Programmazione Cine Doré

Programmazione "economica" presso il Cine Doré, per conoscere il programma completo potete andare qui. Tra i film proiettati troverete: Il Padrino. Parte II (Francis Ford Coppola, 1974),  Forasteros (Ventura Pons, 2008),  XXY (Lucía Puenzo, 2007),  Bach en Madrid (José del Río, 2014), Read more

Wilma Hurskainen: Growth/Crecer

Fino al 31 Maggio l'artista finlandese Wilma Hurskainen presso il Matadero Madrid: l'esposizione consiste in una serie di foto scattate dal padre di Wilma quando era bambina, accompagnate dalle versioni più recenti realizzate dall'artista stessa. Per maggiori info, vai Read more

Renato D’Agostin: Etna

Il fotografo Renato D’Agostin ci racconta l'Etna presso Mondo Galería (C/ San Lucas, 9) fino al 28 Marzo. Un viaggio nel quale l'uomo smette di essere il protagonista lasciando spazio alla maestositá del vulcano. Maggiori info Read more

Cinema Oh! Culto

Se siete appassionati di cinema e, soprattutto, di film particolari, poco conosciuti o difficili da vedere, approfittate di Cinema Oh! Culto. Per la programmazione andate Read more

Corruzione e politica, mi sento a casa!

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Corruzione e politica, mi sento a casa!

Sentirsi a casa anche in terra straniera, è molto facile! Basta entrare in una delle tante pagine ufficiali di giornali nazionali e trovare notizie interessanti come quelle pubblicate negli ultimi giorni, mi riferisco alla vicenda che vede come protagonista il Partito Popolare spagnolo.

Ogni volta ci si annoia a sentir parlare sempre dell’Italia no? Tutti questi scandali, giri di soldi, corruzioni e vicissitudini nostrane varie…

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Evade 21.50€, condannato a due mesi di carcere

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Evade 21,50€, condannato a due mesi di carcere

Breve riflessione personale su una notizia di ieri.

Una condanna a 2 mesi  di carcere per 21.50€ sarà anche esagerata, ma la questione non è questa a mio parere. La questione principale non dovrebbe riguardare solo la gravità della pena bensì la capacità (o volontà) di applicare la legge sempre, soprattutto se parliamo degli esperti evasori fiscali che popolano il nostro bel paese.

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Tradizione e modernità

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Tradizione e modernità

Fino al 14 luglio andranno avanti i festeggiamenti di San Fermin a Pamplona; questa festa è conosciuta in tutto il mondo e ogni anno arrivano turisti da ogni parte per assistere ai famosi encierros.

In questo post però non volevo descrivervi l’evento, abbiamo già un articolo sull’argomento, volevo invece sottolineare un aspetto che trovo particolarmente affascinante: il rapporto tra l’individuo e le feste tradizionali e popolari che si svolgono ancora oggi nelle nostre città.

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Nostalgia

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Nostalgia

Io amo il mio paese e sono profondamente legata alla mia terra.

Decisi di andarmene perchè da quando avevo 14 anni, molto prima dell’esplosione della crisi (contando che ora ne ho 30… ma non ditelo a nessuno!), sentivo l’esigenza di spostarmi, di conoscere, di confrontarmi e di crescere.

La nostalgia è forte, probabilmente ancora più forte per chi come me viene da un’isola, però ogni tanto si leggono alcune cose che veramente… ti fanno passare la voglia di tornare…

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La gentile indifferenza di Madrid

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{Zollo: dato che è da una vita che non scrivo e considerato che Giuseppe, uno dei nostri lettori ci ha mandato una sua personale riflessione su Madrid abbiamo deciso di condividerla con tutta la comunità. Ricordo a tutti che se volete partecipare, raccontarci qualcosa su Madrid, ma anche recensire un posto o un ristorante non esitate a scriverci a collabora@italianiamadrid.it. Grazie Giuseppe e benvenuto.}

Non mi dilungherò a descrivere la mia personale esperienza a Madrid, piuttosto preferirò parlare di come una capitale così vicina geograficamente al nostro stivale, ma lontana anni luce dal nostro tanto invidiato Italian Style, provochi non di rado un abbaglio assoluto nei suoi confronti.

