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Commenti degli utenti

  1. Vegani a Madrid

    Per me ok!!!

  2. Vegani a Madrid

    @Herod2k: mi vuoi dire che in Italia ci sono 6 milioni di persone che vanno regolarmente a fare la spesa dai contadini?

    @Giulio: conosco i meriti della dieta vegetariana, ma se l’incidenza delle malattie cardiovascolari e di alcune forme di cancro è più bassa in chi segue una dieta vegetariana, questo potrebbe essere dovuto al fatto che chi la segue è spesso salutista. Anche un’alimentazione come la mia è equilibrata e completa e gode della raccomandazione delle maggiori associazioni mondiali di esperti.

  3. Vegani a Madrid

    La cuatela dalle mie parti è la cautela.

  4. Vegani a Madrid

    @herod2k: non mi sembra che abbia molto senzo essere vegano e non comprare prodotti Bio e Fairtrade. Mi avete parlato di tutti i rischi per la salute della dieta onnivora e poi compri frutta e verdura al carrefour? e come fai ad avere la cuatela di fare colazione con biscotti senza burro, ma a bere caffè pagato quasi sottocosto ai contadini?

  5. Vegani a Madrid

    @GIORGIA RN: purtroppo sono poche le persone come noi a cui è stato insegnato che il latte non esce da una macchina. A casa mia abbiamo sempre avuto la stessa fissazione delle cose naturali di tuo padre.

    Questa frase: “Penso che i contadini e gli allevatori industriali siano due cose completamente diverse e che i primi in un certo modo amino i loro animali, anche se poi se ne nutrono. Sembra una contraddizione, soprattutto per la gente di città che non ha mai vissuto a contatto con questo genere di cose”, mi sembra che spieghi perfettamente cosa vogliamo dire. Difendere la cultura onnivora non vuol dire difendere l’industria agricola, i danni all’ambiente, la crudeltà verso gli animali, le epidemie o altro.

    A me non importa assolutamente niente se domani la metà della popolazione mondiale diventasse vegana. Ciò che non mi piace e che si presenti la loro scelta come etica e la mia come crudele. Che dicano che loro sono meglio di me. Io sono una buona persona nonostante il fatto di essere carnivoro. E non sono meglio di loro, ma neppure peggio. Solo diverso. Così pure la loro scelta non può essere presentata come migliore. Nonostante i vantaggi che possa comportare. A me non disturba che una persona venga e mi dica che non mangia carne, mi distrurba che mi dica che io faccio male, che contribuisco a distruggere il pianeta, che mi dica che mi sto avvelenando e che sono crudele.

  6. Vegani a Madrid

    @Giulio: fare esempi estremi è facile, ma non tutte le oche vengono sottoposte a quel trattamento. Nelle nostre belle cascine piemontesi è normale (purtroppo sempre meno) avere delle oche che vivono in libertà e credo abbastanza felici. Mangiano quello che dovrebbe mangiare un’oca e vengono sacrificate in modo umano, senza essere torturate. In questo non ci vedo niente di antinaturale. La differenza tra me e il leone è che lui non può scegliere cosa gli piace e cosa no. Noi possiamo e lo facciamo.
    Forse il nostro stomaco non è il più adatto a mangiare carne, ma possiamo farlo. Può una gazzella farlo? no. Quindi la pretesa che consumare carne sia contro natura non mi sembra abbia fondamenti validi. Opinione personale, si. Ma non di più. So bene cosa accadrebbe se indiani e cinesi mangiassero la carne come noi (difatti la crisi mondiale attuale è iniziata con una crisi alimentare). Ma non perchè la carne sia un alimento insostenibile, bensì perchè sono troppi. Se continueranno a crescere al ritmo attuale e se arriveranno a consumare la stessa quantità di cibo vegetariano di un occidentale, ci troveremmo di fronte allo stesso problema.

