Tornare a Madrid

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Ore 21:00, gate 12, volo Ryanair per Madrid. Torno a casa. Torno a Madrid.

Sono state due lunghissime settimane, tra Verona, Dresda e Milano, tra lavoro, burocrazie e scelte complicate. Adoro viaggiare, non potrei vivere senza, davvero non mi sentirei viva: c’è chi se la ronfa fino all’arrivo a destinazione, poi prende quel che c’è da prendere e riparte; c’è chi invece si gode il viaggio, oltre alla meta, osserva, parla, scopre. Io credo invece di essere un terzo tipo di viaggiatore, quello che dopo tutto, vuole tornare a casa. Tornare a Madrid.

L’altra sera ero a teatro, nella mia città, Verona, ad ascoltare un enciclopedico Baricco rispondere alle domande di un intervistatore musicale, e quello che mi sono portata via, mi sono messa in tasca, è stata la sua metafora della cadenza – musicale – con il viaggio: la cadenza è una formula che conclude una sinfonia, “la cadenza nella musica è come il ritorno a casa, significa ricadere a casa cioè nel proprio posto, dove uno sta, e sta bene, al sicuro, mentre la sinfonia è come un viaggio, alla scoperta del mondo ma per quanto sia bello viaggiare, non c’è nulla come tornare a casa.”

 

Non poteva essere più appropriato, in quel momento: la festa di San Isidro, l’inaugurazione di Casa Decor della mia amica, i miei gatti, il mercato del mio barrio, il blog di italiani a madrid…

Sto diventando sentimentale: sono italiana, atterrerò con una valigia di 19,5 kg interamente di cibo (che nessuno si autoinviti a cena!) ma Madrid è casa, è sole, è colori, è bella vita, diciamocelo su!

 

Bentornata.

 

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Posted on by marghe in Varie