Passione per la cucina

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Passione per la cucina

[Redazione: questo post apre una parentesi nuova dedicata alla cucina e al cibo. Ogni settimana pubblicheremo una ricetta che speriamo possa essere di ispirazione per gli amanti del buon cibo. La nostra collaboratrice si presenta in maniera del tutto ironica (ci tiene a sottolinearlo) raccontando il suo approccio al mondo culinario come sperimentatrice piuttosto che come cuoca professionista].

È una soddisfazione scoprire una passione tutta nuova quando meno te l’aspetti, è uno stimolo enorme e ti fa capire che non è mai troppo tardi per mettersi alla prova.

Fino ai 26 anni ho sempre avuto un rapporto sereno col cibo, basato sul reciproco rispetto… io lo mangiavo e lui  non batteva ciglio, molto semplice. Diciamo che la nostra relazione rimase come tale finchè non iniziai a sperimentare preparando ricette di ogni tipo. Tutto cominciò cercando idee su internet: spulciando tra i blog di cucina iniziai a provare piatti sempre nuovi realizzando in poco tempo che cucinare mi piaceva tantissimo. Era diventato un modo per rilassarmi e divertirmi, soprattutto se dopo aver cucinato tocca al tuo ragazzo lavare i piatti!

Piano piano sono stata rapita da un formidabile vigore culinario che mi accompagna ancora oggi e che mi permette di preparare di quei manicaretti che neanche immaginate…

… scherzi a parte, non è una banalità affermare che la cucina sia un’arte, infatti, sperimentando ai fornelli ho scoperto trucchi e combinazioni di sapori e colori mai provati prima. Non sto assolutamente cercando di spacciarmi per una cuoca provetta, sono solo una persona curiosa che ha scoperto quanto possa essere divertente “giocare” con il cibo (soprattutto perchè dopo aver giocato, se magna!).

Chiaramente quando si inizia un percorso di questo tipo non ci si può fermare solo alla preparazione e alla cottura, ci si deve cimentare anche nella presentazione, ovvero, occuparsi del lato estetico. L’occhio vuole la sua parte anche in cucina perciò è importante approfondire l’aspetto  “presentazione dei piatti”, internet è una fonte infinita di spunti.

Dall’alto (altissimo!) della mia esperienza, volendo dare qualche consiglio a chi si trovasse nella condizione di “cucinare da solo”, posso dire che gli elementi fondamentali per iniziare sono:

Ingredienti: senza cibo che cucinate?

Utensili: leggete la ricetta e assicuratevi di avere gli utensili utili alla preparazione.

Cucina dotata di forno: non vi servirà sempre però è meglio averne uno (i fornelli ci sono sempre, in caso contrario o siete ricchi sfondati e mangiate ogni giorno fuori oppure scroccate sempre dai vostri amici)

Tempo:  non si deve mai cucinare quando si ha poco tempo, alcune ricette richiedono ore di preparazione.

Cavie:  scegliete delle vittime a cui servire i piatti preparati, preferibilmente vittime oneste.

Appetito: elemento determinante!

È importante che vi prepariate ad eventuali episodi sgradevoli e sciagure culinarie, io ne colleziono ancora tante, un esempio? Parto dal presupposto che il forno che ho a casa è un relitto, non scherzo, avrà almeno 40 anni, lo sportello non si chiude perfettamente e ha solo due temperature.

A causa delle condizioni precarie del mio forno, quando devo usarlo ho la “fortuna” di poter scegliere tra 2 opzioni, ripeto, ben 2!

  1. Cucinare a temperatura altissima e bruciare sempre qualcosa.
  2. Cucinare a temperatura bassissima lasciando il cibo in forno da un minimo di 3 ad un massimo di 5 ore.

Vittimismi a parte, ho bruciato un numero infinito di torte e di patate quindi, non preoccupatevi per gli incidenti che si verificheranno durante le vostre sperimentazioni. L’esperienza più memorabile è stata la cottura della presina che, dopo averla dimenticata dentro il forno, ha iniziato a cuocere lentamente riempiendo di fumo la casa. Quando mi sono accorta del danno la cucina era una cosa del genere:

Passione per la cucina

Come potete intuire, cucinare può essere un’esperienza ricca di emozioni, un’avventura piena di imprevisti e colpi di scena… Vi ho fatto venir voglia di provare? Se la vostra paura è quella di fare una brutta figura, una volta ho letto che in cucina non ci si giustifica mai, quindi, se qualche piatto non dovesse uscire bene, poco importa. Cucinare è un’arte ed è necessario prendersi il proprio tempo per praticare.

Nelle prossime settimane pubblicherò qualche ricetta nella speranza di convincere anche i meno cucinieri di voi a provare l’ebrezza del fornello.

Dentro ognuno di noi c’è un cuoco. Che tu lo voglia ammettere o no, caro amico di Italiani a Madrid, anche tu nascondi un piccolo chef dentro di te, lascia che si scateni libero tra i fornelli!

Veronica

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Posted on by Redazione in Cucina