    Se le mucche sono grasse e i bambini denutriti, non è per colpa della carne, ma fattori be più complessi e di difficle soluzione. Molti campi in Africa non vengono coltivati perchè occupati da mine, e molta terra non viene lavorata perchè gli uomini sono al fronte.

    È vero che nessuno può avere un comportamento 100% ecologico, ma la vostra soluzione mi sembra un po’ come dire: sono contrario alle pellicce di castoro, ma non mi importa averne una di volpe.

    @Herod2k: parlo di cavernicoli perchè se dovessimo escludere ogni attività umana che può provocare un danno a qualcuno o qualcosa non ci rimane che tornare nelle caverne.
    Io non ho mai detto che l’uso di prodotti animali non fa male. Ma anche uscire a fare un giro a Madrid fa male (per l’inquinamento), eppure tutti usciamo di casa. Andare in macchina è ancora più pericoloso. Facciamo che proibire le auto?
    Dici: Solo perchè in Almeria viene sfruttata la gente non significa che io debbo farlo a mia volta. No, ma se ti preoccupa la sofferenza di una mucca dovrebbe preoccuparti anche quella di un uomo. Einvece mi sembra che la vostra posizione sia troppo sbilanciata verso un tipo di sofferenza e non verso tutte.
    Non ti discuto che essere vegani migliora la salute e le condizioni ambientali. Dico che non è l’unica soluzione come a volte volete dare a intendere. La distribuzione del cibo è un tema gravissimo che andrebbe affrontato alla luce del problema demografico, non di stile di vita. Se poi la dieta vegana fa aumentare la longevità, mi dai un motivo in più per non adottarla. Infatti sono di quelli che pensano che l’allungamento della speranza di vita è insostenibile e non andrebbe favorita.
    Io penso invece che la sofferenza, umana e non, formano parte della natura. Come ha detto Giulio, nasciamo, ci scontriamo con altri esseri per poter vivere la nostra vita, ne rubiamo gli spazi e ne causiamo la morte. Io non penso che se non posso migliorare la vita del tunisino allora me ne posso fregare di tutto il resto, penso che la vita è crudele e che la mia responsabilità non è eliminare la crudeltà, ma evitare che sia più crudele ancora.

    PS: non mangio hamburgher a 0,5 Euro e non indosso pellicciotti made in china.

  7. Vegani a Madrid

    Come ho già detto, può piacere o no, ma è nell’ordine naturale delle cose privare di libertà un animale per ntrirsene. Il leone priva la gazzella della sua libertà, l’elefante priva gli alberi della loro libertà, e questo non scandalizza nessuno. Rispetto la tua scelta, ma non accetto che si dica che chi pensa altrmenti va contro la natura. Perchè non è vero.

    Forse non è una necessitá fisiologica mangiare carne, ma non siamo esseri cavernicoli che si muovono solo in base agli istinti primitivi. E questa è la grande differenza tra gli uomini e gli animali.
    Come già detto, non è il consumo di prodotti di derivazione animale a creare tanti problemi di salute, ma il modo in cui lo facciamo (anzi, lo fanno). Anche le patate, se le friggi tutti i santi giorni, non ti liberano da un tumore.

    Mi chiedi: come faccio?

    Ti rispondo: esattamente come voi quando comprate un qualsiasi prodotto a 1 € che, facendo 4 calcoli, dovrebbe costarne almeno 3.
    Tu quando compri un pomodoro ti chiedi quanto hanno pagato quel povero negro che lo ha raccolto? ti chiedi che temperatura c’era in quella serra di Almeria? non so se hai mai visto lavorare gente in quel posto. Io si, ed è orribile. E sono esseri umani come noi. Ti chiedo: compri solo pomodori raccolti da persone pagate correttamente e a cui sono state garantite condizioni di lavoro accettabili? compri solo caffè solidario? prima di comprare un prodotto made in china, non ti viene da pensare che forse comprandolo lo stesso prodotto made in EU (a prezzi più alti ovviamente) potresti aiutare a lottare contro lo sfruttamento umano?