Vorrei che questo intervento venisse letto infatti come un invito a visitare questa città (per chi non la conoscesse) o ad apprezzarla al meglio (per chi tuttora la vive).

C’è altro, o meglio, c’è una qualcosa in più delle Tapas, della Movida, di Fiestas e Copas. C’è una caratteristica che rende interessante Madrid secondo un mio modesto parere.

E’ la “gentile” indifferenza.

A Madrid è Indifferente se ti disturba il rumore fino a tarda notte, comunque ci sarà.

A Madrid è Indifferente il fatto che ti possa dare fastidio un bacio “proibito” tra due amanti, comunque verrà dato.

A Madrid è Indifferente che centinaia di lingue e culture diverse attraversino le sue strade, comunque scorgendo l’angolo capirai che nessuna di queste ha influenzato o modificato la sua vera essenza.

Conservatrice ma con gusto, innovatrice ma mai in modo stravolgente.

Ecco, Madrid è discreta nella sua magnificenza. Dove il gusto del diverso non fa paura.

Capace di sopportare violenze regressiste, abbattendole con la grinta dei suoi cittadini (anche acquisiti) che la rendono ogni giorno sempre più desiderabile poiché giustamente innamorati di un Paese che fa della semplicità il suo punto di forza.

Semplice da raggiungere; Semplice da scoprire e ovviamente semplicemente incantevole nella sua unicità.

Arrivando, vivendo o lasciando Madrid, una cosa è certa, non lascia indifferenti.

Giuseppe Potenza.

La rivoluzione dal divano o la ribellione in piazza

Posted on by zollo in Cultura e Società, Pensieri, Politica | 16 Comments

Come spesso capita, giovedì scorso, dal divano del mio appartamento a Madrid, approfittando del potere concessomi da internet, mi stavo masochisticamente punendo guardando Ballarò in streaming. Così, mentre, a Madrid, migliaia di persone indignate scendevano in Piazza, io dal mio divano, mi indignavo davanti a una Polverini che con un forte accento romano faceva di tutto per passare come capro espiatorio di una situazione che tutti conoscevano tranne lei. Così ho postato la mia indignazione sulla differenza di atteggiamento tra Italia e Spagna, divano e piazza.

Nei giorni a seguire, i social network hanno preso la Spagna come modello per la forza e l’impegno politico attivo dei più confrontandolo a quello passivo italiano. Come di solito accade, quando mi trovo d’accordo con troppe persone, provo a mettere in dubbio il mio ragionamento, ad approfondirlo e a guardarlo da altri punti di vista e questo post è il risultato di questa riflessione.

Innanzitutto dovete sapere che per cultura lo spagnolo medio non è uno che sta in casa, bensì una persona sempre ben disposta a partecipare attivamente alle differenti iniziative sociali, da quelle interessanti politicamente e socialmente a quelle più mondane e meno impegnate.

Prendo ad esempio un po’ di numeri: quando a maggio il Real Madrid ha vinto la liga per la 32esima volta, 30.000 persone si sono riunite in Plaza Cibeles e la polizia ne ha detenute una decina e mandate altrettante all’ospedale, quando la Spagna ha vinto il mondiale per Madrid c’erano più di 1 milione dei persone, L’11 settembre 2012 a Barcellona, per la marcia dell’indipendenza della catalunya c’erano (secondo la polizia) 1 milione e mezzo di persone, in realtà 2 milioni totalmente passato inosservato.

Nella la manifestazione di Maggio (Toma la Calle) a cui per altro ho partecipato c’erano circa 20.000 persone e la famosa “acampada” di Sol, secondo elpais, ha riunito 35.000 persone. L’ultima manifestazione, quella di cui parliamo in questo articolo, quella nella quale si chiedevano le dimissioni del governo, si parla di 20.000 persone inizialmente e di 4.000 dopo le cariche.

