Madrid: La Casa del Duende

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 1)
Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 5)

Madrid: La Casa del Duende

Oggi torniamo alle leggende ambientate a Madrid, era da un po’ che non pubblicavamo un racconto misterioso e oscuro… In realtà la storia di oggi non è un racconto di paura quanto una “leggenda divertente”.

Mai sentito parlare della Casa del Duende? Si trovava tra calle Duque de Liria, calle Mártires de Alcalá e Plaza Seminario de Nobles. La casa fu costruita nel XVIII secolo per ordine del re, un’abitazione destinata alla sua servitù. Molte persone passarono per questa casa finchè non venne data in affitto ad alcuni uomini che presero l’abitudine di utilizzarla come sede riservata al gioco d’azzardo.

Durante una “tranquilla” notte dedicata al gioco, all’improvviso si apre una porta dalla quale appare un uomo bassottino con una folta barba. Gli uomini rimasero senza parole di fronte a questa incredibile scena. Dopo aver investigato sull’identità dell’uomo, del perchè si trovasse in quel posto e via dicendo, ripresero le loro normali attività. Fu proprio in quel momento che uscì fuori un’altra mezza dozzina di nani, tutti armati di bastoni. Questi inziarono a darle di santa ragione ai giocatori che, non avendo scelta,  furono costretti a fuggire e non tornare mai più!

In seguito la casa venne acquistata dalla marchesa di Hormazas Rosario de Benegas che si stabilì al secondo piano. Dopo aver aggiunto decorazioni varie, la marchesa si rese conto che mancavano all’appello una tenda e un’immagine che ritraeva Gesù dentro la culla. Se la prese subito con la servitú ma, proprio mentre rimprovera i dipendenti, ecco  che arrivano 4 nani con in mano l’immagine e la tenda. La marchesa non ci pensò due volte e mise subito in vendita la casa.

Dopo questa vicenda, la casa rimase vuota per un po’ di tempo, fino all’arrivo di un prete, don Melchor de Avellaneda. Un giorno, mentre scriveva al vescovo della diocesi perchè gli inviasse un libro utile ai suoi sermoni, ecco che appare un nano con tanto di tunica da monaco e con in mano proprio il libro che serviva al prete.  Qualche giorno dopo, prima di una cerimonia in Chiesa, don Melchor si rese conto di non avere la tunica adatta e mando un paggetto a casa sua perchè la prendesse. Presa la tunica, mentre il ragazzetto stava per chiudere la porta di casa, sentì una voce che diceva – “Non è quello il colore adatto per questo giorno, torna indietro a predere la tunica giusta”-  il paggetto si voltò e vide un nano sparire magicamente. Dopo aver raccontato il fatto al prete, don Melchor decise di lasciare la casa definitivamente.

La lavandaia Jerónima Perrin fu la successiva inquilina. Solitamente Jerónima lavava gli abiti della marchesa Valdecañas e, durante le belle giornate, lasciava asciugare i panni stesi fuori. Un giorno però, dopo aver steso i panni ed essere tornata a casa, si alzó un vento fortissimo. Per paura che gli abiti della marchesa volassero via si diresse verso l’uscita di casa quando all’improvviso vide arrivare 3 nani con un cesto di panni: gli abiti della marchesa. La donna lasciò la casa immediatamente!

Le voci sulla presenza di questi nani arrivarono alle orecchie del Sant’Uffizio. Venne presa la decisione di liberare la casa da queste “presenze malefiche”. Dopo una lunga ricerca all’interno dell’abitazione, nessuno riuscì a trovare niente, fu così che si decise di organizzare un vero e proprio esorcismo, con tanto di acqua benedetta e sale.

Esorcismo a parte, esistono altri due finali:

1. La casa fu distrutta da un incendio dopo il quale i 9 nani dovettero scappare per trovare una nuova sede. Si racconta che i nani fossero falsificatori di monete e che uscissero solo di notte.

2. La casa venne buttata giù per ricostruirne un’altra e, durante i lavori, gli operai trovarono delle macchine per falsificare le monete.

… E voi, quale finale preferite? ;)

 

Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 5)
Posted on by Redazione in Cultura e Società