    Quello che voglio dire è che se dovessimo applicare lo stesso principio a tutte le attivitá umane cosa ci rimane? solo píù le caverne forse.
    Io sono radicalmente contrario a tutti gli estremismi, quindi non posso capire e dare per buona la vostra scelta. Ne penso sentirmi colpevole per il mio stile di vita (Obama dixit).

  8. Vegani a Madrid

    Credo sia necessario separare in modo netto l’aspetto etico della vostra scelta che é indiscutibile, anche se rimangono i miei dubbi sulla coerenza della motivazione (ma questo è forse meglio lasciarlo alla prima occasione che avremo di vederci) dall’aspetto pratico. Io concordo pienamente con le critiche che fate al sistema agroalimentare attuale. Ma, lasciando da parte l’aspetto etico, non posso accettare come soluzione ai problemi di un sistema, l’eliminazione del sistema stesso. Un po’ come quando per risolvere gli eccessi e le deviazioni del capitalismo ci siamo inventati il comunismo. È assolutamente vero che ci sono gravi problemi di sostenibilità, problemi ecologici, problemi sanitari e socio-economici. Ma la scelta vegetariana non rappresenta la soluzione a questi problemi. Conosco perfettamente la storia dei 16Kg di cereali e soia per produrre un solo Kg di carne. E mi preoccupa. Ma la verità è che il problema non è il consumo di carne, ma il consumare carne in quantità folli. Se la carne fosse un prodotto di “lusso”, come sempre è stato, non ci sarebbero certi problemi e potremmo godere di questo piacere. Io adoro la carne. Ma mica ne mangio 1 kg al giorno, perchè mangio CARNE vera, non prodotti industriali al sapore (mica tanto) e apparenza di carne. Per riempire lo stomaco c’è la verdura. La carne la lascio per godere.

  9. Vegani a Madrid

    Premetto che rispetto la libertá di chiunque a fare quello che vuole per il motivo che vuole, che condivido l’opposizione all’agricoltura selvaggia e al maltrattamento degli animali e che, prima di mettermi in bocca qualsiasi cosa, mi preoccupo di sapere le conseguenze per la mia salute che quel qualcosa avrà.

    Fra le tante ossessioni che ho, tra cui l’alimentazione sana, ecologica, ogm free, ecc, ecc, c’è però anche la pretesa che chi critica il sistema offra un’alternativa credibile e soprattutto coerente. Dato che non ho mai conosciuto un vegano, potrebbe questa essere l’occasione buona per risolvere alcuni dubbi che ho sulla vostra scelta.

    Il primo dubbio che mi sorge é: per quale motivo i vegetali, che neppure loro sono oggetti inanimati e che pure sono vittime dell’agricoltura selvaggia, non meritano lo stesso rispetto? certo vedere una mucca sacrificata provoca emozioni piú forti che vedere un campo di verdura massacrato dai pesticidi. Ma anche le piante sono esseri vivi.

    2º e piú grande dubbio, che mi porta a pensare che la vostra scelta é un estremismo un po’ snob (ti prego di non offenderti), è il rifiutare certi eccessi della nostra società solo se le vittime sono gli animali. Mi spiego. Eviti pelli, pellicce e lana. Bene. Ma lo sai che la stragrande maggioranza dei capi di abbigliamento sono reliazzati utilizzando “alla stregua di oggetti inanimati e senza emozioni” migliaia e migliaia di esseri umani? state facendo dunque una scelta così radicale anche nei confronti di tutti i beni e servizi prodotti mediante sfruttamento umano? se sì, avete tutto il mio appoggio, altrimenti la scelta fa acqua.

    Mi parli di difesa dell’ambiente e di scelta salutistica. Ma non mi sembra una soluzione rinunciare radicalmente a tutto e accusare la carne di tanti danni.

