La notte di Madrid continua a sorprendermi
martedì, 9 febbraio 2010
A volte mi dimentico di quanto mi piaccia Madrid. Ormai la mia vita scorre tra impegni abitudinari e abitudini sempre più impegnative e raramente mi stupisco o mi sorprendo della variegata bellezza che questa città è solita offrire. Ma Madrid, per quanto si possa essere distratti, riesce sempre a catturarti e a mostrarti una parte, un dettaglio che non conosci o qualcosa che ancora ti manca.






«[ ...]Costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra. Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. »