Come – ammetto le mie colpe – si sente ripetere da chi guarda al movimento spagnolo come un esempio a seguire, in Spagna ci sarebbe in atto una rivoluzione, ma io da quando sto osservando questo movimento e queste manifestazioni, seppur appoggiando il malcontento di fondo, non capisco dove sia la rivoluzione. La rivoluzione (dal tardo latino revolutio, -onis, rivolgimento) è un mutamento improvviso e profondo che comporta la rottura di un modello precedente e il sorgere di un nuovo modello.

Quindi, dato che dal 15 maggio 2010 si parla di rivoluzione, mi piacerebbe capire qual è il modello che si vuole sostituire con questo. Quando sono arrivato in Spagna si parlava di Zapatero come del primo Obama poi è arrivata la crisi, quella si che è stata una rivoluzione, dato che in quasi tutti gli stati europei ha capovolto il governo e sostituito la destra con la sinistra e viceversa. In Spagna il PP ha avuto una preferenza da panico ha vinto quasi tutte le province, Mariano Rajoy, uno qualsiasi, uno che ha perso per 8 anni facendo opposizione mentre la Spagna tagliava traguardi sociali che noi ad oggi ci sogniamo, ha preso il potere per smazzarsi la patata bollente dei tagli e del “rescate economico”.

Con un livello di disoccupazione al 23% e con una riforma economica all’orizzonte basata sulla filosofia dei tagli voluta dalla Germania, è normale e giusto che nascano queste manifestazioni, che però, devo ammettere, credo che lascino un po’ il tempo che trovano e che assomigliano più a ribellioni che a rivoluzioni.

La rivolta o ribellione è un atto di sollevamento del popolo contro un ordine costituito, che il più delle volte è lo stato. Più specificamente, la ribellione può anche riferirsi al rifiuto di una legge, di un principio o anche di una moda. I ribelli possono manifestare il loro dissenso attraverso la disobbedienza civile o anche atti di violenza.

Chiarisco il mio punto di vista, capisco le motivazioni che spingono a scendere in piazza e capisco anche l’importanza delle manifestazioni, ma, della Spagna, non è questo che guarderei con invidia, perché, a mio modesto giusdizio, queste manifestazioni non hanno un fine chiaro e soprattutto un obiettivo raggiungibile, ma sono urla soffocate di malcontento purtroppo non canalizzate in una direzione costruttiva.

Ci aspettiamo forse che Mariano si svegli il giorno dopo i disturbi e si dimetta in seguito alla richiesta di una manifestazione che può tranquillamente controllare infiltrando polizia tra i manifestanti e raggirando l’opinione pubblica come fanno da sempre tutti i governi del mondo?

Vi ricordate Genova durante il G8 e la beffa dei black block? Siamo ancora fermi li?

Bisogna andare oltre le urla, bisogna unire le voci, bisogna trasformarle in programma, bisogna proporre e partecipare.

Io credo che in Italia grazie al movimento a 5 stelle, favorevoli o contrari che siate, si sia finalmente tagliato un traguardo, in Italia stiamo canalizzando quella forza, quello stesso malcontento che in Spagna riunisce migliaia di persone, in italia è diventata la seconda forza politica. Durante il V-Day del 2007 si parlava di 5 milioni di persone, (50.000 solo a bologna).

Noi abbiamo capito una cosa: il web è l’unica piazza in cui ancora non riescono a infiltrarsi, ci provano continuamente ma non ce la fanno, grazie a questa forza possiamo scendere in piazza più organizzati e quindi più forti, per una volta siamo i primi in Europa a costruire una cosa del genere, prendiamoci le nostre vittorie.