    Verissimo che il ciclo di produzione della carne produce più gas serra dell’intero settore dei trasporti, ma vero è anche che se gli argentini mangiassero la carne argentina, i piemontesi quella piemontese e gli australiani quella australiana, anzichè il contrario, il problema sarebbe bello che risolto. Mi parli di allevamenti lager. Anche io sono contrario. Ma si potrebbe insegnare alla gente che non si può mangiare tutte le sere una bistecchina solo perchè si prepara in 5 minuti, che bisogna mangiare carne in base al nostro fabbisogno e non in base alla nostra poca voglia di cucinare.

    In definitiva, molti dei problemi che hai indicato si potrebbero risolvere senza rinunciare a qualcosa di così meraviglioso come la carne e il latte. Osservando la natura, possiamo vedere che non facciamo niente che non sia nell’ordine naturale delle cose. Anche gli animali si nutrono di altri animali. E questo non è un male. Male è essere diventati una macchina distruttrice. Ma non è stato sempre così. Per questo credo che chi rispetta gli animali e il pianeta dovrebbe intraprendere una battaglia non contro la carne, ma una battaglia per il ritorno alla convivenza armoniosa tra uomo e pianeta.

  10. Documenti necessari in Spagna: NIE e compagnia bella

    L’autorità competente è l’Agenzia Tributaria. Attraverso la web page è possibile fare la richiesta con certificato.

  11. In vino veritas!

    Io infatti quando vivevo in Catalunya andavo a comprare il Penedes direttamente a Villafranca da dei contadini. E quando vado in Italia lo compro solo in cascina.

  12. In vino veritas!

    Come i vivi francesi.

  13. Documenti necessari in Spagna: NIE e compagnia bella

    Un cittadino comunitario non é mai fuori legge nell’UE. Se non lavorerai, ti basterá portare il tuo corpo, un documento d’identitá e la tessera sanitaria europea che ti rilascia la tua bella ASL.

  14. Madrid vista da una finestra: il lavoro da casa...

    Beh, a questo punto paragonato a un minatore degli Urali anche quello che si sbatte in metro alle 8 di mattina é un re.

    Credo che Andrea non volesse parlare del lavoro in casa in generale, ma dei problemi che comporta per uno straniero a livello di integrazione nella comunitá in cui vive.

  15. La violenza sulle donne in Spagna

    In realtá é difficile fare statistiche su fenomeni che rimangono entro le mura di casa. La violenza domestica in Spagna ha maggiore visibilitá perché spesso la violenza culmina nell’omicidio, che per forza di cose diventa un fatto pubblico. In Italia credo che gli episodi di violenza sono di minore entitá (singolarmente presi) e quindi rimangono occulti. Cioé é piú facile sopportare in silenzio uno schiaffo alla settimana per 30 anni piuttosto che un pestaggio a sangue ogni 3 giorni.

    Hai ragione Gloria. Ad esempio gli psicologi consigliano di non pubblicare notizie di suicidi, perché generalmente danno forza o coraggio a chi ci sta pensando ma ancora non ha fatto il passo. Anche per la violenza domestica. Purtroppo peró non esiste altro modo per fare capire alle donne il pericolo che corrono se non denunciano.

    Sono assolutamente d’accordo nel considerare differenza di trattamento economico/lavorativo come una forma di violenza. Tuttavia credo che questo problema non si risolverá mai se si pretendere far assumere all’imprenditore un costo che é incompatibile con il fine dell’impresa, cioé il profitto. Se il maggior costo rappresentato dalla donna per la sua funzione familiare fosse a carico della fiscalitá generale, se il mercato del lavoro fosse sufficientemente flessibile in modo da poter conciliare le necessitá delle lavoratrici madri con le necessitá dell’impresa, allora la situazione sarebbe migliore. Peró anche le donne meritano la loro parte di critica. Infatti é dimostrato che a maggior paritá di responsabilitá e carico di lavoro domestico tra uomo e donna, minore é la disparitá economica e lavorativa. Questo perché essendo il “peso” di un figlio egualmente distribuito tra madre e padre, il “marrone” per il datore di lavoro é esattamente lo stesso.

