Madrid è il Player, l’AVI e l’MP3 della nostra vita, noi, spettatori del nostro stesso spettacolo, aggiungiamo soltanto una voce, una voce fuori campo, una voce in Italiano.
Il 6 gennaio, che in Italia è festa della Befana, in Spagna è la festa de Los Reyes Magos, los “Reyes” per gli amici. A differenza dell’Italia qui in Spagna, a Madrid, il 6 gennaio è la più importante tra le feste natalizie. Centinaia di persone di tutte le età, alle 18.30 di ieri sera, si sono disposte lungo il tragitto che vedeva Los Reyes Magos cominciare la loro abituale cavalcata dalla Plaza San Juan de la Cruz (fermata metro Nuevos Ministerios) e terminarla, alle 20.45, con il “mensaje de los Reyes” nella Plaza de Cibeles.
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Le vacanze di Natale a Madrid sono fantastiche. Uscendo da casa è già l’aria a dirti che c’è qualcosa di speciale, la Gran vía è più affollata del solito, centinaia di persone entrano ed escono freneticamente dai vari Zara, H&M, El Corte Inglès, Fnac etc. pieni di buste, regali, pensieri, messaggi. Ciliegina sulla torta l’illuminazione: a Natale Madrid brilla come una stella nel cuore della Spagna, Madrid è una stella nel cuore della Spagna. Se doveste passare le vacanze di Natale a Madrid, dal prossimo giovedì potrete ammirala sotto la luce di 9 milioni di lampadine natalizie installate in 160 zone del centro; un investimento di 4.6 milioni di euro (alla faccia della crisi).
Era un sabato qualunque al Balcón de Rosales, una delle tante discoteche di Madrid. Álvaro Ussía, diciottenne, usciva dalla discoteca approssimatamente alle 05:30 accompagnato dai suoi amici; quando uno di questi inciampa su quella che sembra essere la “fidanzata” di uno dei buttafuori. Quella che poteva essere una semplice svista si trasforma in tragedia, parte della cronaca di Madrid.
Tavoli e sgabelli di legno, vino rosso servito in coppe di ceramica, piatti e taglieri da dove attingere comunemente, atmosfera festosa, donne in cucina, donne al bancone, donne a servire ai tavoli. No, non sto parlando del nostro harem, su quello ci stiamo ancora lavorando. Il posto in questione è il Maceiras uno dei ristoranti a Madrid dove potrete deliziare le vostre papille gustative, spendendo poco.
La domenica è storicamente stato il giorno de riposo. Dall’alba dei tempi il “settimo giorno” è stato dedicato all’ocio (sarà coincidenza la somiglianza con la parola ozio?). Esistono diverse scuole di pensiero sul come trascorrere la domenica, una di queste è il buon vecchio grande schermo: il cinema.
So che molti di quelli che hanno forgiato la loro infanzia con Tex in questo momento immagineranno pellerossa seminudi a cavallo nel bel mezzo del deserto; ma il panorama in cui si collocano questi Indiani (quelli che lanciano missili nello spazio) è ben diverso, è Madrid: un adelle piú grandi (e belle) Capitali d’Europa, nonchè “temporanea isola di felicitá” di tutti noi.
Attenzione, attenzione! A tutti i fan dei Prodigy: domenica 19 ottobre i Prodigy “salderanno i conti” con il pubblico Madrileño (sopratutto con coloro che sono stati bidonati al Weekend Dance); infatti il 19 ottobre i Prodigy si esibiranno dalle 20:00 in una delle discoteche di Madrid: La Riviera.
Il biglietto è acquistbile per 25€ on line su http://www.entradas.com/, telefonando al 902 488 488, o direttamente in discoteca delle 20:00. Tutti coloro che sono stati bidonati al Weekend Dance potranno entrare GRATIS presentando il biglietto.
Riassumendo: 19 ottobre 2008, Prodigy, ore 20:00 a La Riviera.
C’è chi è a Madrid in fuga dal passato, chi alla ricerca del futuro, chi semplicemente per caso. Qualunque sia il motivo che vi ha portati fin qui, nel cuore della penisola iberica, una delle prime cose che affascinano stregano e seducono di Madrid è la sensazione di libertà che infonde a tutti quelli che dormono quattro ore a notte, a quelli che tornano a casa accompagnati dal sole nascente, a quelli che la domenica es para descansar; ma anche a quelli che si alzano al presto mattino per andare a lavoro o a lezione.
Resaca,guayabo,goma,cruda,chaqui,rascaocaña. Ovunque andiate si utilizza una parola diversa per esprimere quella imminente sensazione di morte (tra l’altro agognata) che obbliga anche i più duri a pronunciare le famose parole “non berrò mai più una goccia d’alcol in vita mia”. A dire il vero in Italiano non abbiamo una sola parola per esprimere quella che qui è conosciuta come resaca; nel bel paese si parla più che altro di “postumi della sbornia”.Dopo l’articolo del nostro Bancomat sulla ottima abitudine di tomar una caña dopo il lavoro mi sembra d’obbligo affrontare uno di quei problemi troppo spesso rimossi dalla nostra mente: la resaca, il lato oscuro che inesorabilmente affligge l’amante della birra o del cocktail a Madrid e non solo. Leggi il resto »