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Spagna europea, Madrid spagnola

Posted on by Redazione in Cultura e Società, Pensieri | 30 Comments

Pochi giorni fa ero sulla porta di un bar di Malasaña, in compagnia di altri fumatori sfrattati e infreddoliti, e si parlava di quanto sta cambiando ed è cambiata la vita notturna a Madrid, delle leggi che progressivamente hanno ucciso o comunque stanno infliggendo duri colpi alla movida madrileña.

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Cambia la vita a Madrid: approvata la legge antifumo

Posted on by Redazione in Madrid, Pensieri, Salute e sanità, Varie | 27 Comments

Dal 2 gennaio sarà vietato fumare in tutti i locali pubblici spagnoli. Ciò cambierà la nostra vita a Madrid, visto che ormai tutti ci eravamo riabituati ad accompagnare i nostri bicchieri a qualche tiro di sigaretta appoggiati a un bancone, a fumare tra il primo ed il secondo piatto e dopo il caffè, ancora comodamente seduti al tavolo del ristorante. Ci si era riabituati un po’ meno ai vestiti puzzolenti e agli occhi rossi . Read more

In vacanza a Madrid

Posted on by zollo in Pensieri, Varie | 7 Comments

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A Madrid fa ancora caldo, molti sono ancora in vacanza, altri ci si sentono e ad altri ancora sembra praticamente di non esserci mai stati. A me sembra di esserci stato, ma molto tempo fa…

Sono tornato da meno di una settimana e quello che mi resta è una folta barba, un’abbronzatura sbiadita, un po’ di panzetta da un non più ventenne e una cartella in più sul computer dal nome portugal 2010. Ormai ne sono certo, non riesco a vivermi le vacanze come dovrei. Read more

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Lontano da casa

Posted on by santa in Pensieri | 30 Comments

Il cielo lontano da casa

Quando i carrelli dell’aereo stridono contro la pista, vi coglie un fremito che spezza i primi sintomi della malinconia: un fremito di euforia. Non è stato facile, ma ci siete riusciti. C’è voluto del tempo, ci sono voluti dei sacrifici, probabilmente più del previsto, ma alla fine ce l’avete fatta. Siete arrivati. Vi aspetta una nuova vita. Avete mollato tutto o quasi: amici, partner, famiglia, lavoro, hobby… Tutto per trasferirvi in un’altra città. Lontano da casa. Da soli. Read more

Madrid Barajas: l’areoporto della capitale

Posted on by Miki in Madrid, Pensieri, Trasporti, Turismo | 16 Comments

Madrid Barjas

{Zollo: Oggi ho il piacere di presentarvi un nuovo collaboratore che, oltretutto, ho conosciuto in coda a La Ofrenda. Lui è Michele, uno diviso tra Londra e Madrid, e in questo articolo ci parla dell’areoporto di Barajas. Grazie per la collaborazione e benvenuto!}

Un altro ritorno nella Capital, altro vuelo che si abbassa lentamente nel sole del tramonto, che puntuale o no mi riporta a respirare l’aria tiepida di Madrid. I riflessi del sole della sera assomigliano molto al giallo e al rosso dipinti sull’aereo, e il mare che ho lasciato alle spalle cede il posto ad un paesaggio arido e pianeggiante.

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Se Rinasco…rinasco Picasso

Posted on by Taffe in Arte e Architettura, Cultura e Società, Pensieri | 10 Comments

 

Pablo Picasso a Madrid

 {Zollo: Chi frequenta il forum di Italiani a Madrid, non solo lo conosce, ma di taffe, ne ha fin sopra i capelli :),  ma lui, non contento ha voluto inviarci quest’articolo su Pablo Picasso, di cui, ovviamente ne parla a modo tutto suo, beh ragazzi, questo è Picasso secondo Taffe!}

Ogni tanto mi chiedo perchè non sono nato Picasso, non un altro, Pablo Picasso. Anche perchè a nascere Van Gogh non te la spassi proprio depressione, orecchie, ecc.. Mentre lui sì, una vita votata alla gnocca. Partiamo col dire che il padre disegnava uccelli e probabilmente questo puo’ averlo condizionato un po’.

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