, dopo aver trovato su internet diverse associazioni presenti in città (ovviamente, l’adozione di gatti abbandonati era l’unica soluzione che potevo contemplare) ho passato pomeriggi a disperarmi davanti alle foto e alle storie di gatti randagi, tentata di adottarli tutti quanti!

La prima associazione contatta è stata MADRID FELINA, che mi ha risposto tramite un replay automatico che elencava tutti i requisiti necessari per adottare un gatto (fra cui, vivere in zone della città raggiungibili affinchè possano monitorare o assistere il gatto adottato se necessario; NON avere una casa chalet, o un giardino, a meno che non siano adeguatamente protetti senza che il gatto abbia accesso alla strada), e una minaccia che gli animali anche se adottati sarebbero stati comunque sempre sotto la cura di MADRID FELINA, autorizzata a fare visite a sorpresa a casa mia per ispezionare e verificare l’effettivo stato di salute dell’animale.

Fin qui nulla di sconcertante, anzi, mi ha rassicurato sapere che le associazioni locali affidassero i cuccioli con criterio scoraggiando coloro che pensano che l’animale sia un balocco.

Dopo aver verificato che tutti i micioni presenti sul loro sito fossero ancora da adottare, ho scelto prima un cucciolo, e mi è stato risposto che non era più disponibile. Allora ho chiesto di un altro, stessa risposta. Alla terza volta che mi sono sentita rispondere che l’animale non era disponibile mi sono spazientita, perché non stavamo parlando di shopping online, e ho richiesto così una lista dei gatti effettivamente disponibili. Non è più giunta risposta. :(

 

L’associazione ANAA invece si è resa subito disponibile, tuttavia notando che ero italiana mi hanno informato immediatamente che in caso di un ritorno in patria avrei dovuto restituire l’animale. Sconcertata, ho risposto che non ero intenzionata ad affittare un gatto, ma che volevo adottarlo a tutti gli effetti, e che se un domani per chissà quale ragione sarei tornata in Italia lo avrei portato con me.

Altre associazioni si sono dimostrate più friendly chiedendomi direttamente a quale cucciolo visto sulla loro pagina ero interessata. Giusto perché magari non lo sapete, come me all’inizio, nessuna di queste associazioni ha degli spazi propri per ospitare i gatti trovatelli, sono tutti momentaneamente ospiti in case di accoglienza, per cui bisogna selezionare a catalogo i cuccioli e poi fissare un appuntamento per vederli.

 

L’associazione G.A.T.A., giusto per fare selezione naturale, alla mia prima mail di contatto mi ha inviato un po’ di informazioni e un questionario, di 15 domande (!) , compreso, se avessi mai avuto animali, e fossero morti, specificarne le cause; i legami di parentela delle persone che eventualmente vivono con me, e che programmi ho per le prossime vacanze estive!!

 

Da ultima ho preso in considerazione la risposta de EL REFUGIO, (fra l’altro, unica location raggiungibile coi mezzi dal centro) che confermata la disponibilità degli animali e totalmente d’accordo sul concetto adozione e non affitto, ha fissato un appuntamento presso di loro.

Dal momento che uno dei gatti selezionati era affidato alle cure di una signora, questa ha insistito per farmi un’intervista telefonica (tramite l’associazione) in cui dopo 20 minuti di domande trabocchetto, mi ha saluto… e il giorno previsto non si è presentata… devo aver dato qualche risposta sbagliata!

A proposito di colloqui, arrivati a EL REFUGIO, mica era finita… colloquio di una buona mezz’oretta su: chi siete, cosa fate, perché, per come, per quanto, siete d’accordo entrambi, programmi e progetti futuri… ma stavolta c’eravamo, non abbiamo desistito, ci hanno fatto conoscere finalmente i fortunati (sì, i nostri gattoni sono davvero fortunati!), firmato il contratto, e ALLA FINE siamo riusciti a tornare a casa con i nostri micioni!

Detto ciò, è stata lunga ma la soddisfazione è enorme: tutto questo resoconto non voglio sia scoraggiante per chi avesse in mente di adottare un animale, ma solo mettere in guardia che se all’inizio ci si scontra con qualche difficoltà, niente paura, è normale ma il successo è garantito.

 

 

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Posted on by marghe in Animali e Natura