  16. Vivere a Madrid o Barcellona?

    Infatti alla Barceloneta ci va solo un certo tipo di gente. I catalani normali vanno sulla costa di Girona che é fantastica anche per un allergico al mare come me.

    Vorrei ricordare che quando si parla di Madrid si parla solo di Madrid perché appena ci esci ti aspettano Km e Km di deserto castigliano. Barcellona invece fa un unicum con tutta la Catalunya che offre mille cose in piú. É ovvio che a Madrid ci sia piú movida, altrimenti cosa fai? Barcellona non é morta, semplicemente la gente affolla le localitá di mare, di montagna, viaggia all’estero, va a mangiare la fantastica botifarra di Olot… insomma a una vita sociale molto piú europea. Mentre andare tutti i fine settimana a sbronzarsi é piú proprio di un paesotto sperduto nel mezzo dell’Extremadura.

    Sono d’accordo con chi ha detto che Madrid é perfetta per gli studenti, ma quando pensi a cosa fare della tua vita, se hai un po’ di ambizione, se il massimo della tua aspirazione non é diventare incaricato di Zara, allora Barcellona offre molto ma molto di piú. Molti di voi siete giovani e studenti o lavoratori alle prime armi e sicuramente vi muovete in ambienti dove é piú facile socializzare. Ma vi posso assicurare che nel fondo fondo qui a Madrid uno straniero puó diventare madrileño si, ma rimarrá sempre straniero. Mentre a BCN l’affermazione di Tarradellas: “É catalano chi vive e lavora in Catalunya” é vera e la applicano anche i piú sfegatati nazionalisti.

    E solo aggiungo che anché a Vic, dove ho lavorato diversi mesi, la lingua non é un problema.

  17. Catalano vs castigliano: mito o realtà?

    Credo che la mente umana é piú che capace di usare in contemporanea 2 o piú lingue. Si tratta di azionare il cervello.

  18. Offerta di lavoro in Madrid Centro

    Alessandro perché non ci sorprendi con la tua creativitá creando un blog tutto tuo?

  19. L'Italia e le forbici della censura

    Alessandro, mi sembra che quello che non ha capito un cazzo sei tu. Se noi italiani siamo i migliori in tutta quella roba é proprio perché siamo i nostri peggiori critici e non ci perdoniamo il minimo errore.
    Mi dispiace dirtelo, ma tu sei un danno per il nostro Paese perché quando si crede di aver raggiunto la perfezione si smette di crescere. Per il bene della nostra Patria ti prego di andartene in Cina.

  20. L'Italia e le forbici della censura

    Scusa Gigio chi é piú colpevole dell’arretratezza morale dell’Italia, i tuoi suoceri sicuramente di una certa etá o tu giovane che gli hai permesso di importi una morale che non ti appartiene?

    A parte questo sono d’accordo con te sul fatto che in Spagna approfittano ogni occasione per metterci in cattiva luce, ma questo é il tipico complesso di inferioritá spagnolo, dare ampio risalto ai panni sporchi altrui per autoaffermarsi.

    Riguardo al comunicato RAI mi sembra un po’ insostenibile come scusa.

  21. L'Italia e le forbici della censura

    Alessandro non sará che hai paura che ti possa eccitare vedere quelle scene? Lo dico perché se sei eterosessuale e sei sicuro della tua opzione, non dovresti turbarti tanto. A me per esempio non é che mi faccia impazzire il tema sado-maso, ma non mi fa schifo vedere una scena, semplicemente non mi fa né caldo né freddo.

    Prova a parlarne con il tuo analista. Ti fará bene.