Sono le sei di mattina del weekend di Madrid. Tra non molto spunteranno le prime luci dell’alba. Tutto ha un colorito giallastro, ma si srotolano già le prime mani di azzurro sulla città. Vi hanno appena cacciato dall’ultimo locale al grido di “¡VAMOOOOS!”. Siete sudati e ubriachi. Fate fatica a mettervi la felpa e a trovare l’ennesima sigaretta. Figuriamoci l’accendino. I movimenti sono lenti e scattosi, e le parole vi restano appiccicate in bocca. Avete fame. Prendete respiri profondi per ripulirvi i polmoni dalla crosta di fumo che hanno accumulato. Le orecchie vi fischiano, tutto ha un suono così lontano, ovattato. Gli occhi, ridotti a due misere fessure, cercano di ancorarsi su un punto che arresti il giramento della vostra testa. Vi sedete sul primo paletto a portata di culo. È ora di accettare la realtà: la notte è finita, si torna a casa. A letto. Da soli. GAME OVER.
Ma voi non ne avete ancora abbastanza, a voi non piace accettare la realtà, che si fotta la realtà. Comprate una lattina di Mahou dal cinese e, alla deriva in un mare di alcol, issate le vele e salpate di nuovo alla volta del Binomio, un after di Malasaña… C’è ancora tempo.
Leggi il resto »